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Turismo religioso: addio modello "casa e chiesa", il pellegrino moderno è giovane e dinamico

Una ricerca condotta dall'Istituto internazionale di scienze turistiche rivela il profilo dei viaggiatori in visita nei luoghi della fede.

» Mercato turistico Ester Trevisan - 25/11/2008

"Il turismo religioso e il pellegrinaggio rappresentano due fenomeni distinti". Per tracciare il profilo del viaggiatore che sceglie un luogo sacro come meta, bisogna prima di tutto considerare questa differenza.

A sottolinearlo è Roberto Lavarini, docente di Sociologia del turismo alla Iulm (Libera università di lingue e comunicazione) di Milano, uno tra i maggiori esperti di turismo religioso e coordinatore della ricerca condotta dall'Istur (Istituto internazionale di scienze turistiche) e presentata a Foggia in occasione della quinta edizione di Aurea, la Borsa del turismo religioso e delle aree protette. 

"Il turista religioso - spiega Lavarini - è, per esempio, l'islamico che va a Fatima o il cattolico che fa un viaggio a La Mecca. Il pellegrino, invece, sceglie solo itinerari che appartengono alla propria confessione religiosa e si affida prevalentemente a circuiti, come per esempio le parrocchie, che esulano da quelli classici".

Devoto o laico che sia, comunque, oggi il turista in visita ai luoghi di culto "è una persona che si muove per motivi culturali o semplice curiosità" dice Lavarini, "desiderosa di conoscere altre culture e impegnata in una ricerca spirituale che va aldilà del sacro e assume una dimensione più intimistica", come sottolinea anche Giovanni Sesana, fondatore e presidente di Brevivet, il più importante tour operator italiano specializzato in turismo religioso, che al tema ha dedicato anche il libro “Pellegrini e turisti. L’evoluzione del viaggio religioso” edito da Hoepli.

"E - avverte Sesana - sbaglia chi pensa che a partecipare a questi viaggi siano soltanto i soliti anziani che ogni giorno si danno appuntamento in chiesa per recitare il Rosario: le coppie giovani e le famiglie, infatti, rappresentano una fetta sempre più consistente di questo mercato". 

Parole che trovano conferma nei risultati della ricerca Istur: il 20,46 per cento dei viaggiatori ha più di 40 anni ma meno di 50, il 18,24 per cento riguarda la fascia d’età tra i 30 e i 40 anni e il 12,59 per cento ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni. Inoltre all’età compresa tra i 50 e i 60 anni appartiene il 19,52 per cento dei viaggiatori e solo il 17,2 per cento ha un’età tra i 60 e i 70 mentre esigua è la pattuglia degli ultrasettantenni pari al 7,8 per cento.

"I viaggiatori italiani che si indirizzano verso i luoghi della fede - spiega Lavarini - sono consumatori evoluti che utilizzano Internet più della media nazionale (60 per cento), oltre il 27 per cento possiede una laurea e il 35 per cento legge più di 5 libri all’anno". 

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- Iulm di Milano