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Acqua, riciclo, eco-lyfe: l'anima "green" dei Millennials ispirata dalle star di Hollywood

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente il 5 Giugno, uno studio punta i riflettori su consapevolezza e impegno dei giovani verso la cura dell'ambiente. Per 1 su 2 più rispetto anche grazie al dibattito mediatico degli attori di Oltreoceano

"Green Generation". Sono lontani i tempi in cui i giovani erano disinteressati o poco sensibili verso la cura dell’ambiente. Oggi, infatti, complici i grandi dibattiti mediatici sui cambiamenti climatici di cui sono portavoce soprattutto attori e attrici di Hollywood e il deisedrio di lasciare ai posteri un mondo più pulito, le giovani coscienze sembrano essere più riflessive sull’argomento e, di conseguenza, più predisposte ad un impegno serio in merito. Ad evidenziare questo fenomeno, è uno studio di 'In a Bottle', magazine online sul mondo e i valori della risorsa acqua, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente il 5 Giugno 2018.

Una ricerca condotta su circa 2mila giovani tra i 20 e i 35 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog e community, da cui emerge a far riflettere i giovani, soprattutto i Millennials, sono i fenomeni ambientali violenti sempre più frequenti (42 per cento), il possibile esaurimento dell’acqua (36 per cento), lo spreco di risorse - soprattutto alimentari - che in altre parti del mondo sono scarse (34 per cento). Il 28 per cento dei ragazzi si sforza anche di invogliare amici e familiari a prendersi cura dell’ambiente, mentre tra le pratiche più comuni che i Millennials si impegnano a seguire al primo posto c’è l’attenzione verso lo spreco dell’acqua (54 per cento), verso il riciclo corretto dei diversi materiali (41 per cento) e verso il risparmio energetico (37 per cento).

L’IMPORTANZA DI PRENDERSI CURA DELL’AMBIENTE. Ad esserne del tutto convinti sono il 51 per cento dei Millennials monitorati, dei quali il 33 per cento afferma di volersi impegnare ancora di più a livello personale e il 18 per cento ritiene che sia una questione di interesse collettivo. Il 36 per cento ritiene che sia abbastanza importante, anche se la trascuratezza è dovuta principalmente a sbadataggine più che a disinteresse e, infatti, solo 11 per cento dà poco peso alla cosa pensando che “i veri problemi sono altri”.

L’IMPEGNO DEI GIOVANI È SUFFICIENTE? Anche in questo caso la stragrande maggioranza dei giovani coinvolti (57 per cento) pensa di essere fiduciosa sul suo operato, dal momento che il 29 per cento di loro nel suo piccolo “è attento anche ai più piccoli particolari” e il 28 per cento si sforza anche di invogliare le persone che ruotano attorno - dagli amici alla famiglia - a prestare più attenzione alla cura dell’ambiente. Un giovane su 4 (24 per cento) pensa invece di non fare abbastanza il più delle volte per distrazione mentre il 16 per cento ritiene che “comunque un piccolo gesto non può cambiare il corso delle cose”.

DA DOVE NASCE L’INTERESSE PER LE TEMATICHE AMBIENTALI. Un ruolo importante lo hanno svolto, sicuramente, i mezzi di informazione, con un ragazzo su 3 (34 per cento) che afferma di aver acquisito coscienza anche perché i media hanno alzato la soglia dell’attenzione pubblica su questi argomenti. Su questa lunghezza d’onda si collocano anche i video spettacolari - soprattutto sui fenomeni meteorologici - che spopolano su internet (24 per cento) che, se da un lato raccolgono migliaia di visualizzazioni, al tempo stesso hanno la forza di scuotere per certi versi le coscienze. Il 21 per cento dei monitorati poi si scopre interessato alla cura dell’ambiente anche per via di uno slancio altruistico nei confronti delle generazioni che verranno. Infine, il 18 per cento dei Millennials dichiara che l’interesse cresce ogni volta che, viaggiando negli altri Paesi, si misura con un grado più alto di attenzione e civiltà verso la cura dei luoghi pubblici.

INCURIA AMBIENTALE: QUALI CONSEGUENZE HANNO SCATENATO LA RIFLESSIONE...Il 42 per cento dei giovani si ferma a pensare ogni volta che assiste a fenomeni violenti, come terremoti ed esondazioni. Il 36 per cento teme un possibile esaurimento della risorsa simbolo della vita umana e naturale, ovvero l’acqua. Il 34 per cento viene sollecitato dall’osservare lo spreco di quelle risorse, soprattutto alimentari, che in altri Paesi del mondo sono scarse. Il 27 per cento punta il dito contro la poca pulizia e cura che nota in Italia nella sua città o negli altri posti in cui si trova a passare o soggiornare. Infine il 23 per cento viene spinto a riflettere a seguito del disinteresse che riscontra nelle persone nonostante alcuni fatti siano sotto gli occhi di tutti.

…E QUALI ACCORGIMENTI ADOTTANO I GIOVANI NEL QUOTIDIANO? Il 54 per cento di Millennials cerca di “non sprecare più acqua di quella che effettivamente serve”, mentre il 41 per cento si dichiara attento a praticare un riciclo corretto a seconda dei diversi materiali (plastica, carta, vetro, alluminio…). Non mancano poi coloro che prestano particolare cura al risparmio energetico (37 per cento), dallo spegnere le luci al non lasciare attaccate le prese per le ricariche dei telefoni e dei computer. Il 31 per cento invece cerca di limitare il suo impatto sull’ambiente camminando a piedi o prendendo la bicicletta quando possibile, mentre il 28 per cento evita di sprecare cibo in casa o quando mangia fuori. Infine un ragazzo su 4 (25 per cento) afferma di usare quello che gli occorre il più possibile, dall’abbigliamento alla tecnologia.

LA SENSIBILIZZAZIONE DELLE STAR DI HOLLYWOOD. Da dire, infine, che anche le grandi star hollywoodiane stiano orientando la sensibilità dei giovani sempre più verso il green. Leonardo Di Caprio, ad esempio, in occasione della cerimonia di premiazione degli Oscar 2016, al momento di ritirare l’ambita statuetta, ha lanciato un accorato appello per sensibilizzare sui cambiamenti climatici. Qualche tempo fa, poi, Arnold Schwarzenegger e James Cameron hanno prestato i propri volti per una campagna lanciata in Cina e negli Stati Uniti per la riduzione del consumo di carne per contrastare i cambiamenti climatici. Infine Matt Damon ha fondato Water.org, fondo nato per consentire che sempre più persone nel mondo possano accedere all’acqua potabile.