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Intercultura: sono 3 milioni gli stranieri presenti in Italia

Dal Dossier Statistico Caritas/Migrantes il nuovo trend dell'immigrazione nel nostro Paese.

» Immigrazione Valentina Difato - 07/01/2009

Sono 3 milioni e 700 mila gli immigrati presenti in Italia, 25 volte di più rispetto al 1997 quando erano poco più di 144mila. Provengono da tutti i paesi del mondo, con prevalenza europea e la loro incidenza sulla popolazione è del 6 per cento, superiore di quasi un punto alla media europea.

Questa la fotografia scattata dal "Dossier Statistico Immigrazione 2008" elaborato da Caritas/Migrantes, secondo cui la presenza di cittadini stranieri nel nostro Paese è andata aumentando progressivamente di diverse centinaia di migliaia durante il 2007: 1 ogni 15 residenti, 1 ogni 15 studenti e  quasi 1 ogni 10 lavoratori occupati. 

Quasi 2 milioni sono lavoratori, 150mila gli imprenditori, 800mila i minori, più di 600mila gli studenti, 450mila le persone nate in Italia, più di 300mila gli immigrati diventati cittadini italiani. E' questo il nuovo trend dell'immigrazione regolare italiana. 

Da Nord al Sud, non c'è regione d'Italia che non ospiti cittadini stranieri: anche il Meridione mostra una crescente presenza di immigrati sul territorio, con il 12,5 per cento del totale di popolazione immigrata. Il primato, però, spetta al Nord, con il 62,5 per cento, seguito dal Centro con il  25,0 per cento. A Milano, inoltre, l’incidenza degli stranieri è del 14 per cento e 1 ogni 4 è minore, mentre a Roma l'incidenza si attesta sul 10 per cento e l'intera popolazione immigrata raggiunge le 300mila unità.

Sono questi stessi numeri a generare reazioni contrapposte: per alcuni il fenomeno immigrazione porta ricchezza al Paese, per altri si tratta di un'invasione pericolosa. E così, l'indagine, che ha l'obiettivo quantificare il fenomeno delle migrazioni  in Italia per coglierne il significato sociale, mostra quali sono gli aspetti positivi che il flusso migratorio può avere. "E' la logica dei numeri - si legge nel testo del Dossier - ad esigere un cambiamento di mentalità e l'adozione di politiche realistiche e più aperte, superando l'avversione aprioristica verso la diversità degli immigrati (di colore, di cultura, di religione)".

Secondo Caritas e Migrantes l'aumento dei flussi migratori degli ultimi anni concorre a porre rimedio alle lacune demografiche del nostro Paese e al relativo invecchiamento della popolazione. I migranti sotto i 45 anni sono, l'80 per cento e il tasso di natalità delle famiglie è doppio rispetto a quello degli italiani: 2,5 figli per coppia contro il nostro 1,2. Il forte aumento di presenze si collega al carattere sempre più familiare e duraturo della permanenza nel nostro Paese. 

Nell'anno scolastico 2007-2008 gli studenti migranti iscritti nelle scuole italiane erano a circa 600mila, con un incidenza del 6 per cneto sul totale degli studenti. La maggior parte dei ragazzi immigrati iscritti alla scuola secondaria superiore frequenta istituti tecnico-professionali. "Non sono pochi i problemi che si presentano in un sistema scolastico privo di mezzi per favorire un inserimento adeguato - si legge nel rapporto - specialmente quando il trasferimento dall'estero avviene nel corso dell'anno scolastico". Il 42 per cento degli alunni migranti, infatti, non è in regola con gli studi e nelle università l'incidenza degli studenti migranti non supera il 3 per cento, mentre la media dei Paesi Ocse è del 7per cento. 

Italiani e immigrati sono chiamati a convivere, ad incontrarsi, "Lungo le strade del futuro", come il titolo del Dossier suggerisce, per arricchirsi vicendevolmente e dar prova di integrazione.

LINK
- www.dossierimmigrazione.it
- www.caritas.it