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Nigeria: in 4 paesi la poliomelite endemica colpisce centinaia di persone all'anno

Fondamentali le campagne di vaccinazione sui bambini al di sotto dei cinque anni.

» Africa Cecilia Scaldaferri - 02/04/2009

La poliomielite è una terribile infezione virale che ogni anno colpisce centinaia di persone, specialmente bambini sotto i cinque anni di età (più del 50 per cento dei casi). E' endemica in quattro paesi al mondo, Nigeria, Pakistan, Afghanistan e India, e presente in altri 16: Sudan, Uganda, Costa d'Avorio, Benin, Kenya, Niger, Angola, Togo, Burkina Faso, Mali, Repubblica Centro Africana, Ciad, Ghana, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia e Nepal.

Il morbo colpisce il sistema nervoso, si può diffondere al midollo spinale e può provocare la paralisi dei muscoli di braccia, gambe, spalle e torace. Uno su 200 rimane paralizzato. Di questi, un 5-10% può anche morire se vengono coinvolti i muscoli della deglutizione e della respirazione. Nel 2008 ci sono stati 1659 casi, di cui 1513 registrati nei paesi endemici, mentre dall’inizio dell’anno ad oggi sono venuti alla luce 169 nuovi casi. In cima alla lista dei Paesi più colpiti si assesta la Nigeria con 806 casi, seguita da India (559) e Pakistan (117).

L'arma principale in mano alle autorità sanitarie contro i tre ceppi virali della poliomielite sono le campagne di vaccinazione infantile grazie ai quali la malattia ha conosciuto un calo straordinario negli ultimi vent'anni, passando da oltre 350 mila casi al mondo a poco più di 1500. Due i vaccini disponibili, uno che si somministra per via orale (OPV) e un altro 'inattivo' (IPV) che al contrario deve essere iniettato.

Molto importante per la riuscita delle campagne sanitarie è l'appoggio dei leader locali delle comunità che spesso influenzano il giudizio e il comportamento dei genitori. A questo proposito negli anni passati in due Paesi in particolare, Nigeria e Pakistan, si sono verificati episodi di opposizione e boicottaggio contro le vaccinazioni infantili da parte di una parte consistente degli esponenti religiosi, convinti che tali vaccini fossero una scusa utilizzata dall'Occidente - Stati Uniti e Israele in primis - per infettare i musulmani con il virus dell'Aids o addirittura renderli sterili.

A fronte di alcuni casi in cui le tesi di questi esponenti religiosi si sono rivelate nefaste contribuendo alla ripresa della malattia, ci sono stati anche episodi in cui il loro aiuto si è dimostrato fondamentale nel convincere i genitori dei bambini a vaccinarli. E' il caso di qualche anno fa dello Yemen dove un influente leader islamico emise una fatwa (editto religioso) con il quale ha rassicurato i genitori sull'inoffensività della cura rendendoli molto più collaborativi.

Nonostante tutti gli sforzi profusi nella battaglia contro la poliomielite, l'obiettivo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme all'Unicef e ad un gruppo di associazioni raggruppate intorno all'ombrello 'Global Polio Eradication Initiative', si era prefissato, vale a dire eliminare completamente la malattia entro il 2000, è stato spostato al 2010.