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Soli, malati e randagi tra rifiuti, amianto ed emergenza sanitaria: così muoiono i cani a Tivoli

Nell’ex area Stacchini la situazione di amici a 4 zampe abbandonati dai proprietari dei terreni e dall’Amministrazione Comunale è al collasso. Ma è solo la punta di un iceberg che si chiama degrado, inquinamento ambientale e assenza di legalità

» Animali Francesca Nanni - 30/07/2017

di FRANCESCA NANNI - Alla fine è accaduto davvero. Lo ha trovato così, disteso su un vecchio materasso, una delle volontarie che da tempo si prendono cura dei cani abbandonati nell’Anonima Polverifici Giovanni Stacchini a Tivoli Terme. Pensava dormisse, invece le tante mosche intorno e il cattivo odore hanno confermato il triste epilogo. Stremato dalla rogna, con la pancia piena di parassiti intestinali, consumato da pulci e zecche, questo amico a 4 zampe non ce l’ha fatta. Poco più in là, la mamma con un altro piccolo, probabilmente malato anche lui. Dopo l’immediata segnalazione il 29 luglio, il corpicino è stato portato via il 30 dalla Asl Veterinaria…E non sarà l’unico!

«Oggi purtroppo, dopo mesi di denunce al Comune, alla Asl Veterinaria, alla Polizia Municipale - mi spiega Roberta Piacentini, Consigliera del Sindaco alla Tutela e al Benessere degli animali - stiamo annunciando pubblicamente la morte di questi animali e la gravità di una situazione di degrado e di inquinamento diventati ingestibili, e di una assoluta assenza di legalità.» Il cane deceduto all’interno di Stacchini, infatti, fa parte dell’ennesima cucciolata incontrollata e segnalata lo scorso maggio dalle volontarie all’Amministrazione Comunale che aveva inizialmente avviato le catture, bloccandole poi subito dopo sostenendo che i cani non sono del Comune ma dei proprietari dei terreni attualmente introvabili. Attualmente solo un cucciolo dei sei segnalati, Jack, fratellino di quello che non ce l’ha fatta, è stato trovato durante una cattura della Asl lo scorso 6 giugno e portato in salvo presso la struttura cinofila La Fattoria di Tobia in attesa di un’adozione.

Purtroppo quella dei “cani di Stacchini” (circa 20 tra adulti e cuccioli) non è una situazione normale. NanniMagazine.it ne aveva già parlato lo scorso giugno a margine dell’incendio (il terzo in tre anni) che aveva da poco colpito l'area: sessanta ettari di incuria, degrado e inquinamento ambientale, discarica abusiva di rifiuti speciali, materiali plastici e amianto. Fabbrica industriale di armi ed esplosivi nel 1941, dismessa da anni, rimpallata di proprietà in proprietà attraverso gare numerose d’appalto, oggi in possesso congiunto, sembra,  di CEVA, ASA e Euroiset, l’ex polverificio è stato a lungo un campo nomadi sgomberato nel 2015. Dopo numerosi tentativi di bonifica, la prospettiva poi fallita del “cane di quartiere”[1] con l’aiuto di Associazioni ed esperti, campagne di adozione mai avviate, a tutt’oggi si è fermi ad un nulla di fatto generalizzato aggravato da un ostruzionismo difficile da comprendere.

«La cosa gravissima e vergognosa è che pur sapendo la situazione a fronte delle nostre continue denunce, lo corso maggio il Comune di Tivoli non solo ha bloccato le catture, decidendo che i cani non sono suoi - prosegue la Piacentini -, ma non ha neppure effettuato alcun atto nei confronti dei proprietari dei terreni ritenuti i “possessori” di questi animali vaganti perché prendessero provvedimenti». «Come Ponzio Pilato se ne è lavato le mani - sottolinea -. In fondo da due anni ci sono i volontari che se ne prendono cura, quindi perché affannarsi?» A nulla sembra essere valsa neppure la Diffida inoltrata dall’Associazione ALFA (Associazione Love For Animals) presente sul territorio, il 25 Maggio scorso, con cui si chiede al Comune di Tivoli di prendere provvedimenti seri nella risoluzione questa vera e propria emergenza.

Il silenzio operativo del Comune però, «evidenzia anche un altro aspetto importante e nel contempo preoccupante - riflette la Piacentini -, ossia che a Tivoli la legalità non esiste, è qualcosa di effimero.» «L’Amministrazione Comunale in questo momento non sta né seguendo né applicando leggi e normative vigenti sul benessere degli animali - aggiunge -, sulla gestione del randagismo, dell’emergenza rifiuti e igienico-sanitaria, sulla sicurezza cittadina. Non sta provvedendo a contattare i proprietari o a trasferire questi animali nei canili. Sta di fatto che il Comune di Tivoli sta volutamente facendo vivere questi animali in condizioni drammatiche, consentendo loro di riprodursi ad oltranza in un’area ancora satura di veleni.»

La nostra intervista finisce qui, ma lo sfogo della Piacentini prosegue sull’onda di una rabbia incontrollata ma giustificata da mesi di silenzio e immobilismo istituzionale. Al Sindaco Giuseppe Proietti e all’Assessore alle Politiche per l'Ambiente, Mobilità e Parcheggi, Sviluppo Sostenibile Marialuisa Ioannilli si chiede, ancora, per l’ennesima volta, la risoluzione di una vera e propria emergenza ambientale, igienico-sanitaria, di sicurezza per gli animali di Stacchini e per tutta la collettività di Tivoli.


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CAUSALE: "Cani di Stacchini"

DA SITO WEB: Associazione 'ALFA' Donazioni

MATERIALI
- Diffida Associazione Alfa verso Comune di Tivoli

LINK
- ALFA (Associazione Love For Animals) 
- ALFA (Associazione Love For Animals) Facebook
- La Fattoria di Tobia

NOTE
[1]
Per "cane di quartiere" si definisce la particolare condizione di un cane randagio, adottato da parte degli abitanti di una determinata zona (o di un quartiere) che si assumono formalmente l'impegno delle sue cure, veterinarie, sanitarie ed alimentari, pur lasciando integra la sua libertà.