Scienze e Tecnologie » Tecnologie informatiche » Ict

Multi-touch: è solo una moda?

Tutti parlano dei nuovi dispositivi touch-screen e multi-touch. Entro la fine del 2009 il mercato dell'offerta ne sarà letteralmente invaso.

» Ict Catia Barone - 17/03/2009

Contenuti correlati

Tante le aspettative degli utenti sulle nuove tecnologie mutitouch che stanno per arrivare sul mercato per l'anno in corso. 

Per capire se questi prodotti troveranno o meno terreno fertile anche nel mercato della domanda abbiamo intervistato Gianluigi Ferri, direttore di Wireless, società che organizza eventi tematici dedicati alle alte tecnologie e aiuta i manager ICT a capire che cosa sarà la "mobile economy" (illustrando protagonisti, competitor, strategie, scenari futuri e soluzioni).

Durante il salone di Barcellona sono stati lanciati diversi prodotti multi-touch, secondo lei saranno davvero apprezzati dal consumatore?
"Oggi per vendere prodotti di questo tipo si punta soprattutto sull'interfaccia multi-touch. Esistono due tipi di acquirenti che si differenziano in base all'uso che fanno dei dispositivi: prendiamo il caso dei cellulari, ci sono ancora tante persone che comprano telefonini a poco prezzo (alcuni costano addirittura dai 20 ai 30 euro) perché puntano soprattutto sulle funzioni base; altri invece impazziscono per i nuovi modelli come quelli touch-screen, forse più per moda che per altro".
 
Fino a che punto l'utente apprezzerà il rapporto diretto con lo schermo?
"Chiunque abbia usato un cellulare, un tablect o un i-Phone, si è reso conto che, quando si tratta di  lavorare, queste tecnologie non facilitano la scrittura dei testi anzi. Sono sicuramente più sfiziose, ma anche più delicate e adatte a un uso occasionale. La velocità della tastiera o di un mouse, per il momento, non è paragonabile a quella di uno schermo multi-touch. L'iPhone, per esempio, non ha un utilizzo professionale. Le tecnologie vanno infatti adattate agli utenti e all'uso che ne fanno". 

Si spieghi meglio:
"Per spiegare meglio questo concetto, pensiamo al mondo dei videogiochi. Esistono due categorie di giocatori: quelli occasionali, che si accontentano dei terminali che hanno a disposizione e usano i videogame ogni tanto; e quelli, invece, più 'seri' che necessitano di macchine di un certo tipo. Lo stesso vale per gli utenti di Pc o cellulari: alcune tecnologie vanno bene per un uso semplificato dei dispositivi, altre invece per uno più intensivo. Questo vale per l'Iphone, ma anche per il notebook touch-screen (di certo, con questo, non ci passi otto ore al lavoro)".

Nuove tecnologie come quelle legate ai comandi tramite il gesto o lo sguardo riusciranno a soppiantare la tastiera o il mouse?
"Non credo proprio. Si arriverà sicuramente a un mix di tecnologie, ma non alla sostituzione di una a scapito dell'altra. Il mouse e la tastiera sono nettamente più veloci ed efficaci rispetto all'interazione che si basa sul multi-touch, il gesto, la voce e il controllo del viso. Probabilmente si arriverà al punto di semplificare la tastiera riducendone i tasti, ma di certo questa non scomparirà".

Quale sarà lo sviluppo di queste tecnologie? 
"Stanno migliorando tantissimo e credo che nel giro 5-10 anni, diventeranno affidabili. Niente a che vedere con l'interazione tramite tastiera e mouse, ma per le disabilità, per esempio, diventeranno sicuramente utili e efficaci. Del resto sono tecnologie integrative, che, in alcuni casi, possono aiutare a rendere più semplice l'interazione con il computer".

Un esempio?
"Nell’ambito dei dispositivi elettronici e informatici l 'eye tracking', cioè la tecnologia che usa l'occhio come input troverà una diffusa applicazione è meno complicata rispetto a quella che segue il gesto delle mani per i comandi, ed il motivo è evidente: l'occhio e lo sguardo sono più semplici da programmare, in quanto più statici, mentre i movimenti di una parte del corpo restano più difficili da gestire e anticipare. Per i telefonini, a differenza dei televisori, invece ci vorrà più tempo, almeno 10 anni. Del resto, il riconoscimento dello sguardo in dispositivi così piccoli è più complicato".

Quindi il futuro sarà ancora legato alla tastiera e al mouse?
"Alla fine utilizzeremo molto più le mani rispetto al gesto o alla voce. Basta pensare a quest'ultima: con i navigatori satellitari non ha avuto un gran successo. Avrà un senso quando si riuscirà a migliorare la capacità semantica dei dispositivi. E cioè quando a una frase o un gesto corrisponderà una funzione senza margini di errori".