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Elsa Schiaparelli: eclettica e "surrealista" anti Chanel

Nel suo atelier hanno mosso i primi passi Pierre Cardin e Hubert de Givenchy. Fu la prima a dare un tema alle collezioni. Oggi i suoi vestiti sono esposti nei musei di tutto il mondo.

» Protagonisti Vanessa Bozzi - 12/07/2009

Rivoluzionaria, creativa, moderna. Elsa Schiaparelli è stata, insieme alla sua contemporanea e rivale Coco Chanel (che la definiva con ironia "l'artista che fa vestiti"), la stilista che rivoluzionò i costumi delle donne nella prima metà del Novecento.

Nata a Roma il 10 settembre 1890 da una famiglia di intellettuali piemontesi, la Sciaparelli respira cultura già dai primi anni della sua vita, grazie a un padre traduttore orientalista ed uno zio che fu tra i fondatori del Museo Egizio di Torino.  

Ribelle ed emancipata,  Elsa si sposa giovanissima con il conte William De Wendt con cui, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si trasferisce a New York dove conosce gli artisti Man Ray e Marcel Duchamp. A 25 anni e con una figlia, Yvonne, la stilista si separa. Sola e senza prospettive ritorna in Europa, a Parigi, decisa e rifarsi una nuova vita. Nella capitale francese conosce il celebre sarto Paul Poiret. Elsa, affascinata da quel mondo magico che è l'Alta Moda, segue un consiglio del Maestro Poiret e inizia a disegnare modelli. 

Le sue prime creazioni sono pullover con stampe trompe l'oeil in stile optical bianco e nero e già mostrano la creatività e il genio della giovane sarta. Basta poco al pubblico per accorgersi e innamorasi di lei. I suoi pullover lavorati a mano dalle donne armene vanno a ruba e le stampe sono a dir poco rivoluzionarie, "a raggi X" (con la sagoma di uno scheletro come si vede da una lastra) o con le immagini di tatuaggi. Sull'onda del successo e degli apprezzamenti, Elsa Schiaparelli crea accessori sportivi e costumi da bagno tutti all'insegna della sua prima linea, il marchio "Schiaparelli pour le sport". 

Il nome di Elsa Schiaparelli circola tra le donne eleganti di tutta Europa, la palette di colori si arricchisce e la fantasia della stilista galoppa attraverso nuove creazioni. In pochi anni "Schiap" come ormai viene chiamata, apre un atelier a Londra e uno a Parigi dove si cimenta in nuovi esperimenti creativi. In quel periodo, negli anni Trenta, Schiap lavora il tweed, il tessuto groffato, arricchisce gli abiti da sera con bottoni stravaganti e realizza una mantella trasparente leggendaria. Il suo stile innovativo incanta Greta Garbo, Katharine Hepburn e le Duchessa di  Windsor, sue affezionate clienti. 

Gli anni '30 sono anche gli anni dell'incontro con Salvador Dalì: tra la sarta che ama il surrealismo e l'eccentrico artista (che di quella corrente ne è massimo esponente) non può non nascere un sodalizio artistico che culmina nella realizzazione di lunghi abiti in organza con aragoste stampate, cappelli a forma di calamaio e borse dalla foggia di un telefono. Ed è proprio grazie a Dalì che la Schiaparelli realizza il famoso tailleur nero con tasche ricamate a forma di cassetti. 

Il connubio tra la moda di Schiap e l'arte non si ferma qui: Jacques Cocteau disegna per lei delicati profili da ricamare sugli abiti. Arrivano poi bijoux, bottoni gioiello e profumi da che saranno oggetto di scandalo. Nel 1938 la confezione dell'eau de toilette Shocking, ispirata alla silhouette di Mae West, fu fedele al suo nome e shockò i benpensanti dell'epoca. Allo scoppio della  Seconda Guerra Mondiale, prima di cercare riparo in america, a New York, Elsa realizza la collezione "Cash and Carry" con capi pieni di tasche per permettere alle donne in fuga dal conflitto di portare con sé tutto il necessario. Tornata in Francia nel 1954 scrive l'autobiografia "Shocking Life" il cui titolo rimanda alla sua vita sopra le righe e al suo colore simbolo, il rosa shocking, appunto. 

Ormai definitivamente trapiantata a Parigi, seguirà in prima persona la gestione del suo atelier, fino alla sua morte, avvenuta nel 1973 e lasciando un'eredità artistica che dura ancora oggi. La Schiaparelli, infatti, fu la prima in assoluto ad adottare un'abitudine che divenne usanza ed oggi è quasi un imperativo per chi fa moda: realizzare collezioni a tema, una sorta di fil rouge che unisce i capi di un marchio per una stagione. Un filo rosso che di volta in volta Elsa Schiaparelli chiamerà Neoclassica, Farfalle, Il Circo, Fondo del Mare, Pagana, Cosmica.

Famosi i suoi "12 comandamenti delle donne", una sorta di vademecum della femminilità, da cui vale la pena citare "una donna deve scegliere i suoi vestiti da sola o in compagnia di un uomo", oppure "il 20% delle donne ha complessi d'inferiorità, il 70% illusioni".

Il coraggio e l'audacia di Elsa Schiaparelli sono stati, negli anni, di ispirazione per molti. Numerosi infatti, sono gli stilisti che hanno riconosciuto in lei un'icona della moda. Solo pochi anni dopo la morte di Schiap, in occasione delle presentazioni delle collezioni di Alta Moda autunno/inverno 1980-81, il Maestro Yves Saint-Laurent le dedica un abito appassionato dal nome "Les yeux d'Elsa".  "Gli occhi di Elsa" . Nel 1995 Giorgio Armani le ha dedicato l'intera collezione primavera-estate. 

Oggi la luce di Elsa Schiaparelli continua a brillare attraverso mostre in musei di tutto il mondo, da Parigi a Philadelphia, ottenendo sempre una grande affluenza di visitatori. Segno che Schiap, oggi più che mai, è tutt'altro che dimenticata.