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Imprese artigiane: nel Lazio soffrono di più le più piccole, per le grandi in calo l'occupazione

Nonostante la ripresa del 2 per cento nel primo semestre 2008, il settore ha registrato oggi un calo del 9,5 per cento del fatturato.

» Crisi economica Silvia D'Ambrosi - 06/04/2009

Al giro di boa degli ultimi sei mesi, il Rapporto congiunturale sull'artigianato nel Lazio annuncia bonaccia assoluta. Fuori dalla metafora velistica, in realtà, i dati rivelano, più che una stasi, un trend nettamente negativo: il fatturato delle imprese artigiane della regione ha registrato una flessione del 9,5 per cento rispetto al semestre precedente, il comparto del manifatturiero, inoltre, vede un'importante riduzione della sua produzione (- 7,3 per cento) e degli ordinativi (-9,5 per cento). 

Il Rapporto del secondo semestre del 2008, promosso da CNA Lazio e dall'Istituto Tagliacarne con il contributo dell'Assessorato regionale alle PMI e Unioncamere Lazio, non lascia molto spazio a spiragli di ripresa, piuttosto, si innesta coerentemente nella situazione di crisi dell'economia reale di portata mondiale.

I SETTORI PIU' COLPITI. A far le spese della grave situazione di recessione sono soprattutto le piccole imprese (1-5 addetti) del sistema artigiano della regione, il 50,2 per cento rispetto al semestre precedente, il 35 per cento, le imprese più grandi. Territorialmente, la contrazione più alta riguarda Frosinone (-16,1 per cento), seguita da Roma (-10,9 per cento), Viterbo (-6,2 per cento) e Latina (-5,7 per cento). Si salva Rieti in ragione della sua atipicità di collocazione e di caratteristiche della struttura produttiva.

UNO SGUARDO D'INSIEME. A conferma di quanto emerso nel Rapporto sul primo semestre 2008, l'imprenditoria femminile e giovanile reagiscono meglio. Le donne, più attente ad attività a carattere sociale vantano più frequentemente un incremento del fatturato (16 per cento) rispetto agli uomini (12,4 per cento), mentre i giovani (fino a 40 anni) riescono addirittura ad invertire il trend negativo e a crescere nonostante tutto (20 per cento contro il 10 per cento degli imprenditori più maturi). La bandiera nera va agli imprenditori più anziani (61 anni e oltre), il 48 per cento dei quali ha visto nell'ultimo semestre una riduzione del fatturato, seguiti dagli imprenditori adulti (31-60 anni) che nel 42-45 per cento hanno conosciuto una flessione del loro giro d’affari.

LIVELLI DI OCCUPAZIONE. Se, infatti, il 76,7 per cento delle imprese prevede nel prossimo semestre di non variare il numero di addetti, il 12,7 per cento immagina di dover rinunciare ad una parte del personale, mentre solo il 6,4 per cento ritiene di poter affrontare un incremento dell'occupazione. Preoccupa il dato sui tagli, perché previsto nell'ambito delle imprese più grandi; 12,5 per cento in quelle con 10-19 addetti, mentre per quelle di minori dimensioni (6-9 e meno) saranno rispettivamente del 5,9 e 5,6 per cento. Eppure, proprio le microimprese, le più colpite dalla recessione, "sono - secondo il Direttore di CNA Lazio, Franco Cervini - quelle che meglio riescono a difendere i livelli occupazionali".     

IL RAPPORTO CON LE BANCHE. In questo momento è piuttosto delicao e difficile da gestire. Il 54,2 per cento delle imprese si è trovato a richiedere finanziamenti per soddisfare esigenze di liquidità, mentre il 6,5 lo ha fatto per acquistare materie prime e/o scorte. Meno prioritari sono considerati in questo lungo frangente gli investimenti per i quali le richieste di finanziamento arrivano dal 37,7 per cento delle imprese. In generale il Rapporto registra una limitata propensione delle imprese a farsi affiancare dal sistema bancario legata ad una difficoltà di dialogo tra i due "mondi".

INIZIATIVE DI RILANCIO. Alcuni bagliori di ottimismo arrivano dalle imprese stesse. Secondo Cervini, nonostante il momento difficile, "il 30,3 per cento delle imprese intervistate ritiene che la crisi possa offrire l'occasione per l'avvio di processi di cambiamento a beneficio di una maggiore competitività". Tuttavia, il settore avanza richieste di sostegno per contrastare gli effetti recessivi. Quattro sono le priorità individuate: agevolazioni fiscali, sostegno agli investimenti, sostegno per l'accesso al credito, semplificazione amministrativa e riduzione dei tempi di pagamento delle Pubbliche Amministrazioni. Fiducia viene anche riposta nel fatto che rapidamente trovi attuazione il pacchetto anticrisi contenuto nella Finanziaria regionale 2009.

L'Assessore regionale alle PMI, Francesco De Angelis, che ha partecipato alla presentazione del Rapporto, ha reso noto che le iniziative del Governo regionale si muovono su due fronti. Il primo: tamponare l'emergenza credito, promuovendo un pacchetto da 75 milioni di euro volto a irrobustire i confidi, favorire la capitalizzazione delle PMI e dare certezze alle imprese che vantano crediti con la Pubblica Amministrazione. Il secondo: attraverso il Testo Unico, mettere in campo incentivi mirati alle esigenze delle imprese soprattutto in tema di apprendistato, formazione dei giovani, sviluppo e ammodernamento delle imprese artigiane e sicurezza nei luoghi di lavoro. 

DOCUMENTI
- I dati del CNA sul primo semestre del 2008

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CNA Lazio