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Quale futuro per il nostro clima? Al via la conferenza mondiale di Marrakech Panel COP22

Riduzione, entro le 200 parti per milione, delle emissioni di CO2 entro il 2050? Di questo e tanti altri temi si parlerà fino al 18 novembre nell’incontro che fisserà le nuove ‘policies’ intelligenti ed idonee a difendere l’ambiente

Quale futuro per il nostro clima? Saranno, finalmente, adottate policies intelligenti ed idonee a difendere l’ambiente in cui respiriamo, da quelle insidie che ne causerebbero l’ingiusta rovina? Riduzione, entro le 200 parti per milione, delle emissioni di CO2 entro il 2050?                       Un’ambizione reale o lo spauracchio di dover parlare, un giorno, di una gran bolla di sapone? Un preliminare responso, qualcosa in merito lo stiamo scoprendo dalla nuova Conferenza Mondiale ONU, Panel COP22, sul clima in corso a Marrakech fino al 18 novembre 2016. Un’occasione importante alla quale partecipa anche l’organizzazione no profit ‘Consorzio Mediterrae’.

Dire che si occupa da anni di ambiente e clima, sarebbe cosa sin troppo riduttiva. Progetti Sociali ed Umanitari, Sviluppo e Promozione della Filiera Agro-Alimentare, pugliese in primis, sono i suoi primissimi obiettivi. Innovazione e assistenza di nuovi Spin Off a servizio di Start Up di Imprese Giovanili di futura costituzione. Sostegno alla Policy finalizzata alla Realizzazione di Villaggi Sostenibili Standard per mantenere le popolazioni di migranti Climatici nei luoghi di rispettiva provenienza. Promozione di una Cultura che favorisca l’uso di innovativi progetti che prevedono l’impiego delle Energie Rinnovabili e la loro considerazione come uniche, vere fonti di investimento economico.

Ricerca e analisi dei fenomeni climatici ed ambientali, con maggiore attenzione rivolta a quelli più rari al giorno d’oggi, al tempo stesso più dannosi e con conseguenze catastrofiche. Realizzazione di quei progetti pensati ad hoc in difesa dello stesso clima e del nostro Pianeta: “rispetto e tutela, due doveri ai quali non possiamo sottrarci”. La creazione di Master, corsi di Perfezionamento e di Formazione specifici che portino a nuovi sbocchi occupazionali per i giovani. Favorire l’occupazione giovanile in primis, permettere ancor di più, in generale, il reinserimento di chi è inoccupato o disoccupato. Fare della creatività ed innovazione, un cavallo di battaglia per aiutare il mondo dell’imprenditoria italiana a crescere, essere sempre competitivo.

Tutto questo il “credo” di un Consorzio che sta partecipando, in qualità di ospite, ai lavori della stessa Conferenza Mondiale in Marocco. Sul versante Atlantico si svolgerà o meno un “remake” di quel che è stato il Panel COP21 di Parigi, oppure sarà messo sul tavolo qualcosa di nuovo e di concreto? L’Ing. Francesco Palmisano, Direttore Generale del Consorzio Mediterrae, per l’Area Tecnico Scientifica nonché Presidente dell’International University di Tirana, esperto di Progettazione e Salvaguardia Climatica ed Ambientale, ha ricevuto l’espresso incarico di essere presente durante i 10 giorni della stessa Conferenza Mondiale di “Marrakech”.

Lo scorso dicembre, in terra di Francia, 195 paesi hanno aderito all’accordo parigino sul clima. Accordo che, da regolamento, per essere ratificato deve ottenere l’adesione di circa 55 stati produttori del 55 per cento delle emissioni. Un mese fa, ai primi di settembre, erano 23 gli Stati firmatari in tutto della COP21; Stati Uniti e Cina, la tanto temuta futura potenza economica, hanno deciso di mettere il loro “signum” e stringersi la mano. Temperatura della terra al di sotto dei 2 gradi e non oltre 1,5 gradi. Un piano di investimenti volto ad aiutare tutti i paesi ad alto rischio ed ora, più che mai, sottoposti a reali criticità proprio dovute a fenomeni climatici dagli esiti catastrofici, drammatici. Cosa accadrà dunque a Marrakech? Risposte azzardate e giudizi sommari sono da tenere fuori da ogni tipo di discorso. Gli uomini, rispettosi della natura e con la diligenza del buon padre di famiglia, uniti insieme, sono più che convinti: “ambiente usa e getta? Mai più”!