Cultura e Spettacoli » Cinema

Animazione: viaggio nella 'cartoonia' italiana

Da 'I fratelli dinamite' a 'La gabbianella e il gatto'. La storia, i registi e le produzioni dei lugometraggi del Bel Paese.

Vito Tripi - 10/02/2009

'Madagascar 2' è stato campioni d'incassi ovunque e 'Valzer con Bashir' ha vinto il Golden Globe 2009, a dimostrazione che il cinema dìanimazione non è roba da ragazzini ma che si è guadagnato, invece, il suo spazio a suon di numeri. 

E in Italia cosa succede? Esiste una Cartoonia tricolore? Ebbene sì, il cinema d'animazione italiano non solo esiste ma ha una storia di tutto rispetto. Il primo lavoro di animazione realizzato in Italia è una sequenza di pupazzi animati realizzata in ripresa a passo uno, come effetto speciale nel film muto: Cabiria di Giovanni Pastrone nel 1914. 

La grande svolta, però, arriva sotto il fascismo. Nel 1935, infatti, Walt Disney viene invitato a una serata di gala presso il cinema Barberini, accolto dal ministro della stampa e della propaganda Galeazzo Ciano e dal direttore generale della cinematografia Luigi Freddi. Tema dell'incontro, la revisione e il miglioramento tecnico dell'animazione italiana, che porta ad abbandonare pina piano la ripresa a passo uno di pupazzi e marionette in favore dei disegni animati. I cartoni di quegli anni, però, furono molto politicizzati e imbevuti di una forte vena satirica. 

Nel secondo dopoguerra arrivno alcuni lungometraggi interessanti come: I fratelli Dinamite di Nino Pagot, La rosa di Bagdad di Anton Gino Domeneghini, La piccola fiammiferaia di Romano Scarpa. Il successo, però, non è eclatante e l'animazione italiana del dopoguerra rimane confinata al settore televisivo, specialmente nella pubblicità.

E tra la fine degli anni '60 e gli anni '70 che i cartoons italiani ebbero, invece, un periodo aureo: sono questi gli anni in cui opera Bruno Bozzetto con i corti del Sig. Rossi, macchietta dell'italiano medio, o con lungometraggi come 'Vip - Mio fratello superuomo' e 'Allegro ma non troppo'  e sono anche gli anni di 'Pulcinella', e 'Il flauto magico' di Emanuele Luzzati, e 'Il cavaliere insistente' di Pino Zac alias Giuseppe Zaccaria. 

La svolta italiana nel campo dell'animazione si ha nel 1983 con la nascita dello studio di animazione torinese Lanterna Magica. Nato originariamente per la produzione e la realizzazione di cortometraggi animati a scopo didattico il piccolo studio decide di intraprendere la realizzazione del loro primo lungometraggio nel 1992, 'La freccia azzurra', ispirato all’omonimo libro di Gianni Rodari, diretto dal multiforme Enzo D'Alò. Un cartone costato ben 4 anni di lavorazione e post-produzione che si avvalse della collaborazione tra gli altri di Dario Fo e Lella Costa per il doppiaggio. 

L'ottimo successo di critica e di pubblico spinge lo studio a continuare questo meraviglioso lavoro. Difatti il successo del primo lungometraggio consente allo studio di avere i fondi per la proseguire, la squadra viene confermata con a capo D'Alò, e dopo due anni viene realizzato 'La gabbianella e il gatto', basato sulla storia narrata nel romanzo dello scrittore cileno Luis Sepulveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Anche per questo film si ricorre a grandi doppiatori a partire dallo stesso Sepulveda, Carlo Verdone, Antonio Albanese e Melba Rufo. Sarà un secondo visto che anche questa volta la critica apprezza e il riscontro di pubblico non tarda ad arrivare, facendo di questo film il cartone animato italiano di maggior successo.

Nel 2001 la Lanterna Magica, poi, 'Aida degli alberi', liberamente tratta dall'opera lirica Aida di Giuseppe Verdi, che ottiene anche un buon riscontro commerciale. Nel 2003 esce 'Totò Sapore e la magica storia della pizza', anche qui la critica viene convinta e c'è il riscontro di pubblico e tra i doppiatori c’è anche Mario Merola. D'Alò continua a dirigere lungometraggi animati anche per conto suo nel 2001, infatti, è la volta di 'Momo alla conquista del tempo', basato su un adattamento del romanzo Momo scritto da Michael Ende. Nel 2003 dirige anche 'Opopomoz' una coproduzione italo-franco-spagnolo distribuito dalla Mikado.

Ma il cinema d'animazione italiano è molto più creativo di quel che si pensa e in tutti gli anni 2000 ha prodotto fior fiore di lungometraggi. Un esempio è 'L'apetta Giulia e la Signora Vita' diretto da Paolo Modugno e prodotto dalla Esse&Bi cinematografica e con le voci di celebri star italiane come Irene Grandi, Raf e Nino Manfredi. Questo lungometraggio è considerato il primo film d'animazione italiano realizzato interamente in grafica 3D. da citare anche 'Parva e il principe Shiva' del 2003 di produzione francese con i disegni di Milo Manara. Tra le ultime produzione nostrane c'è 'Winx Club - Il segreto del Regno Perduto' del 2007, diretto da Iginio Straffi e tratto dalla famosissima serie televisiva Winx Club. 

Bisogna aggiungere, però, che il mondo dell’animazione non ha avuto solo il cinema per esprimersi ma anche la televisioni come dimenticare 'Le avventure di Tofffsy e l'erba musicale' che andarono in onda in Italia e nella Svizzera Italiana a partire dal 1974. Senza tralasciare i più recenti come 'Lupo Alberto', 'Le nuove avventure della Pimpa', 'Corto Maltese', 'Cocco Bill' le già citate Winx e il più recente 'Scuola di vampiri'.

Dunque i nostri cartoni animati non hanno nulla a che invidiare a quelli della Pixar o della DreamWorks, forse i disegni saranno meno computerizzati, ma sono indubbiamente più umani perché fatti ancora a mano e con lunghe ore di lavorazione. Anche le loro storie sono molto più impegnate visto che tratte da romanzi o da opere musicali. Il successo di critica, pubblico e botteghino fanno ben sperare per il futuro della nostra Cartoonia.