Arrivano prevalentemente dall'Afghanistan, dall'Iraq, così come da Somalia, Sudan e Repubblica Democratica del Congo. Hanno dovuto raccogliere le proprie cose in fretta e furia, da un giorno all'altro, scegliendo se rimanere e rischiare la vita in una zona di guerra, o fuggire e lasciare la propria casa, la propria famiglia, il luogo che li ha visti nascere e crescere. Hanno intrapreso viaggi lunghissimi, su mezzi spesso di fortuna, in condizioni estreme, meta l'ignoto in un'altra terra. Una volta partiti, i rifugiati sanno già che non ritorneranno mai più nella loro terra d'origine, ma è questo il prezzo da pagare per non soccombere a guerre civili e conflitti politici.
Secondo il Rapporto 'Global Trends 2011' dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) pubblicato nei giorni scorsi in occasione della Giornata Mondiale il 20 giugno 2012, lo scorso anni il numero di nuovi rifugiati è salito a 800mila, facendo registrare la cifra più alta dal 2000. Un aumento dovuto, secondo gli esperti, da una serie di crisi umanitarie che hanno avuto inizio alla fine del 2010 in Costa d'Avorio, per poi proseguire in Libia, in Somalia e in Sudan. In totale, sono state circa 4,3 milioni le persone costrette ad abbandonare le loro case e 800mila di queste hanno deciso di fuggire dal proprio paese diventando rifugiati. "Il 2011 ha visto sofferenze di dimensioni memorabili - ha dichiarato António Guterres capo dell'UNHCR -. Il fatto che così tante vite siano state sconvolte in un periodo di tempo così breve implica enormi costi personali per tutti coloro che ne sono stati colpiti". "Possiamo solo essere grati - ha aggiunto - del fatto che nella maggior parte dei casi il sistema internazionale atto a proteggere queste persone sia rimasto saldo e che le frontiere siano rimaste aperte. Questi sono tempi difficili".
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[Estratto dal Rapporto 'Global Trends 2011' dell'UNHCR]
I DATI UNHCR IN GENERALE. Secondo i dati contenuti nel Rapporto, alla fine del 2011 in tutto il mondo erano 42,5 milioni di persone tra rifugiati (15,2 milioni), sfollati interni (26,4 milioni) o persone in attesa di una risposta in merito alla loro domanda d'asilo (895mila). Nonostante l'elevato numero di nuovi rifugiati, la cifra complessiva è risultata inferiore al totale del 2010 (43,7 milioni), soprattutto per effetto del ritorno alle proprie case di un gran numero di sfollati: 3,2 milioni, la cifra più alta da oltre un decennio. Per quanto riguarda i rifugiati, nonostante un incremento nel numero dei rimpatri rispetto al 2010, il 2011 si trova comunque al terzultimo posto per numero di ritorni a casa (532mila) negli ultimi dieci anni.
LE TENDENZE DEGLI ULTIMI DIECI ANNI. Considerato in un arco temporale decennale, infatti, il Rapporto evidenzia diverse tendenze preoccupanti: in primo luogo, il fenomeno delle migrazioni forzate colpisce numeri maggiori di persone a livello globale, con cifre annuali che superano i 42 milioni di persone in ognuno degli ultimi 5 anni. Inoltre, una persona che diventa rifugiato è probabile che rimanga in tale condizione per molti anni, spesso bloccato in un campo profughi o vivendo in condizioni precarie in un centro urbano: dei 10,4 milioni di rifugiati che rientrano nel mandato dell'UNHCR infatti quasi i tre quarti (7,1 milioni) si trovano in esilio protratto da almeno 5 anni, in attesa di una soluzione alla loro condizione.

[Un rifugiato greco. ©Mathias Depardon per UNHCR]
PAESI DI PROVENIENZA...Complessivamente l'Afghanistan si conferma il paese d'origine del maggior numero di rifugiati (2,7 milioni), seguito da Iraq (1,4 milioni), Somalia (1,1 milioni), Sudan (500mila) e Repubblica Democratica del Congo (491mila). Circa i 4/5 dei rifugiati di tutto il mondo fuggono nei paesi limitrofi. Ciò si riflette ad esempio nelle numerose popolazioni di rifugiati presenti in Pakistan (1,7 milioni), Iran (886.500), Kenya (566.500) e Ciad (366.500). Tra i paesi industrializzati il principale paese d'accoglienza è la Germania, con 571mila rifugiati. Il Sudafrica è invece il primo paese per numero di domande d'asilo ricevute (107mila), confermando la posizione degli ultimi quattro anni.
PAESI DI ARRIVO...L'Italia, con 58mila rifugiati, presenta cifre contenute rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea, in termini sia assoluti che relativi. In Francia, Paesi Bassi e Regno Unito i rifugiati sono tra i 3 e i 4 ogni mille abitanti, in Germania oltre 7, in Svezia oltre 9, mentre in Italia meno di 1 ogni mille abitanti. Per quanto riguarda le domande di asilo, nel 2011 sono state presentate poco più di 34mila domande. Un incremento, rispetto agli anni precedenti, determinato dagli effetti della Primavera araba e della guerra in Libia.

[Rifugiati libici nel 2011 © H. Caux per UNHCR]
L'INTERVENTO DLL'UNHCR E I DATI MANCANTI. Il mandato originario dell'UNHCR prevedeva l'assistenza ai rifugiati, ma negli ultimi sei anni di attività l'Agenzia ha esteso la proprio intervento includendo, tra gli altri, anche l'assistenza a molte delle persone sfollate all'interno dei propri paesi, alle persone apolidi (ovvero coloro che non hanno una cittadinanza riconosciuta) e alle questioni relative ai diritti umani che accompagnano tali fenomeni. Da questo punto di vista, il Rapporto 'Global Trends 2011' rileva che solo 64 governi hanno fornito dati sulle persone apolidi. Da ciò consegue che l'UNHCR ha potuto raccogliere cifre solo per un quarto degli apolidi di tutto il mondo, il cui numero è stimato in circa 12 milioni. Inoltre, dei 42,5 milioni che alla fine del 2011 si trovavano in stato di migrazione forzata, non tutti rientrano nella competenza dell'UNHCR. Circa 4,8 milioni di rifugiati ad esempio sono registrati con l'UNRWA, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Dei 26,4 milioni di sfollati interni inoltre, quelli che ricevono l'assistenza sono 15,5 milioni. Complessivamente il numero di rifugiati e sfollati assistiti dall'UNHCR, 25,9 milioni, è aumentato di 700mila unità nel 2011.
LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZIONE SUI RIFUGIATI 2012. "Rimanere e rischiare la vita in una zona di guerra? Fuggire e lasciare le persone che ami? Rimanere ed essere costretti a combattere?...Tu cosa faresti?". È il dilemma della scelta il punto centrale della nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per i rifugiati UNHCR per la Giornata Mondiale il 20 giugno che, quest'anno, si celebrerà in Brasile, nella cornice di Rio+20, dove l'Alto Commissario, António Guterres, pronuncerà il suo discorso ufficiale dopo aver incontrato un gruppo di rifugiati in Equador. Al "dilemma" hanno già risposto milioni di persone in tutto il mondo tra uomini, donne e bambini, senza pensarci su due volte, perché quella della fuga si è trasformata per loro nell'unica via di salvezza dalla guerra.
MATERIALE
- Il rapporto 'Global Trend 2011' dell'UNHCR
LINK
- La campagna 2012 dell'UNHCR sui rifugiati