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Turismo responsabile: "Il viaggiatore tipo? Ama parlare con l'estraneo e torna a casa arricchito"

Vacanza sulle tracce dei venditori di strada senegalesi

» Itinerari e Tendenze Valentina Difato - 03/10/2008

Non pretendete cibi estranei alla cultura locale, privilegiate servizi di accoglienza a carattere familiare e rispettate i tempi del luogo. Il viaggio di turismo responsabile è quanto di più autentico c'è per immergersi in uno stile di vita e in un contesto diversi da quelli in cui siamo abituati a vivere quotidianamente.

Ridaisce la definizione di questo genere di turismo anche Dario Brioschi, esperto in turismo sostenibile e volontario dell'associazione Insieme nelle Terre di mezzo secondo il quale: "Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza di sé e delle proprie azioni, delle realtà dei paesi di destinazione, della possibilità di una scelta meditata, quindi diversa. Questo è Turismo Responsabile: un viaggiare etico e consapevole che va incontro alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali: equità , sostenibilità , tolleranza".

E' lui a raccontarci un' esperienza di viaggio responsabile in Senagal e Gambia, per conoscere cultura, tradizioni e costumi di un Paese, con un approccio che è lontano da quello dei cataloghi delle agenzie di viaggio. Una delle più numerose comunità di immigrati in Italia proviene proprio dal Senegal: in piazze, strade e luoghi comuni li incontriamo spesso come venditori di strada. Questo percorso viaggia sulle loro orme, nei luoghi e nella cultura che li ha formati.

Dario, quale periodo consiglieresti a chi vuol intraprendere un viaggio in Senegal?
"Sicuramente a ridosso delle vacanze di Natale, durante i mesi di dicembre-gennaio. La temperatura si aggira sui 30 gradi di giorno e scende sui 18-20 la sera. Ci sono poche zanzare, quindi, è ridotto il pericolo di malattie come la malaria".

E' una vacanza abbastanza particolare, carica di valori etici. Chi e perchè sceglie un viaggio di turismo responsabile?
"Il viaggiatore tipo ha sui 30-35 anni, media cultura, ama viaggiare e scoprire nuove culture, confrontarsi con le altre persone ed imparare da loro. Ama parlare con l’estraneo, ama aprire gli occhi ad altre realtà, torna a casa arricchito".

Quali difficoltà potrebbe incontrare un viaggiatore in una vacanza in Senegal, o comunque di turismo responsabile?
"Un viaggiatore 'responsabile' deve possedere un buon spirito di adattamento. Spesso i luoghi visitati sono fuori dalle rotte classiche dei turisti, quindi, si visitano località sprovviste di comfort, che per noi occidentali sono normali. Può capitare che il turista debba lavarsi con il secchiello e acqua prelevata dal pozzo per assenza di acqua corrente, oppure di pernottare in un luogo senza aria condizionata e con temperature esterne elevate. In generale le sistemazioni sono dignitosa ed essenziali".

E gli spostamenti? Come funzionano?
"I trasferimenti sono pensati in genere per non risultare eccessivamente faticosi, ma spesso sono su strade impervie e non asfaltate...si balla un pò. Inoltre i mezzi di trasporto non sono esattamente bus extra lusso, appena usciti dal lavaggio, quindi bisogna non essere eccessivamente schizzinosi. Inoltre, è necessario resistere alla forte tentazione di mangiare frutta e verdura cruda, anche se molto invitante, come possono essere i frutti tropicali, e bere acqua sigillata e pura, per evitare che la vacanza diventi un incubo. Ultima cosa ma non per importanza: sempre ricordarsi che si è in vacanza.. Essere dotati di pazienza e saper rispettare i ritmi del luogo e del gruppo sono caratteristiche essenziali per un viaggio in paesi extraeuropei"

Tecnicamente come si organizza un viaggio di turismo responsabile?
"La prima cosa da fare per organizzare un viaggio dall’Italia è avere ben chiaro i principi dei viaggi sostenibili: la consapevolezza di sé e delle proprie azioni, delle realtà dei paesi di destinazione, della possibilità di una scelta meditata, quindi diversa. Il passo successivo è cercare 'contatti' nella nazione che si vuole visitare. Si chiede ad Ong o altre organizzazioni 'etiche' se vogliono collaborare all’organizzazione del viaggio ospitando i turisti per qualche giorno e rendendoli partecipi delle loro attività sul campo. Si cerca cosi di creare un tour della nazione che includa le principali attrazioni turistiche creando un giusto mix fra conoscenza e relax".

E poi?
"Successivamente bisogna individuare una guida, possibilmente locale, che farà da referente sul luogo per i problemi che si creeranno. Alcune volte la guida va formata con affiancamento e istruzione, altre è il personale di qualche realtà partner locale che decide di accompagnare i turisti. Si cercano hotel a gestione famigliare o gestiti da Ong con un progetto sociale alle spalle. Dove è possibile si programmano spostamenti con i mezzi pubblici, sia per un discorso di attenzione all’ambiente, sia per un discorso di conoscenza reciproca fra diverse culture".

Quale è il costo di un viaggio di turismo resonsabile?
"Il costo medio di un viaggio di turismo responsabile è sui 2mils euro. Di questi, circa mille sono addebitabili all’aereo. L’altra grande spesa è la cassa comune che servirà per il vitto, l’alloggio, gli spostamenti e le entrate nei musei. Esiste una quota progetto, di circa 50 euro a viaggiatore, che viene destinata a turno a una organizzazione che viene visitata dai turisti per sostenere le loro attività. Infine, circa 300 euro, è la parte che l’agenzia trattiene per i servizi d’agenzia, la quota organizzativa e tecnica… per coprire i costi materiali di agenzia e per pagare gli stipendi delle 2-3 persone che ci lavorano durante l’anno, oltre che l’accompagnatore dell’accompagnatore".

LINK UTILI
- www.terre.it
- www.viaggiemiraggi.it