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Pechino 2008: all'asta i cimeli olimpici
Chiuso il sipario sui Giochi cinesi si č scatenata la corsa per accaparrarsi preziosi cimeli. Tra i 20 milioni di lotti anche 5mila preservativi. Costeranno 15 centesimi l'uno, molto meno del letto di Yao Ming.
Fonte: Immagine dal web
Come per re Mida, tutto ciò che toccano le olimpiadi diventa oro. Ecco così che in Cina è stato deciso di mettere all'asta ogni genere di oggetto che sia stato in contatto con i cinque cerchi. Gli ultimi oggetti fortunati, che avranno l'onore di essere contesi dai collezionisti di ogni parte del mondo, sono 5mila preservativi avanzati agli atleti nei giorni delle gare. L'intero lotto, che non potrà essere venduto separatamente, verrà battuto alla fine di novembre, a partire da 15 centesimi l'uno.
Obiettivo dichiarato dai cinesi con questa scelta è promuovere la consapevolezza del sesso sicuro e la prevenzione dell'Hiv. È la prima volta che nella Repubblica asiatica viene fatta un'asta del genere, anche se il problema è già stato affrontato in altre edizioni dei Giochi. Già a Barcellona 1992, la Spagna aveva garantito per la prima volta la distribuzione dei profilattici, dando vita a una tradizione è che si è ripetuta con gli anni.
Se c'è ancora chi crede nel vecchio adagio, che dice che fare sesso prima delle gare influisce negativamente sulle performance, rischia di venire smentito. Sembra infatti pare per gli 11mila atleti che hanno frequentato il villaggio olimpico, gli organizzatori dei Giochi di Pechino avessero ordinato ben 100mila preservativi da distribuire gratuitamente tra una gara e l'altra, senza peraltro risultare sufficienti durante i 18 giorni di gare. Per questo ne sarebbero quindi stati comprati altri 20mila, di cui 5mila sono rimasti inutilizzati.
Durante l'asta di fine novembre saranno battuti anche altri oggetti, che di sicuro faranno più gola agli appassionati. Al China International Exhibition Center, infatti, saranno messe in palio infatti anche una torcia autografata da uno dei più grandi calciatori del passato, Pelé, e una valigetta medica dei Giochi del 1936. Il tutto fa parte della più grande asta sportiva che si sia mai svolta in Cina, e forse anche nel resto del mondo. È infatti dal 17 settembre dello scorso anno, ovvero dal termine delle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Pechino, che, senza sosta, i banditori cinesi stanno assegnando parte dei 20 milioni di pezzi in palio. Il ricavato delle vendite verrà versato al comitato organizzatore dei Giochi.
Tra i cimeli più pregiati il lunghissimo letto (2,60 m) che il gigante cinese del basket, nonché stella dell'Nba, Yao Ming ha usato al Villaggio olimpico, che è stato valutato 200 mila euro circa. Chi si può permettere cifre esorbitanti di sicuro non si farà sfuggire l'occasione di portarsi a casa l'automobile che ha accompagnato il presidente del Cio, Jaques Rogge, negli impianti delle gare. Ma ce n'è per tutte le tasche e, per chi si accontenta di un semplice ricordo, non dovrebbe essere difficile portare a casa uno dei 2.008 tamburi suonati durante la cerimonia di apertura.
Anche gli articoli appartenuti agli atleti azzurri sono stati venduti all'asta, ma per beneficenza. Scarpe, cappellini, maglie di gara, cuffie e divise sportive della delegazione italiana, appartenuti ad atleti come Federica Pellegrini, Alessia Filippi, Aldo Montano, Margherita Granbassi, Josefa Idem, sono stati infatti donati, lo scorso dicembre, in favore delle campagna di Telethon.
Insomma, anche una volta spenti i riflettori, le passate Olimpiadi di Pechino continuano a far parlare della propria magnificenza, sopratutto quando c'è chi è disposto a fare follie pur di avere in casa un oggetto a cinque cerchi. Poco importa se sia qualcosa appartenuto a un grande campione, un appartamento del villaggio olimpico o 5mila preservativi.






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