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"Mavrorachi": piccolo aroma antico

Dal sito archeologico di Pyrgos, a Cipro, ritornano profumi antichi di 4000 anni

» Immigrazione Maria Fusca - 17/07/2008

Il profumo più antico del mondo è un delicato estratto a base di olio di oliva e fragranze floreali, ritrovati e ricreati dopo anni di studi e ricerche. Si chiama Mavrorachi ed è stato presentato lo scorso 17 Marzo a Firenze. Il nome deriva da Mavro (nero) e rachi (roccia), con riferimento al pesante blocco di basalto grigio alto un metro e 22 cm anticamente sito nel tempio di Palea Paphos, meta di pellegrinaggio per i seguaci della dea, e oggi conservato al Museo di Kouklia.

Nel 1998 la Missione Italiana del Consiglio delle ricerche (Cnr) sotto la guida della ricercatrice Maria Rosaria Belgiorno, ha iniziato uno scavo che finora ha visto realizzato otto campagne e che, nonostante i risultati raggiunti, promette di rivelare ancora tanto sul mondo antico. Una delle scoperte più importanti, per il momento, è stato il ritrovamento a Pyrgos, sul versante meridionale della collina di Mavroraki, di un impianto industriale. Un’area vasta 4000 metri quadrati per la produzione di profumi. I reperti risalgono almeno al II millennio avanti Cristo, cosa questa che dimostrerebbe per la prima volta l’uso dell’olio d’oliva, nell’antichità, per fini cosmetici e non solo alimentari.

L’impianto ritrovato è in condizioni abbastanza buone. Ai ricercatori è bastato infatti scavare sotto un sottile strato di terra per trovare tutto un mondo sigillato e quasi intatto, più o meno come accadde a Pompei. Pare che Pyrgos, intorno al 1850 a.C., fu sconquassata da un violento terremoto che sorprese gli abitanti del villaggio nel bel mezzo delle loro attività. Lo confermerebbe la collocazione dei vasi e delle suppellettili nell’area, disposti come se il lavoro fosse ancora in corso.

Dopo attente analisi di laboratorio, si è stati in grado di definire con una certa precisione quali fossero gli ingredienti utilizzati per produrre le fragranze di Cipro: coriandolo, bergamotto, trementina, mandorle amare, alloro, mirto, prezzemolo e poi cannella, finocchio, terebinto, lavanda, rosa, menta, origano, anice e pino d’Aleppo. Un vero mix di foglie, fiori e frutti del mediterraneo, come se questa regione calda e antica potesse nascondersi tra le note di un profumo e rimanere fissata nella memoria (collettiva) olfattiva.

Una memoria che ora può rivivere grazie alla produzione in 4000 esemplari, unici per genere e importanza, di Mavrorachi, il profumo di Afrodite. Anche le tecniche di produzione sono state studiate e ricreate in laboratorio con strumenti uguali a quelli ritrovati a Pyrgos. Brocche, alambicchi e bacili realizzati in ceramica di tipo metallico e adatta a sopportare temperature elevate.

Sì perché per realizzare le fragranze, gli antichi ciprioti utilizzavano tre tecniche, tutte ad alte temperature: bollitura, distillazione e macerazione a caldo. Proprio attreverso la macerazione è stato realizzato Mavrorachi. Si riempivano delle brocche con acqua, olio d’oliva e fiori (o parte di piante da cui si voleva ricavare l’essenza) che poi venivano poste in alcune fosse per mantenere alta la temperatura, almeno 60°. Quando l’acqua finiva di evaporare, l’olio aveva assorbito gli odori necessari per la produzione del cosmetico.

Mavrorachi, in particolare, ha note di testa di Bergamotto e Pino, note di cuore di Rosmarino, Lavanda ed Artemisia e note di fondo di legno di Cedro, Muschio di Quercia, Galbano (gommoresina ottenuta dal succo di piante orientali) e Tuia (pianta simile al cipresso). Non è stato facile invece scoprire le ricette per miscelare i profumi. Gli antichi mastri profumieri, infatti, erano gelosi dei propri segreti e stavano ben attenti a non riportare informazioni al riguardo nelle registrazioni commerciali. Su questo argomento, si è dovuto procedere per ipotesi.

La scoperta ci rivela importanti informazioni sul modo di vivere della società cipriota di 4000 anni fa, ma la riproduzione di Mavrorachi, vera innovazione del momento, ci permette di rivivere ricordi antichi di secoli. E chi non ha mai desiderato almeno per un momento, di poter sentire anche solo il profumo della dolce chioma di Elena, prima della guerra di Troia?