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Venezuela: Maduro ammette la gravità della crisi e dice sì agli aiuti per un Paese nel baratro dell'Apocalisse

Povertà, epidemie, carestia: da 5 anni un'emergenza umanitaria silenziosa. 2 mln in fuga per una migrazione pari a quella del Mediterraneo. I bambini i più colpiti da fame e morbillo. Da UNICEF 130 tonnellate di aiuti medici e alimentari

» Americhe Francesca Nanni - 12/12/2018

di FRANCESCA NANNI - Una piccola e flebile luce in fondo ad un buco nero che dura ormai da cinque anni. Il possibile punto di svolta per il Venezuela piegato in due da una crisi economica e sociale senza precedenti, arriva oggi da Caracas sulle pagine del quotidiano newyorkese Washington Post: il governo del presidente Nicolás Maduro ha ammesso la gravità della crisi umanitaria nel suo paese e ha accettato l’aiuto finanziario, anche se "in misura modesta". "È un cambiamento ma non rappresenta il cambiamento completo di strategia da parte del governo” ha commentato a caldo al quotidiano l’economista Tamara Herrera che ha poi sottolineato come questa ammissione arrivi ad un mese dal giuramento di Maduro, il prossimo 19 gennaio, per un nuovo mandato di sei anni. E come la Herrera sono molti gli esperti convinti che il presidente stia evitando di mettere ulteriormente a repentaglio la sua reputazione all'estero.

VENEZUELA, L'APOCALISSE SILENZIOSA. Al di là di quanto possa accadere da oggi, però, il Venezuela resta di fatto un Paese nel baratro di un’Apocalisse quotidiana e silenziosa della quale si riescono ad avere poche informazioni alla volta. È dal 2013 che il Venezuela vive uno stato d’emergenza economica, il più grave negli ultimi 50 anni. Negli ultimi cinque anni il Paese ha perso il 40% del Pil, mentre l’inflazione è salita fino a 1 milione%, riducendo la moneta nazionale, il ‘bolivar’, a semplice carta straccia e provocando una drammatica riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e delle opportunità lavorative.



UNA CRISI SENZA PRECEDENTI. Alla base di tutto questo da una parte la caduta del prezzo del petrolio, materia prima su cui si fonda il 95% dell’economia del Paese e che, fino al 2013, è servito per l’approvvigionamento di beni e servizi soprattutto sociali e sanitari, dall’altra la morte di Hugo Chávez sempre nel 2013 e la successione di Nicolás Maduro subentrato in una situazione già critica. Nonostante questo però, il governo ha continuato a stampare nuova moneta purtroppo non utilizzabile, soprattutto per acquistare beni e risorse dall’estero. Da qui all’acuirsi della crisi economica il passo è stato breve ed ha assunto nel tempo le sembianze di una emergenza umanitaria senza precedenti che sta spingendo centinaia di famiglie ad un esodo forzato ormai paragonato a quello dei profughi del Mediterraneo.

INTERE FAMIGLIE NELLA MORSA DI POVERTÀ, EPIDEMIE E CARESTIA. Dal 2013 ad oggi, secondo dati recenti, l’82% della popolazione vive in condizioni di povertà ed un numero sempre più alto di bambini soffre di malnutrizione. La grave carenza di medicine di base e di attrezzature sanitarie ha portato a un forte deterioramento della qualità dell'assistenza ospedaliera. Oggi, secondo il dossier della FAO "The State of Food Security and Nutrition in the World”, il 12% della popolazione è denutrito, i casi di morbillo sono aumentati da 727 nel 2017 a 5.525 nel 2018 e, a causa di un'epidemia di difterite, iniziata nel luglio 2016, sono stati confermati 1.249 casi, nella maggior parte dei casi bambini. A causa della lunga circolazione del virus, dallo scorso luglio 2018 la trasmissione endemica del morbillo si è riattivata proprio nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Ad aggravare la situazione, inoltre, una diffusa violenza tra e contro i bambini, conseguenza del degrado economico e sociale in atto. Secondo le stime dell’UNICEF, il Venezuela infatti è fra gli 8 Stati al mondo con il più alto tasso di mortalità nella fascia di età 10-19 anni a causa di omicidi e violenze.



UNA MIGRAZIONE PARI A QUELLA DEL MEDITERRANEO. Stando agli ultimi dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) degli oltre 2,3 milioni di venezuelani che hanno lasciato il proprio paese negli ultimi cinque anni, il 90% è rimasto in sud America. Di questi, più di 1 milione è arrivato in Colombia, mentre dall’inizio del 2018 altri 560mila profughi si sono diretti in Ecuador scelto da moltissimi profughi come corridoio umanitario. Come componente della Comunità andina, insieme a Bolivia, Cile, Colombia e lo stesso Venezuela, ai cittadini di questi paesi è garantito l’ingresso in Ecuador con la sola carta di identità. In molti, per esempio, sono arrivati in Perù, dove si contano 430mila venezuelani. Un numero superiore anche a quello del grande Brasile, che ha visto entrare in tutto 128mila persone dalla frontiera amazzonica e dove, stando agli ultimi aggiornamenti, si moltiplicano situazioni xenofobe nei confronti dei migranti venezuelani.

130 TONNELLATE TRA MEDICINE E CIBO: GLI AIUTI DELL'UNICEF. Dallo scorso agosto 2018, l'UNICEF ha messo a disposizione di 350mila persone tra donne e bambini ben 130 tonnellate di medicine e cibi di prima necessità. Aiuti che fanno parte di un accordo con il Governo che punta a espandere il più possibile il supporto umanitario sul territorio nazionale. In coordinamento con l'Istituto Nazionale per la Nutrizione ed altri partner, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia finora ha distribuito 100 tonnellate di aiuti contro la fame a 150mila minori, consistenti in micronutrienti, cibo terapeutico per la cura della malnutrizione, vermifugo e pastiglie per potabilizzare l'acqua. L'organizzazione, insieme ai partner del Governo e alla società civile, sta inoltre lavorando per promuovere allattamento e visite mediche.

L'ASSISTENZA MEDICA E SANITARIA. Sul fronte medico-sanitario, insieme al ministero della Salute, l'UNICEF ha invece fornito 30 tonnellate di medicine e aiuti contro la diffusione di malattie infettive, strumenti che saranno utilizzati nei trattamenti e nelle cure di 25mila donne in stato di gravidanza, 10mila neonati nei reparti neonatali e più di 2.300 bambini con HIV. Attraverso il programma ampliato, 40mila donne in stato di gravidanza hanno ora accesso a test rapidi per l'HIV e la sifilide, mentre 100mila bambini e donne in stato di gravidanza sono in grado di ricevere cure per la malaria. 

LINK
- Articolo Washington Post "After years of crisis, there are small signs life in Venezuela could get better"
- FAO "State of food security nutrition" report
- UNICEF Venezuela
- UNICEF Venezuela su Instagram