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Calabria, Bonomi: lo spot con i Bronzi di Riace? "Divertente ma troppo kitsch"
Dopo la messa in onda della campagna pubblicitaria per il rilancio del turismo nella regione è esplosa la polemica sulla rappresentazione delle nobili statue: "Sembrano dei tamarri", è stato il giudizio tranciante dell'archeologo Battista Sangineto.
Titolo: Un momento dello spotFonte: Immagine dal web
Le due statue simbolo della Calabria, i famosi Bronzi di Riace, sono al centro di un'animata polemica nata a seguito della messa in onda di uno spot pubblicitario voluto dalla Regione per rilanciare il turismo nel territorio, anche perché lo scorso maggio si è celebrato il reinserimento dei due Bronzi negli spazi del Museo Nazionale di Reggio Calabria, dopo un lungo e accurato restauro. Evidentemente stanchi di vedere il mondo da un piedistallo i due Bronzi 'televisivi' prendono vita, camminano, colloquiano amichevolmente tra loro, fanno persino pari e dispari per scegliere se recarsi in vacanza in montagna o al mare. A far storcere più di un sopracciglio, però, è proprio il modo in cui lo spot rappresenta le due famose statue, ovvero ''mostrando chiappe e pudenda come due bulli di un club nudista''.
La polemica impazza e sembra che gli stessi calabresi non abbiano gradito lo spot, tanto è vero che qualche giorno fa 'Il Quotidiano della Calabria' consigliava al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, di rinunciare al "brutto messaggio pubblicitario in cui si deturpano i bronzi di Riace". Anche la Confindustria calabrese ha espresso le proprie perplessità, mentre l'archeologo conterraneo Battista Sangineto, sulle pagine del 'Corriere', è stato a dir poco lapidario circa le due statue rappresentate nel filmato: "Sembrano dei tamarri" e tanto per essere più chiaro ha aggiunto: "Assomigliano molto, nel tratto grafico e nell'ispirazione vagamente omoerotica, ad alcuni fumetti pornografici che, negli anni '70, avevano come protagonisti proprio i due Bronzi, all'epoca più famosi della Gioconda del Louvre".
Il timore manifestato da esponenti politici, critici d'arte e semplici cittadini è quello di mancare il bersaglio, anzi di fare autorete: "Vedere un'opera straordinaria come i Bronzi di Riace, che il mondo ci invidia, trasformata in una ridicola macchietta, oltre ad offendere i calabresi e tutti gli italiani rischia di diventare un pericoloso boomerang per il turismo", ha detto il senatore Pd Roberto Della Seta, che vorrebbe veder ritirata una pubblicità "che mette alla berlina una delle più grandi risorse culturali della Calabria e del Paese". La sovrintendente ai beni archeologici Simonetta Bonomi ritiene invece che il filmato sia "divertente, ma troppo kitsch".
LA REGIONE CALABRIA SI DIFENDE E RILANCIA. Le polemiche "sono uno spot gratuito ulteriore per la nostra terra - ha detto recentemente all'Agi il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti -. Non abbiamo offeso e mortificato nessuno, abbiamo i Bronzi e abbiamo deciso di rilanciare questa opportunità costruendo intorno a loro una campagna di comunicazione". E infatti, i Bronzi di Riace mostreranno ancora le loro grazie in un futuro spot pubblicitario: "Tra ottobre e novembre è prevista la seconda parte della campagna, dedicata alla promozione della montagna, sempre con l'animazione delle due statue", ha concluso Scopelliti.
IN BENE O IN MALE, PURCHÉ SE NE PARLI. Non poteva mancare un commento caustico da parte di Vittorio Sgarbi, che sullo spot della Regione Calabria si è espresso così: "Fa schifo, è sgradevole ma non è un peccato mortale. Il compito di uno spot è quello di far parlare di sé. Nel momento in cui va in prima pagina sul 'Corriere della Sera', e quindi guadagna uno spazio senza doverlo pagare, significa che ha ottenuto comunque un risultato positivo. La campagna in sé è riuscita, è stata efficace e ha ottenuto un buon risultato in termini di visibilità".
I BRONZI SONO UN "PATRIMONIO NAZIONALE". La vera polemica però, secondo il critico d'arte, dovrebbe essere indirizzata "verso l'ottusità di quei calabresi che hanno paura di fare girare i Bronzi", intendendo dire che sarebbe meglio esporre le statue di volta in volta nei musei di tutta Italia, favorendone così la visibilità e permettendo a chiunque di poter ammirare la bellezza dei Bronzi di Riace. "Cosa, questa, che produrrebbe un effetto superiore a quello di qualsiasi spot", ha chiosato Sgarbi, e ha poi concluso: "Si tratta di un patrimonio nazionale, non solo calabrese".
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