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Meduse a tavola? Perché no, via al brevetto italiano per il 'Polmone di mare'

È una specie molto diffusa nel Mediterraneo e nello Ionio quella presa in esame dallo Studio Federcoopesca-Cirspe per cercare di capire come rendere commestibili questi animali planctonici così ricchi nei nostri mari: da 300 a 3mila in 6 anni

» Cronaca Scienze Aura De Luca - 08/08/2017
Titolo: La medusa 'Polmone di mare' (Rhizostoma pulmo)

Meduse dal mare alla cucina. Nel 2013 aveva destato curiosità l’invito del Cnr Ispa di Lecce (Centro Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari) a cucinare alcune specie di meduse preparate in un’insalata o in una fragrante tempura, per le loro proprietà contro l’ipertensione. Da allora è stato un susseguirsi di ricerche e di studi di fattibilità sulla reale commestibilità di questo animale planctonico sempre più numeroso nei mari italiani. Da un parte risorsa alimentare ricca di proteine e collagene, dall’altra croce per bagnanti e pescatori a causa dei suoi tentacoli urticanti, secondo uno studio della Federcoopesca-Confcooperative con il Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca (Cirspe) le meduse potranno essere presto consumate come un qualsiasi prodotto ittico anche in Italia.

Obiettivo della ricerca, infatti, è la messa a punto un brevetto per poter 'trattare' in tutta sicurezza la medusa, disidratandola e renderla commestibile, modalità che renderebbe il suo trattamento in linea con determinati controlli dei processi di conservazione e di pesca italiani. È questa la differenza italiana con i paesi dell’Asia, Cina in particolare, dove il consumo della medusa prevale da millenni. Saltate in padella con i calamari o marinate in carpaccio, magari sposando qualche ricetta della tradizione marittima locale. «E' un modo per diversificare l'attività dei pescatori e trovare nuovi mercati'', spiega la Federcoopesca, nel ricordare che nei paesi asiatici le meduse pescate vengono disidratate con sale d'allume, il cui utilizzo in Ue deve sottostare ad alcuni controlli per legge.»


[©blendergoodies.com]

La specie presa in considerazione dalla ricerca è la medusa 'Polmone di mare' (Rhizostoma pulmo)non particolarmente urticante, diffusa in soprattutto lungo a costa adriatica e ionica, con dimensioni che possono raggiungere i 50-60 cm di diametro e i 10 kg di peso. Top secret i dettagli della ricerca ma due cose giocano a favore per far sì che la medusa possa approdare presto nel piatto: la disponibilità di 2 italiani su 3 a mangiare alimenti nuovi dai sapori diversi, secondo un'indagine dell'associazione, e l'aumento costante della presenza di questi animali nei mari italiani. Secondo 'Occhio alla medusa', l'App scaricabile da smartphone che mappa la loro presenza lungo le coste, in 6 anni sono passate da 300 a 3mila e secondo i pescatori quest'anno se ne stanno registrando il 10 per cento in più rispetto allo scorso anno.

Le regioni maggiormente interessate, come ha spiegato alla stampa biologo Corrado Piccinetti dell'Università di Bologna, sono Sicilia e Puglia per la loro vicinanza a Paesi dove il fenomeno è particolarmente rilevante come Libano, Egitto, Israele. Una presenza dovuta alle correnti estive che le spingono verso le coste italiane dove l'acqua calda ne favorisce l'accrescimento. Non hanno troppi predatori se non le tartarughe, che spesso mangiano buste di plastica scambiandole per meduse; sono ottime cacciatrici di alici e gamberetti, due specie che scarseggiano quando le meduse abbondano. Costituiscono un problema anche per i pescatori perché ostruiscono le maglie delle reti da pesca, impedendo la cattura del pesce e rendendole pesanti al punto da determinarne la rottura.