Scienze e Tecnologie » Natura e Ambiente » Cronaca Natura e Ambiente

Olio IGP 'Sicilia', dall'UE il marchio di qualità che completa la filiera

Dopo per la Regione Toscana, il riconoscimento di Bruxelles dà nuova linfa al mercato dell'isola che da solo vale 160 milioni di euro l'anno. Presto un consorzio a tutela dell'IGP, mentre altre regioni restano in attesa

» Cronaca Natura e Ambiente Francesca Nanni - 10/05/2016

Un riconoscimento arrivato dopo mesi e mesi di battaglie al termine delle quali l'ha spuntata lui: l'oro giallo di Sicilia. Già perché con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, il 29 aprile corso Bruxelles ha dato il via libera alla registrazione del marchio di Indicazione Geografica Protetta qualità IGP 'Sicilia' per l'olio extravergine d'oliva prodotto nell'Isola. Un riconoscimento importante per l'olio d'oliva come prodotto, per la Sicilia e per l'Italia arrivato dopo quello attribuito tempo fa alla Toscana.

Con una produzione media di olive di 350mila tonnellate la Sicilia è il terzo produttore in Italia, dopo Toscana e Calabria, ma solo l'ottava per imbottigliamento. L'IGP regionale servirà, dunque, anche a chiudere la filiera nella regione. Basti pensare che la produzione media di olio si attesta sulle 55mila tonnellate (15 per cento autoconsumo, 45 per cento mercato regionale, 30 per cento mercato nazionale, 10 per cento export) ed è di alta qualità, per un mercato che da solo vale 160 milioni di euro l'anno.

«È la grande vittoria di una lunga battaglia - ha commentato Michela Giuffrida,
eurodeputato Pd, membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo -. L'identificazione unica delle produzioni olivicole dell'intero territorio siciliano è una straordinaria opportunità per tutti gli olivicoltori dell'Isola che beneficeranno dei vantaggi del sistema di qualità europeo». Da questo punto di vista, infatti, gli agricoltori potranno usufruire prima di tutto della misura 3 del PSR Sicilia per coprire i costi di certificazione del prodotto fino a 3mila euro per azienda; secondo, potranno utilizzare poi l'aiuto accoppiato per gli oliveti certificati Dop e IGP (di cui all'articolo 52 del Reg 1307/2013).

Non solo. La Giuffrida ha tenuto a precisare, inoltre, che l'IGP 'Sicilia' permetterà alle Organizzazioni di Produzioni Siciliane di accedere ai programmi di promozione nei paesi terzi e alle misure per la valorizzazione delle filiere regionali. «È la riscossa della Sicilia e del nostro comparto agricolo che oggi, finalmente, vede e riconosce nell'Europa un'alleata fondamentale per la crescita del settore agroalimentare. Il futuro è nelle nostre mani».

Soddisfatta anche la Coldiretti che si era schierata con gli agricoltori italiani, nella polemica critica nelle scorse settimane, scaturita dal voto europeo sull'apertura delle frontiere all'olio tunisino. «Per contrastare l'olio dall'estero, l'unica soluzione è avere la nostra filiera e la nostra trasparenza certificata. La Sicilia è riconoscibile, molto di più dei singoli territori», ha commentato il presidente della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli. «Questa IGP mette un 'cappello' di grande importanza alle nostra produzioni, ci protegge e protegge il consumatore. Sarà foriera di un nuovo corso. È una battaglia che conduciamo da anni - ha concluso - e abbiamo contribuito anche noi. Ha avuto un'accelerazione negli ultimi mesi e siamo davvero soddisfatti».