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Biocarburanti: legislazione e innovazione

Gli sviluppi di ricerca e tecnologia permettono produzioni sempre più efficienti e meno 'costose' per l'ambiente, utilizzando materie prime che non entrano in conflitto con le coltivazioni alimentari.

» Inquinamento e Rifiuti Tiziana Palmieri - 07/04/2009

La ricerca va avanti, e la Comunità europea cerca di sfruttare al meglio l’opportunità insita nella produzione di biocarburanti. 

Se infatti in passato carburanti e combustibili di origine vegetale erano visti con sospetto perché entravano in competizione con le colture destinate all'alimentazione, sembra ormai possibile superare questa impasse. 

La produzione di bioetanolo e biodiesel infatti non è più necessariamente legata alla coltivazione di mais, soia o grano, con ripercussioni negative sulle derrate alimentari, ma può avvalersi di materia prima "di scarto", non incidendo quindi sulle coltivazioni food. 

I biocarburanti si pongono, quindi, sempre più come la risorsa su cui investire - certo, entro un mix di energia da fonti rinnovabili, sarebbe impensabile soddisfare tutta la richiesta energetica di un Paese con i soli biofuels -, e la legislazione europea conta di incentivare adeguatamente le industrie a rivolgersi a questo settore di produzione.

- Obiettivi nazionali e incentivi fiscali

- Nuove frontiere della ricerca

- Biomasse da rifiuti: il problema legislativo



FONTI LEGISLATIVE UTILIZZATE PER QUESTO ARTICOLO
- Direttiva 2003/30/CE
- Direttiva 2006/12/CE (con Allegato che elenca le tipologie di rifiuti)
- Principio di precauzione (sintesi per i cittadini europei)
- Glossario, principio di precauzione (Sito europeo)


LINK
- Progetto biomasse (Università di Perugia)

NOTA