Tour de France: in verde sui Campi Elisi, il trionfo italiano si chiama Petacchi

Delusione per i colori azzurri, ma lo spezzino vince due tappe e la classifica a punti. Precede Cavendish e Hushovd. Contador veste la sua terza maglia gialla, ma senza acuti, secondo Schleck. Gloria anche per Armstrong, che chiude cosė la sua carriera.

Titolo: Alessandro Petacchi vince la Maglia Verde
Fonte: Reuters

Doveva essere una delle edizioni più combattute, complice il percorso impegnativo disegnato quest'anno dagli organizzatori. Eppure il Tour de France 2010 ha regalato poche emozioni, soprattutto per i colori azzurri, portati alla fine in trionfo da Alessandro Petacchi sui Campi Elisi. Lo spezzino è il secondo italiano di sempre, dopo Bitossi nel 1968, a indossare a Parigi la maglia verde, quella della classifica a punti.

Inizialmente ci si aspettava un buon piazzamento in classifica di Ivan Basso, che però, a causa della stanchezza accumulata al Giro e di problemi di salute, con la febbre alta per diversi giorni, ha chiuso lontano dai primi, e qualche vittoria di tappa di Damiano Cunego, che di impegno ne ha messo tanto, ma senza risultati. E il successo più importante, senza dubbio storico, alla fine è arrivato da colui sul quale meno si puntava.

Da Petacchi, classe 1974, 36 anni compiuti, non più un giovanotto, ci si aspettava al massimo qualche vittoria in volata. E per ben due volte lo spezzino della Lampre non ha deluso, tagliando il traguardo davanti a tutti nelle prime tappe della corsa, a Bruxelles (la prima) e a Reims (la terza). Parigi però era lontana e sembrava quasi impossibile per lui portare la maglia verde sulle spalle fino alla fine, soprattutto dopo gli exploit del suo rivale Mark Cavendish e dei piazzamenti conquistati dal vincitore dello scorso anno Thor Hushovd.

Per molti giorni ha occupato la seconda piazza in questa particolare classifica, tornando a vestire il simbolo del primato al termine dell'undicesima frazione. Per lungo tempo è stato insidiato dal norvegese, con il quale, per quasi metà giro, si alternava al comando, mentre il britannico del Team Columbia, spesso apparentemente lontano dalla lotta per il primo posto nella graduatoria, ha trionfato nelle ultime due tappe per velocisti prima di Parigi, inserendosi prepotentemente nella lotta tra i due.

Tutto rimandato quindi all'ultimo sprint, quello decisivo. La convinzione di Petacchi in questo successo è maturata lentamente, ha gestito l'esiguo vantaggio sui rivali e calcolato tutto alla perfezione. Lascia partire due fughe che neutralizzano i punti in palio nei due traguardi volanti, dove Hushovd era favorito, difende negli ultimi chilometri la posizione migliore per lo sprint finale, va a tutta negli ultimi 300 metri. Cavendish però è più veloce, taglia per primo il traguardo, alzando al cielo la mano aperta ad indicare le 5 vittorie conquistate in questo Tour, ma il secondo posto dello spezzino chiude definitivamente i giochi. L'italiano vince con 243 punti, il britannico è secondo con 232, mentre il norvegese finisce addirittura terzo con 222.

La maglia verde fu introdotta nel 1953, rappresenta la classifica a punti, calcolati in base ai piazzamenti ottenuti alla fine di tutte le tappe disputate e dei traguardi intermedi, ed è la più prestigiosa dopo quella gialla, indossata dal leader della classifica generale. Il colore verde fu scelto per distinguerla dalla maglia gialla e perché il primo sponsor fu un marchio di tosaerba.

Solo un altro italiano, prima di Petacchi, era riuscito a conquistarla. Era il lontano 1968 quando Franco Bitossi trionfò nel velodromo della capitale transalpina, il Parco dei Principi, in una lunghissima volata dove recuperò quasi mezzo giro e superò il corridore che lo precedeva. Da allora nessun altro azzurro riuscì in questa impresa. Neanche un certo Mario Cipollini che di sprint al Tour ne ha vinti 12, anche se quelli erano gli anni in cui, in questa classifica, trionfava Erik Zabel che per ben 7 volte, un record assoluto, ha vinto la classifica della maglia verde.

Per quanto riguarda il resto questa edizione è stata abbastanza avara di emozioni. Alberto Contador ha vinto il suo terzo tour, dopo quelli del 2007 e 2009, precedendo di 39 secondi in classifica Andy Schleck e senza ottenere neanche un successo di tappa. In montagna i due si sono praticamente equivalsi, con lo spagnolo che è riuscito a conquistare il simbolo del primato solo a causa di un salto di catena del rivale, che ha perso 10'', sui Pirenei e incrementando il vantaggio nell'ultima cronometro. Il lussemburghese invece, che ha vinto due tappe, è riuscito a staccare Contador solo in un'occasione, difendendosi con i denti nella prova contro il tempo, ma chiudendo però al secondo posto.

Sui Campi Elisi c'è gloria anche per altri. Tra le classifiche più importanti c'è quella della maglia a pois, particolarmente amata dai francesi e che contraddistingue il leader degli scalatori, in base ai punti conquistati sui Gran premi della montagna, vinta dal transalpino Charteau. La maglia bianca, vestita dal miglior giovane (età inferiore a 26 anni) è stata dominata da Andy Schleck, mentre Sylvain Chavanel è stato proclamato il corridore più combattivo del Tour.

E anche Lance Armstrong ha ottenuto la sua vittoria. L'americano non ha brillato, non è riuscito a ripetere l'impresa dello scorso anno, ha chiuso malamente la sua ultima partecipazione alla Grand Boucle, soffrendo e giungendo spesso lontano dai primi. Con la sua squadra però ha vinto il premio per il team più combattivo, ma forse, privo di quell'aura di imbattibilità, che lo ha reso poco amato dai francesi, il suo successo più grande, quello con cui chiude definitivamente, all'età di 39 anni, la sua carriera, sono le grida di incoraggiamento e incitamento di un pubblico che è diventato suo amico.

Gianluca Colletta  (26/07/2010)