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Otto anni dopo la tragedia, ritrovato in Texas un pezzo dello Shuttle Columbia

Il reperto è emerso dal lago Nacogdoches a causa della siccità. Si tratta probabilmente di una parte del sistema elettrico. Sarà ora riportato al Kennedy Space Center in Florida per aggiungersi agli altri resti recuperati dopo l'incidente.

» Spazio Emanuele Dorru - 04/08/2011
Titolo: Uno dei 18 serbatoi di energia della navetta emerso dal lago
Fonte: Dipartimento di Polizia di Nacogdoches, Texas

Giaceva sul fondo del lago Nacogdoches, in Texas, da otto anni senza che nessuno si fosse mai accorto della sua presenza. Il primo luglio scorso, però, uno strano oggetto, dalla forma di un enorme guscio bianco di circa 4 metri di diametro, è riemerso dalle acque a causa della siccità. Dopo i primi rilevamenti si è così scoperto che si tratta di un pezzo della navicella spaziale Columbia, esplosa proprio nei cieli del Texas il primo febbraio 2003 al ritorno sulla terra dalla missione STS-107, in cui rimasero uccisi tutti e sette i membri dell'equipaggio.
 
Allertati dalle autorità locali, dopo aver osservato l'oggetto sul posto e aver analizzato immagini e detriti, gli esperti della NASA hanno identificato il reperto emerso dal lago come la parte di uno dei 18 serbatoi per l'idrogeno liquido del sistema elettrico dello shuttle. A breve il pezzo della navicella sarà riportato al Kennedy Space Center, in Florida, per aggiungersi ai quasi 84mila reperti recuperati dopo l'incidente tra l'East Texas e la Louisiana.

A provocare l'esplosione della navicella spaziale Columbia nel 2003 è stata la fessura nello scudo termico creatasi al momento del decollo e provocata dall'impatto con l'ala di un frammento di schiuma isolante caduto dal serbatoio esterno. Dinamica questa confermata non solo dai filmati dell'epoca e dal video di bordo girato dagli astronauti, ma anche dalla commissione indipendente di inchiesta che esaminò l'accaduto e che stabilì il cambiamento di buona parte degli standard di sicurezza della NASA. Anche perché quella del 2003 fu la seconda volta che uno Space Shuttle veniva perso durante una missione: la prima, infatti, coinvolse lo Space Shuttle Challenger nel 1986, anch’essa esplosa in fase di atterraggio alla stazione di Cape Canaveral.


L'esplosione dalla navetta, letteralmente disintegrata, ha lasciato dietro di sé una coda di resti e detriti per i quali, ancora oggi, NASA e autorità locali ricevono decine di telefonate di avvistamento: "Siamo grati che le persone sono disposte ad aiutarci a recuperare i pezzi mancanti e restituirli in Florida", ha spiegato il portavoce della NASA, Lisa Malone in una nota stampa. "Ci teniamo a ricordare - ha aggiunto - che i reperti sono è di proprietà del governo degli Stati Uniti e che l'assunzione o la manomissione è un reato penale". Una precisazione dovuta, visto che più di un'occasione, dopo il recupero e ignorando gli avvertimenti, alcuni pezzi del Columbia sono finiti, fortunatamente senza successo, all'asta su eBay.


[Ricomposizione dei reperti dello shuttle Columbia al Kennedy Space Center della NASA in Florida/AP]



[Altri reperti recuperati nel 2003 dopo l'incidente e conservati in un'area del Kennedy Space Center della NASA in Florida/AP]