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"Cancro, guardandoti in faccia ti ho sconfitto"

I momenti della malattia e il percorso seguito per superarla. Otto anni di convivenza col tumore raccontati, in prima persona, da Fabio Salvatore nel libro "Cancro, non mi fai paura"

» Libri: Recensioni Paola Alagia - 23/09/2008

Cancro. Una sola parola. Sei lettere in grado di stravolgere la tua normalità e mandare all’aria sogni e progetti. A meno che non riesci a trovare la forza interiore per reagire. Non solo con il corpo, ma con la mente. 

Così il regista e attore Fabio Salvatore ha vinto la sua sfida contro un carcinoma alla tiroide, uno scarafaggio nero che gli cammina dentro, e nel suo "Cancro, non mi fai paura" racconta, in prima persona, tutte le battaglie che ha combattuto per sconfiggerlo con la sola arma del coraggio. E’ con la sua inesauribile forza di volontà, infatti, che riesce a tenergli testa. "Non mi fai paura, perché mi pensi,/ non mi fai paura, perché mi respiri la vita./…": versi emblematici a cui l’autore affida un messaggio chiaro all’essere oscuro che abita nel suo corpo.

Un libro testimonianza che parla ai malati e dà voce e dignità a chi soffre, ma si rivolge anche alla società civile, ai sani: "La malattia non è per tutti, visto che in tanti non sono in grado di starci vicino. Perché il cancro non è solo di chi lo vive, ma anche di chi ti circonda. Non puoi sentirti un diverso".

Prima la diagnosi e la scoperta del tumore e poi l’intervento
e i cicli di chemioterapia. In mezzo l’appuntamento fisso e puntuale con le gocce di Lexotan. Lo scrittore pugliese ripercorre tutti i momenti della malattia. Otto anni di convivenza con il male, senza mai prestargli il fianco o soccombere al suo desiderio di morte, ma studiandone le mosse e parlando con esso. 

Duecentosette pagine di dialogo, a volte al confine con un sentimentalismo che definiremmo di maniera se non sapessimo che scaturisce da un’esperienza personale. Salvatore parla al cancro-scarafaggio: questa è la strategia che ha deciso di adottare per metterlo all’angolo. Colloqui continui e intensi che trasposti sulla pagina rendono ancora più reale e concreta l’esperienza di vita dell’autore: "Parlai al cancro. Respirai. "Ascoltami scarafaggio, ho paura che tu voglia sfidarmi. Ma devo dirti una cosa, io non ho scelto di farlo. Devo affrontarti sì, ma non sfidarti". 

Ed ecco che si immagina quest’essere piccolo e nero che a volte si prende burla di lui e a volte gli sorride. Sempre in silenzio, ma costantemente al lavoro dentro il suo corpo. Lo scrittore ne è consapevole: il cancro è "un eterno segreto che dorme solo dentro te. Vive dentro te e per sempre vivrà. Camminerà, striscerà saltellerà e dolorante un giorno si spegnerà con te". 

Ma ha anche un’altra certezza: "L’anima non ti appartiene e mai ti apparterrà, perché è l’anima della luce, mentre tu sei il buio della morte, Il dolore lancinante della morte". La penna di Fabio Salvatore segue passo passo i palpiti del cuore, le emozioni, la paura, la rabbia e lo sconforto di quei momenti. 

Anche la scrittura, a tratti più lenta e a tratti più vigorosa, corre dietro agli stati d’animo dell’autore e si evolve inseguendo sentimenti contrastanti. Dall’odio all’amore. Un rapporto combattuto con il cancro che può sembrare un paradosso, ma non è così "perché mi hai fatto capire il senso e il valore della vita, mi hai fatto conoscere il corpo e l’anima".

INFORMAZIONI
Autore:
Fabio Salvatore
Edizione: Aliberti editore
Anno: 2008
Euro: 15.50