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L'ESPERTO INGV: «Possibile una seconda scossa forte». CRI, ecco cosa fare in caso di terremoto

Il sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi, avverte sul rischio forti 'scosse a coppie' uguali alla prima delle 3.36. Nel frattempo la Croce Rossa Italiana pubblica un vademecum per affrontare l'emergenza

"Bisogna fare grande attenzione nelle prossime ore e giorni perché in queste zone spesso avvengono forti 'scosse a coppie', cioè si ripete una seconda scossa forte nella stessa zona e uguale alla prima". A metterlo in evidenza è Enzo Boschi, sismologo e geofisico, uno dei massimi esperti europei di terremoti ed ex presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che aggiunge: “A fronte di questo alto rischio, non bisogna entrare negli edifici che sono rimasti in piedi oggi prima di un attento controllo di tecnici e esperti della Protezione Civile". "Nel terremoto dell'Emilia Romagna si ebbe, a distanza di pochi giorni, una forte scossa uguale alla prima e - ricorda il geofisico - le maggiori vittime si ebbero proprio a causa della seconda perché molte persone entrarono negli edifici ancora in piedi, senza preventivi controlli sulle strutture".

E proprio dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) oggi sottolinea che sono state 39 le scosse di terremoto in poco più di tre ore di magnitudo pari o superiore a 3 fra Lazio, Umbria e Marche a partire dalle 3:36. Tutte zone che secondo il monitoraggio dell’Istituto, rientrano nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l’asse della catena appenninica e già colpite da forti scosse di terremoto nel passato. I principali terremoti storici, si legge sul sito dell’Ingv, sono avvenuti nel 1639 (Magnitudo 6.2), 1646 (Magnitudo 5.9) e nel 1703 (Magnitudo 6.9). 

Il terremoto che ha colpito l'Italia centrale "ricade in una zona già inserita nella Mappa sismica italiana - prosegue il sismologo Boschi - che risale al 2003 e attivata subito dopo il terribile terremoto di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002 che uccise 27 bambini e un'insegnante”. La Mappa, ricorda Boschi, "fu fortemente voluta dall'allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta che, all'indomani del terribile terremoto di San Giuliano di Puglia, ci chiamò e ci chiese di pubblicare tutti i dati sul rischio sismico in Italia". La mappa, continua il geofisico, "fu pubblicata a inizio 2003 in Gazzetta Ufficiale con decreto del Presidente del Consiglio e, nel 2009, divenne legge. Sulla base di questa mappa della sismicità in Italia, cioè, bisognava realizzare interventi di prevenzione antisismica sugli edifici".

E mentre proseguono i soccorsi nelle zone colpite dal sisma, la Croce Rossa Italiana pubblica anche un vademecum per capire "cosa fare in caso di ulteriori scosse di terremoto". Ecco nel dettaglio come affrontare l’emergenza: