Salute migrante: immigrati irregolari e 'Pacchetto Sicurezza'

Un emendamento prevede che clandestini e irregolari possono essere segnalati alle autorità da medici e infermieri. Ma gli operatori di settori dicono 'no'.

Sono senza documenti, senza permesso di soggiorno, senza la possibilità di avere cure attraverso un medico di base. Sono gli immigrati irregolari in Italia, ai quali si rivolge, con forti restrizioni, parte del pacchetto sicurezza, appena approvato in Senato, ora al vaglio della Camera.

Il disegno di legge 733 presentato dagli esponenti della Lega Nord, prevede, infatti, la possibilità per i medici di denunciare gli immigrati clandestini che si recano nelle strutture sanitarie pubbliche. La segnalazione comporta l'intervento delle auotirtà competenti che risolverebbero il caso con espulsioni e fogli di via.

Nello specifico, la norma vuole cancellare il comma 5 dell'articolo 35 del Testo Unico sull'immigrazione del 1998, il decreto legislativo 286/98. Fino a ieri il vademecum per lo straniero irregolare in Italia prevedeva che: "L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano (comma 5, art. 35 D.L.ivo 286/98)". Principio questo presente nell'ordinamento italiano già dal 1995, entrato nella legislazione con un decreto legge, il D.L. 489/95, art.13, più volte reiterato, è ora in discussione.

La possibilità di accesso ai servizi sanitari è stata dunque fino a poco tempo fa, inserita in un'ottica estremamente inclusiva: quasi la totalità degli stranieri con regolare permesso di soggiorno (94 per cento) ha il diritto/dovere di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (a parità di condizioni con i cittadini italiani) e una parte ne ha facoltà attraverso una iscrizione volontaria (4 per cento). Coloro che ne sono esclusi (turisti, uomini d'affari con soggiorni brevi) devono avere una assicurazione sanitaria privata, avendo comunque sempre garantiti gli interventi d'urgenza.

Gli immigrati irregolari e clandestini hanno il diritto ad essere assistiti non solo per l'urgenza ma anche per le cure essenziali, quelle cioè non gravi nell'immediato ma che se trascurate possono portare a situazioni critiche direttamente ed indirettamente. Sono garantiti anche gli interventi di prevenzione e di continuità assistenziale (in particolare per donne, bambini e in caso di malattie infettive). Per tutte queste prestazioni mediche è sufficiente munirsi del cartellino di Straniero Temporaneamente Presente (STP), rilasciato da Asl e ospedali. Questa tessera sanitaria garantisce l'anonimato, è valida sul territorio nazionale ed ha una durata di 6 mesi.

Le norme che l'emendamento appena approvato al Senato propone, dunque, cancellano tutto quello che ha previsto la vigente normativa. Presentato come un provvedimento per garantire libertà di coscienza al medico, la modifica 39.306 del DDL 733 prevede che sia il singolo a decidere se denunciare o meno il clandestino; infermieri e dottori non hanno, in realtà, l'obbligo di denuncia, ma solo la possibilità di farlo. 

La maggior parte delle associazioni di medici, degli istituti e degli ordini professionali hanno dimostrato la loro contrarietà al provvedimento, lanciando il loro grido d'allarme. Medici Senza frontiere, Società italiana di medicina delle migrazioni, Sindacato medici italiani e tanti altri organismi denunciano le gravi conseguenze a cui l'emendamento potrebbe portare. Valutazioni assolutamente negative sul piano deontologico, scientifico, di politiche sanitarie, epidemiologiche, costituzionale e umanitario. Gli ospedali e i tanti ambulatori che danno assistenza agli immigrati irregolari assicurano che continueranno il loro lavoro, senza denunciare i loro pazienti.

"Il pacchetto sicurezza, così com'è, è inadeguato e provvede a generare sentimenti razzisti", ha commentato Antonio Virgilio, capomissione Medici Senza Frontiere, Missione Italia". C'è il rischio - prosegue - che l'immigrato irregolare non si presenti più nelle strutture pubbliche per chiedere aiuto e assistenza, per una reazione di paura e diffidenza. In questo modo si creerebbe la marginalizzazione sanitaria di una grossa fetta di popolazione straniera, aumentando il rischio per la salute collettiva".

Secondo Virgilio, "l'emendamento è inutile e dannoso. Inutile perché non si combatte in questo modo l'illegalità dell'immigrazione. Dannoso perché porta alla creazione di circuiti paralleli e clandestini di cura, in cui si potrebbero alimentarsi focolai di malattie, invece che spegnersi".

"Prevedere la denuncia in parallelo alla prestazione sanitaria - conclude il capomissione Medici Senza Frontiere - creerebbe una barriera insormontabile per l'accesso e spingerebbe ad una 'clandestinità sanitaria' pericolosa per l'individuo, ma anche per la popolazione qualora possano esserci malattie trasmissibili".


LINK
- Il disegno di legge sulla sicurezza 
- Medici Senza Frontiere

Valentina Difato  (24/02/2009)