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Facebook, cronache di un successo annunciato

Facebook batte gli altri siti di social networking conquistando il primato assoluto dal punto di vista degli utenti iscritti.

» Ict Mattia Gangi - 23/10/2008

E’ di Giugno 2008 la notizia del primato di Facebook su gli altri siti di social networking e del superamento dell’eterno rivale MySpace, che nello stesso periodo è riuscito a registrare solo 117 milioni di visite uniche. A certificare l'avvenuto sorpasso sono i dati dell'agenzia comScore ( che monitora il numero di accessi ai principali siti ) i quali hanno messo in luce una crescita record del 150 per cento solo nell'ultimo anno.

La formula segreta, e vincente, della diffusione virale di questo prodotto, secondo i dati comScore, risiederebbe nell’apertura ai mercati esteri : il sito è stato infatti rilasciato anche in spagnolo, tedesco, francese ed italiano, facendo registrare una crescita del mille per cento nell'America del sud, del 400 per cento in Asia e Africa e del 300 per cento in Europa.

Incredibile crescita anche in uno dei mercati meno attenzionati dal mondo occidentale, quello di Africa e Medio Oriente. In quest’area infatti le visite annuali sono aumentate del 66 per cento, raggiungendo i 30 milioni di accessi. 

I numeri, solitamente sterili, rendono bene questa volta la dimensione di questo successo:
- oltre 500 dipendenti fulltime,
- più di 10mila server costantemente in funzione;
- 100mila nuovi membri solo nel mese di Agosto 2007;
- 18mila applicazioni di piattaforma,
- 14 milioni di fotografie uploadate ogni giorno per un totale che supera i 4 miliardi.

Ma come nasce un successo planetario di questo tipo? Proviamo a ripercorrere un pò di storia. L’idea è di Mark Zuckerberg. Studente ventiquattrenne americano, ne aveva solo 19 quando ad Harvard, il 4 Febbraio del 2004 con l'aiuto del collega e specializzando in informatica Andrew McCollum e i compagni di stanza Dustin Moskovitz e Chris Hughes, ha fonda Facebook, all’epoca solo un sito sperimentale di social networking.

Inizialmente pensato come strumento di aggregazione della popolazione studentesca dell’università di Harvard, l’innovativo social network non tardò a diffondersi anche nei vicini college di Stanford, alla Columbia University e all'Università di Yale.

Inarrestabile, l’espansione continuò nell'aprile del 2004 quando si estese al resto della Ivy League e ad un certo numero di altre scuole. Alla fine dell'anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto, in California, epicentro degli studi di Psicologia e Comunicazione.

Dopo questa rapidissima diffusione tra le università americane, la pandemia ha cominciato lentamente a contagiare il web estendendo a dismisura il suo bacino d’utenza. Riuscendo in soli 4 anni a conquistare, letteralmente, il mondo. Snaturata dal suo target originario degli studenti universitari, oggi la community di Facebook, con oltre 132 milioni di visite uniche, è la più grande e visitata di sempre.

A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa rende Facebook così irresistibile? Su cosa gioca il suo appeal? Prima di tutto l’aspetto. Basate su un layout grafico semplice e pulito, le piattaforme che supportano la community rendono facile ed intuibile il trattamento dei contenuti e la navigazione, spesso lenta e confusionaria nelle caotiche pagine di MySpace. Fotografie e video sono infatti ordinabili in una gradevole struttura a database identica per tutte le pagine personali. L’alternanza di soli due colori, il blu ed il bianco, rendono inoltre rilassante la consultazione delle pagine.

Altro aspetto rilevante è la facilità di creazione e partecipazione a gruppi interni, regolati dalle stesse norme fondamentali. Lo dimostra infatti l’enorme numero di persone che decidono di “fare gruppo” intorno alle tematiche più varie, spaziando dalla politica al giardinaggio.  Nascono anche dei meta-gruppi, come “ I hate this new Facebook” all’interno dei quali gli utenti parlano in modo riflessivo della stessa struttura di Facebook, nel caso citato disprezzando la nuova piattaforma.

Le applicazioni, che spaziano dai giochini ai test d’intelligenza rendono il tutto più allegro e spensierato conservando tutta via la serietà di fondo grazie alla possibilità di installarle o meno. Ovviamente esisteranno sempre le pagine delle ragazzine piene di glitter ed orsacchiotti, ma fortunatamente, in FB, saranno accompagnate dalla pagina professionale dello studente universitario.

Tirando le somme, è proprio la struttura pulita e seria e ad aver reso Facebook tanto appetibile da primeggiare indiscusso nell’universo dei social network. 

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