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A lavoro nei campi: un algoritmo ispirato alle api lancia la nuova applicabilità dei droni

Grazie al progetto europeo Saga a guida Istc-Cnr e alla collaborazione con l'impresa, a breve sarà pronto il primo prototipo in grado di monitorare lo stato di salute delle coltivazioni ed eliminare le piante infestanti. Ecco come

» Cronaca Scienze Redazione/GP - 12/12/2016
Fonte: Immagine dal web

Sciami di droni a lavoro con gli agricoltori In un futuro molto prossimo gruppi di robot e droni saranno diffusamente impiegati nei campi per individuare ed eliminare le piante infestanti ed aumentare la produttività. È quanto promette il progetto europeo ‘Saga: Swarm Robotics for Agricultural Applications’, coordinato dall’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) e presentato a Roma durante il Maker Faire, lo scorso ottobre, che punta a far interagire i droni in sciami, secondo una logica simile a quella delle api. Un progetto collaborativo europeo dedicato al trasferimento tecnologico della ricerca robotica di eccellenza finanziato nell’ambito di Echord++.

«Tra pochi mesi sarà pronto il test per il primo prototipo di drone programmato per osservare un campo coltivato - spiega Vito Trianni, ricercatore Istc-Cnr e coordinatore di Saga - e rilevare con precisione la presenza di piante infestanti attraverso algoritmi di visione artificiale, sviluppati presso i nostri laboratori specializzati nello studio di sciami di robot.»



«I droni saranno in grado di comunicare tra loro, in modo da aggregarsi e mappare le aree con maggior presenza di infestanti dove l’intervento è più urgente, sfruttando comportamenti simili a quelli impiegati dagli sciami di api per identificare le zone dove il polline è più abbondante. In questo modo la pianificazione degli interventi per la rimozione e l’uso di infestanti possono essere limitati alle aree più problematiche, risparmiando risorse, riducendo l’impatto ambientale e aumentando la produzione agricola.» Il cuore dei robot volanti è un hardware innovativo realizzato dall’azienda Avular in Olanda, dove presso l’università di Wageningen vengono sviluppati algoritmi di visione artificiale e controllo dei droni per applicazioni agricole che sono poi progettati dai ricercatori Istc-Cnr.



«I droni non saranno impiegati solo per il monitoraggio ma anche per l’intervento. Presto sarà possibile agire in maniera del tutto automatica direttamente sulle singole piante: ad esempio, incorporando sul drone dei micro-spray che libereranno la pianta dagli elementi infestanti”, conclude Trianni. “I robot lavoreranno in gruppi numerosi e si coordineranno per ricoprire grandi estensioni di terreno, inoltre i robot da terra saranno in grado di agire sugli infestanti meccanicamente anziché chimicamente, fornendo quindi ulteriori supporti all’agricoltura biologica.»