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Dall'orso bruno all'ibrido di lupo: Italia habitat ideale per le specie selvatiche

Sessanta specie di mammiferi, 46 di rettili, 111 di uccelli e 13 di anfibi. Crescono gli animali non autoctoni che hanno riconquistato la libertą, trovando nel Bel Paese una loro stabilitą e rinforzando le specie in via d'estinzione

» Animali Redazione/GP - 04/05/2012

Italia crocevia di specie animali che, nel Bel Paese, hanno trovato un habitat ideale. Secondo il Centro Studi Ecologici Appenninici del Comitato Parchi, le specie selvatiche in Italia sono variegate: se ne contano 60 tra i mammiferi, 46 tra i rettili, 111 tra gli uccelli e 13 tra gli anfibi. Molti di loro sono autoctoni della Penisola, altri invece, sono stati reimportati per rinforzare la specie laddove si è segnalato come forte il rischio di estinzione. Altri ancora sono stati 'liberati' in circostanze diverse.

ORSO BRUNO, IN SUO AIUTO I RINFORZI DALLA SLOVENIA.
Questa specie, che arriva fino a due metri d'altezza per quasi 300 chili di peso, ha cominciato a ripopolare le montagne italiane centro-alpine ed è stato reintrodotto importando alcuni esemplari dalla Slovenia. Sempre in Abruzzo, inoltre, è presente la specie marsicana, di taglia leggermente inferiore, che censito in uno studio condotto dall'Università la Sapienza di Roma in circa 50 esemplari, numero corretto successivamente dal Centro Studi Ecologici Appenninici del Comitato Parchi che ne ha stimato la popolazione in 80 esemplari.

IL LUPO E IL SUO ‘IBRIDO’ PER SALVARE LA SPECIE.
Nel 1970 in Italia erano presenti solo 200 esemplari, ora la specie del lupo dovrebbe contarne all’incirca tra i 600 e i mille distribuiti su tutto il territorio nazionale, isole escluse. A confermare il ripopolamento non solo gli studi dei ricercatori ma anche gi avvistamenti, sempre più numerosi e non solo durante l'inverno, nei pressi dei centri abitati. Accanto ai lupi, però, viene segnalata anche la presenza di soggetti cosiddetti 'ibridi' nati dall'unione con cani-lupo. Si tratta, in realtà, di un progetto che ha ottenuto uno stanziamento di 2 milioni di euro e curato dall'Università della Sapienza di Roma, dal WWF Italia, dal Parco Regionale della Maremma e dalla Comunità Montana del Monte Amiata con la collaborazione della ASL 9 di Grosseto.


[Orso bruno]

VISIONI, SCOIATTOLI GIAPPONESI E NUTRIE, LE SPECIE STRANIERE CON CITTADINANZA ITALIANA.
Tra gli animali selvatici, viene segnalata una forte presenza di specie non autoctone, importate in cattività, da Paesi anche extra europei e che, per circostanze diverse, hanno riconquistato la libertà trovando un loro secondo habitat naturale tra le montagne italiane. Come ad esempio i visoni, gli scoiattoli giapponesi e le nutrie, che ormai godono pienamente della cittadinanza italiana. Di visoni ne sono stati 'liberati' ben 1.400 lo scorso gennaio per mano di alcuni animalisti che, in provincia di Mantova, hanno tagliato le reti dell’allevamento dove si trovavano. I visoni, nati in cattività, sono stati quasi tutti catturati, mancano all'appello un centinaio di capi che andranno ad infoltire il numero di quelli selvatici. Anche gli scoiattoli giapponesi, che hanno un areale originario che si estende dalla Russia ad est degli Urali, alla Cina centro-settentrionale e che vivono anche sull'isola di Hokkaido in Giappone, importati come 'animali di compagnia', devono la loro diffusione a liberazioni più o meno fortuite ed hanno trovato un trovato asilo ovunque, parchi pubblici compresi. Le nutrie poi, tramontata la passione per la pelliccia (il "castorino"), stanno vivendo una nuova giovinezza e sono ormai diffusissime in fiumi e laghi. Alcune colonie sono addirittura ben radicate in alcune ville romane.


[Visone]

ANIMALI ESOTICI, CHE PASSIONE!
Riguardo ai rettili le specie non autoctone segnalate sono soprattutto le iguane e le tartarughe carnivore (tartaruga dalle orecchie rosse): originarie del sud degli Stati Uniti, queste tartarughe sono vendute come animali d'acquario, ma spesso vengono poi rilasciate di notte. Nello studio non viene segnalata la presenza di coccodrilli, anche se sembra che l'importazione clandestina dei piccoli sia abbastanza fiorente, salvo poi liberarli attraverso gli scarichi domestici quando iniziano a raggiungere loro dimensioni adulte. Se non sono presenti allo stato selvatico è perché in inverno la temperatura dei nostri laghi e mari scende al di sotto dei 15 gradi, minimo indispensabile per garantire la sopravvivenza di questi rettili.



[Tartaruga dalle orecchie rosse. Fonte: Alessio Di Leo]

LA LEGGE ITALIANA DICE CHE…
In materia di animali selvatici, la legislazione italiana è molto severa sulla detenzione in casa di specie non autoctone che, naturalmente, non possono neanche essere messe in libertà quando la 'passione' finisce o l'animale non è più gestibile. Gli animali 'esotici' per avere libero ingresso nel nostro Paese devono, innanzitutto, non appartenere a specie a rischio d'estinzione ed essere presenti nelle liste degli animali di cui è ammessa l'importazione. Attualmente si stima che, tra import legale ed illegale, il valore del mercato sia di 2 miliardi di euro l'anno. Un settore fiorente nel quale vanno per la maggiore i rettili, con una predilezione per i pitoni e, naturalmente, gli uccelli. L'Italia è tra i primi 5 Paesi europei per l'importazione di uccelli vivi, tanto che ogni anno ne arrivano circa 100mila. Un primato che va pari merito con l'import delle pelli dei rettili, 2,5 milioni l'anno.