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L’ASI e il programma Galileo: pronto al raddoppio

Fissato al prossimo 28 settembre il lancio della seconda coppia di satelliti del sistema di navigazione 'made in UE'. La micro-costellazione permetterà di testare le prestazioni del nuovo gps europeo

» Spazio Pier Giuseppe Nanni - 11/03/2012

Bruxelles rende nota la data del lancio della seconda coppia di satelliti del programma spaziale Galileo che partiranno il 28 settembre 2012 da Kourou, nella Guyana Francese, a bordo un vettore Soyuz. A ufficializzare l’annuncio sono stati Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea e Jean Yves Gall, amministratore delegato della Arianespace.

Questi due nuovi segmenti andranno ad unirsi ad altri due messi in orbita poco meno di un anno fa, il 21 ottobre 2011, dalla stessa base e completeranno la prima micro costellazione necessaria per la navigazione satellitare, mettendo alla prova le prestazioni di Galileo e aumentandone la precisione.

Sarà infatti potenziata la sua accuratezza per quanto riguarda la misurazione di latitudine, longitudine e altitudine durante il controllo di posizione.  Se la verifica del funzionamento di questa infrastruttura spaziale darà esito positivo le imprese europee potranno quindi sviluppare e testare su Galileo i propri ricevitori basati sui segnali di navigazione via satellite.

Il programma Galileo, infatti, è un’iniziativa spaziale che vede collaborare l’Agenzia Spaziale Europea, con un importante contributo italiano tramite l’Agenzia Spaziale Italiana, e la Commissione Europea, per la creazione di un sistema europeo indipendente di navigazione e localizzazione satellitare globale.

Conclusi tutti i lanci previsti, Galileo conterà ben trenta satelliti (27 operativi e tre di riserva) orbitanti su 3 piani inclinati sull'equatore (MEO, Medium Earth Orbit circolare) a 23.222 km quota, che saranno monitorati dai centri di controllo in Europa e contemporaneamente da una rete globale di stazione di sensori e stazioni uplink.

IL SISTEMA DI NAVIGAZIONE SATELLITARE
Immaginate un sistema di navigazione e localizzazione satellitare interamente concepito per usi civili in grado di offrire un’accuratezza inferiore ai 10 centimetri nel posizionamento, una precisione mai raggiunta prima. Un sistema non soggetto alle limitazioni o interruzioni tipiche di altri sistemi pensati per scopi militari, a cominciare dal GPS americano.

Con potenzialità di impiego straordinarie, in quasi tutti i settori. Energia, trasporti terrestri marittimi e navali, sicurezza, agricoltura, finanza: un ventaglio di applicazioni quasi illimitato e di una portata tale da rivoluzionare il modo stesso in cui concepiamo  certi modi di vivere e alcuni dei servizi cui oggi siamo più abituati.  Questa, in estrema sintesi, è la mission del programma GALILEO, che, avviato ufficialmente nel 2003 – ma concepito molto prima - dall’Agenzia spaziale e dall’Unione europea con l’importante contributo dell’ASI, è in fase di realizzazione.

Un progetto straordinariamente ambizioso, quindi.
Ripercorriamone brevemente la storia. Attualmente, l’unico sistema di navigazione satellitare e posizionamento globale effettivamente in funzione è il GPS (Global positioning system) concepito negli Stati Uniti a scopi militari negli anni Settanta. Esiste anche un analogo ex sovietico, il GLONASS, il cui sviluppo è stato a lungo interrotto: ma l'Agenzia Spaziale Russa lo ha recentemente ripreso e al momento è in fase di completamento. Il GPS consiste di 32 satelliti in orbita MEO (Medium Earth Orbit) su sei differenti piani orbitali, alcuni dei quali in disuso e altri di riserva.

È operativo dal 1978 e disponibile per tutto il mondo da 1994. La necessità di pensare a un sistema di navigazione alternativo, benché compatibile col GPS, è insita dalla natura stessa di quest’ultimo. Nato per garantire la navigazione dei missili intercontinentali a testata nucleare portandoli sopra l'obiettivo con una approssimazione di circa 100 metri, il GPS - benché utilizzato col tempo anche per scopi diversi - resta essenzialmente uno strumento di tipo militare. L’uso civile impone invece standard di precisione mediamente molto più accurati e non può contemplare interruzioni o limitazioni dei servizi legate a esigenze belliche di qualsiasi tipo.

A regime, GALILEO consisterà di trenta satelliti (27 operativi e tre di riserva) orbitanti su 3 piani inclinati sull'equatore (MEO, Medium Earth Orbit circolare) a 23.222 km quota. La Commissione Ue ha già assegnato gli appalti per la parte infrastrutturale: al momento la spesa prevista è di circa 3,4 miliardi di euro. Il programma di lancio, con razzi Soyuz e Ariane, è iniziato il 21 ottobre 2011 con la partenza dei primi due satelliti dalla base di Kourou nella Guyana Francese e proseguirà con il debutto di nello spazio di due segmenti, previsto per il il 28 settembre 2012.

Una volta posizionati i primi quattro satelliti – configurazione minima necessaria – sarà possibile cominciare a fornire i primi servizi di navigazione e procedere a testare la piena funzionalità dei segmenti spaziali e di terra. Intanto è stato avviato il programma sperimentale Giove (Galileo in orbit validation element), col lancio del GIOVE-A il 28 dicembre 2005 seguito dal GIOVE-B il 27 aprile del 2008.