Cronaca » Italia » Immigrazione

I mercati del "baratto" sbarcano a Roma

Nata da poco più di un anno, la manifestazione di "Barattopolis" moltiplica i suoi appuntamenti in diversi punti della Capitale, calamitando l'attenzione di appassionati e curiosi.

» Immigrazione Valentina Difato - 03/03/2009

 

"Cerchiamo trio per il nostro bimbo in arrivo: culla, passeggino e ovetto". Oppure: "La signora che ci aiuta in casa abita in un posto pieno di muffe. Cerca un deumidificatore per provare a risolvere il problema. Se qualcuno ne ha uno a disposizione potete mettervi in contatto con lei tramite il mio indirizzo2. 

Sono una decina al giorno le mail come queste che arrivano nelle caselle di posta degli utenti di "Barattopolis", uno dei mercati del baratto di Roma. Dall'incontro virtuale a quello fisico, questa antica forma di scambio tornata in auge utilizza il web per mettere in contatto persone che vogliono trattare oggetti, elettrodomestici, abiti, mobili e molte altre cose.

Tramite internet, dunque, si mettono a disposizione articoli, che saranno, poi, fisicamente barattati nei luoghi concordati o nei mercati appositamente dedicati a questa attività.

Aperti a tutti, i mercati del baratto si stanno diffondendo seppure lentamente in Italia.  Dai bambini agli anziani, dai 6 ai 90 anni, ognuno può avere un banchetto sul quale esibire la propria merce, che in questo caso è solo di scambio. Da gonne a pantaloni, libri, cd, bracciali, occhiali da sole, arrivando ai giocattoli e ai pezzi da collezione, in questi stand è possibile trovare di tutto.

Dopo un anno di attività ora i banchetti di Barattopolis vengono allestiti in più zone della Capitale; alla città dell'Utopia, in zona Basilica San Paolo ogni terzo sabato del mese, alla Città dell'Altra Economia e in alcune piazze nella zona di Monteverde.
 
"Lo scambio, in realtà, - dice Roberta Lo Guzzo, organizzatrice del mercato - non  è come vorremmo che fosse. Questa del baratto, in Italia, è una realtà relativamente nuova, pertanto i mercati veri e propri sono pochi". "Molte persone - continua Roberta - non conoscono ancora questa prassi, stentano a credere che possa esistere un mercato in cui il denaro non si utilizza. Noi, come associazione siamo sempre alla ricerca di eventi, manifestazioni, mercati rionali, un posto fisico, insomma, dove poter montare i nostri banchetti".

"Il mio sogno - conclude l'organizzatrice di Barattopolis - è quello di riuscire a trovare un posto dove poter organizzare periodicamente, o addirittura quotidianamente, un vero e proprio mercato del baratto; un posto in cui chiunque può recarsi e sistemare il proprio banchetto per scambiare, donare o cercare oggetti, vestiti e servizi".

In tutto questo, internet è un valido supporto: "La lista on-line è un grosso potenziale - spiega Roberta -. Per scambiare oggetti ingombranti come divani, materassi o biciclette, internet, infatti, è di grande aiuto. Ci si contatta via mail e ci si dà appuntamento per lo scambio".

E si, perché di pesante recessione lo scambio avviene soprattutto con oggetti che possono avere una certa utilità: ci si sbarazza del tostapane fuori moda per un divano, un frigorifero e beni di cui si ha bisogno. Al banchetto la gente inizia ad affollarsi: sarà la curiosità, sarà l'interesse o solo uno sguardo ad un angolo di strada non intaccato dal consumismo.

Entusiasta, la signora Sonia Mazzoli, con suo figlio al fianco, racconta: "Abbiamo conosciuto questo posto tramite un volantino pubblicitario che avevo letto. Vengo qui, porto gli oggetti che non uso più e li scambio con qualcosa di più utile. Io vivo facendo corsi di educazione al riciclo e se esistesse ancora il baratto, come ai vecchi tempi, saremmo tutti benestanti. Oltre ad una questione economica, grazie a questa pratica continuo a dar vita alle cose".

E tra i curiosi anche una ragazza americana, Valerie Anne, di 23 anni, che ha voluto portare con sé, in Italia, un'abitudine del suo Paese: il baratto di abiti. "Mi sono trasferita a Roma da poco più di un mese e sono andata subito alla ricerca di un mercatino del genere. A New York vanno di moda gli 'swap parties'. Si organizzano festicciole che coinvolgono amici e conoscenti. 
Ognuno porta 5-10 articoli che non interessano o non servono, soprattutto vestiti, da sottoporre ad una giuria che li valuta stabilendo un punteggio. A questo punto oggetti e vestiti sono pronti per essere 'swappati', ossia barattati in compagnia di cibo, musica e drink. È una soluzione - afferma Valerie - per tornare a casa con cose utili al posto di quelle inutili; è, inoltre, un ottimo modo per socializzare e conoscere nuove persone".

Nel frattempo, una donna abbastanza anziana si avvicina a chiedere il prezzo del cappellino di lana. "È gratis, signora, se vuole può prenderlo". La vecchietta temporeggia un po' e, quasi imbarazzata per l'offerta che le è stata appena rivolta, dice che tornerà a breve, con un po' di oggetti da scambiare, tanto per non deludere le aspettative delle altre persone.

 

I PROSSIMI APPUNTAMENTI CON I MERCATI DEL BARATTO A ROMA

Terzo sabato del mese: Città dell'utopia
Via Valeriano 3F
Quarto sabato del mese: 
Casale Podere Rosa
Via Diego Fabbri

LINK
-
Reti di pace
- La città dell'utopia
- Casale Podere Rosa