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Mass media: lo sguardo mediato dalla telecamera

Ovvero: come i media digitali modificano la percezione

» Editoria Mattia Gangi - 31/10/2008

Secoli di umanità hanno abituato l’uomo ad usufruire dei propri cinque sensi per entrare in contatto con il mondo esteriore, per toccare l’altro da se. L’olfatto, il tatto, il gusto, l’udito ma soprattutto la vista entrano ogni giorno in un inestricabile rapporto sinergico che produce come risultato la percezione.

Sensazioni umane, semplici funzioni biologiche che caratterizzano l’essere umano e che consentono non solo di sopravvivere all’ambiente esterno ma soprattutto di comunicare e, quindi, come ci insegnano la sociologia e la psicologia sociale, di creare quei fitti network di rapporti umani che si è soliti distinguere in base alla complessità dell’organizzazione. 

Gruppi primari, secondari, società rurale, industriale, postindustriale. Società sgretolata che come in un’eterna tensione per scongiurare il tracollo, si modella in continuazione fino ad arrivare all’agglomerato umano più sofisticato: la metropoli.

Proprio nella metropoli, nella giungla postmoderna l’uomo di oggi entra in contatto con la natura plasmandola ed esperendo giorno per giorno una quantità di sensazioni fino a poche decadi fa realmente impensabili. Nella città del 2008 l’occhio è in continuo movimento, la pupilla freme continuamente stimolata da luci e scenari sempre più sgargianti.

Ma lo spazio naturale non basta, lo sguardo umano si fa sempre più avido, sempre più assetato ed è proprio nell’immenso pattern dello spazio digitale, del virtuale che i cinque sensi trovano sufficiente appagamento, amplificandosi e trasformandosi in una frenesia difficilmente contenibile, in un continuo movimento delle palpebre.

Nuove sfumature cromatiche, nuove secrezioni adrenaliniche, appagamenti immediati, perfino una nuova sessualità tutta digitale. Una nuova sessualità numerica risultante dall’erotismo visuale dei media digitali, dall’erotismo ottico della pornografia in streaming e del softcore degli autoscatti amatoriali. Eros distillato dallo schermo-occhio dei nuovi media. In poche parole "Eroptica".

Eccitazione peculiare quella della telecamera ; perforante al punto da cambiare l’oggetto stesso del desiderio che da carne diventa immagine, numero, video-carne. Talmente imponente da trasformare la corporalità, da far parlare gli studiosi di postumano e talmente affascinante da influenzare la letteratura (nasce un nuovo genere, il cyberpunk) e la cinematografia ( ne sono un esempio esemplare Videodrome e ExistenZ di Cronemberg ).