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INTERVISTA - Salute migrante: ecco cosa cambia nella Guida aggiornata dell'ISS

Matteo Schwarz e Lucia Pugliese del Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell'Istituto Superiore di Sanitą illustrano le integrazioni sul vademecum operativo per l'assistenza agli stranieri sia regolari che non

Salute migrante si cambia. Due anni dopo la sua prima pubblicazione, l'Istituto Superiore di Sanità aggiorna la Guida 'Accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative' dedicata ai migranti sull'assistenza socio-sanitaria in Italia. Un nuovo vademecum più ricco di informazioni non solo medico-sanitarie ma anche legali divise in sei sezioni accesso ai servizi socio-sanitari e di assistenza alla persona straniera regolarmente soggiornante; accesso ai servizi socio-sanitari e di assistenza della persona straniera non regolarmente soggiornante; accesso della persona straniera alle cure, in base agli Accordi internazionali bilaterali tra l'Italia e i singoli Stati; accesso ai servizi socio-sanitari e di assistenza del cittadino dell'Unione Europea; divieti di espulsione e protezione internazionale; facsimile di documenti/certificati. 

Un capitolo è, inoltre, dedicato agli stranieri che per particolari condizioni, sono riconosciuti sotto protezione internazionale e per le quali vige il divieto di espulsione, ad esempio le donne in gravidanza. La nuova edizione tratta anche le nuove disposizioni vigenti in materia di assistenza transfrontaliera. Per cercare di comprendere meglio motivazioni ed obiettivi, sono intervenuti direttamente Matteo Schwarz e Lucia Pugliese del Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell'ISS:

Perché l’esigenza di aggiornare la Guida operativa dell'ISS?
"Il maggiore impulso è stato dato dal recepimento della Direttiva 2011/24/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, recepimento avvenuto con Decreto Legislativo del 4 Marzo 2014 N. 38 che si affianca ai Regolamenti di sicurezza sociale. Con l'introduzione di questa nuova normativa si è data maggiore possibilità di usufruire di cure sanitarie negli altri paesi dell'UE. Ovviamente, essendo la materia "in itinere", sono previsti altri aggiornamenti sulla scia dell’adeguamento normativo".

Cosa cambia rispetto alla prima edizione, quali sono le nuove indicazioni?
"Oltre all’aggiornamento, è stata inserita una sezione dedicata ai cittadini dell'UE e della EEA (Area Economica Europea) con una trattazione accurata dell'assistenza transfrontaliera. Sono stati, inoltre, inseriti riferimenti ai principali centri per l'immigrazione, distinguendoli per tipologia e funzioni".

Nella guida sono elencati i fac-simile dei moduli da presentare, ma gli stranieri, in particolare gli irregolari, sono informati sulle modalità di acquisizione di tali moduli?
"La finalità prioritaria della guida è quella di fornire un utile strumento operativo, soprattutto ai soggetti che si trovano a dover rispondere alle numerose richieste di assistenza e di informazione che provengono dalle persone immigrate. Gli operatori socio sanitari sono formati per seguire le persone straniere nello svolgimento dell'iter".

Le persone straniere senza permesso di soggiorno possono accedere alle cure urgenti ed essenziali, questo ciò significa che di fronte ad una malattia cronica o invalidante non possono essere presi in carico dal Servizio Sanitario Nazionale?
"Tutti hanno universalmente diritto alle cure. Le persone straniere prive di permesso di soggiorno e i cittadini comunitari privi di iscrizione anagrafica hanno diritto ad accedere alle cure urgenti ed essenziali ancor che continuative utilizzando il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente e del codice ENI (Europeo Non Iscritto) Per cure urgenti si intendono le cure che non possono essere differite senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona. Per cure essenziali si intendono le prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell'immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti)".

Come sono tutelate le persone appartenenti ai Paesi con i quali l'Italia non ha stipulato accordi internazionali?
"Alle persone straniere, appartenenti a stati non facenti parte dell’elenco degli stati con i quali l'Italia ha redatto accordi bilaterali, potrebbe non essere garantita l'assistenza sanitaria per questo motivo è opportuno che stipulino una polizza assicurativa come è previsto da DLvo 286/98 art. 34, comma 3".

MATERIALI
- Guida operativa dell'Istituto Superiore di Sanità 'L'accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative'