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INTERVISTA - Endocrinologia, Borretta: "Dalla ricerca un farmaco per contrastare il diabete mellito"

Combatte il diabete 'tipo 2' e nello stesso tempo fa dimagrire, risolvendo così anche il problema dell'obesità, tra le prime cause scatenanti la malattia. Lo specialista: "Sono comunque fondamentali prevenzione e diagnosi precoce della malattia".

» Salute e Prevenzione Tatiana Battini - 24/10/2011

Conosciuto da millenni, il diabete di 'tipo 2' o mellito è un disturbo che causa l'aumento di zuccheri nel sangue. È considerata una malattia 'del benessere' perché è strettamente legata a fattori ambientali quali la sovralimentazione e la sedentarietà, tipiche dei Paesi industrializzati. Curiosamente, la grande incidenza della malattia ha investito anche le aree meno sviluppate della Terra. 

DIABETE 'TIPO 2' O MELLITO NEL MONDO E IN ITALIA. Nel mondo, tra i Paesi più colpiti da questa malattia troviamo Stati Uniti (10 per cento della popolazione) e Asia (7,6 per cento della popolazione). Se nel 2010 si stimavano nel globo 285 milioni di persone afflitte da diabete mellito, nel 2030 saranno 438 milioni, con una progressione di 21mila nuovi casi al giorno. Percentualmente, in Italia sono circa tre milioni le persone (diagnosticate e seguite) affette da diabete 'tipo 2': si tratta del 4,9 per cento della popolazione, mentre si calcola che per circa un milione di persone affette da diabete 'tipo 2' non ci sia stata diagnosi (1,6 per cento della popolazione), e che 2,6 milioni di persone abbiano difficoltà a mantenere le glicemie nella norma (4,3 per cento della popolazione). Tra vent'anni gli italiani diagnosticati con diabete saranno ben cinque milioni (Fonte: Diabete Italia).

DIABETE 'TIPO 1' NEL MONDO E IN ITALIA. Il diabete 'tipo 1' è una malattia autoimmune che distrugge le betacellule del pancreas dove è prodotta l'insulina. Essendo necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona con questo tipo di diabete deve assumere insulina dall'esterno e fare in modo di averne sempre la quantità giusta nel sangue. Tale malattia insorge spesso in età pediatrica. In Italia, ogni anno si rilevano 84 casi ogni milione di persone (5mila casi). Si stima che attualmente le persone affette da questo tipo di diabete siano circa 250mila e l'incidenza è in crescita. Anche in altri Paesi industrializzati si è riscontrato un aumento del diabete 'tipo 1'. Nel 2010, a livello globale, ammontavano a 480mila i bambini e i ragazzi (tra gli 0 e i 14 anni) colpiti da diabete 'tipo 1', dei quali 110mila in Europa (Fonte: Diabete Italia).

In occasione del congresso nazionale dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) organizzata a Udine dal 14 al 16 ottobre, sono state illustrate e discusse le innovazioni più importanti in ambito diabetologico. "In sede congressuale abbiamo affrontato il tema del diabete, concentrando per lo più l'attenzione sugli aspetti clinico-pratici legati alla malattia, analizzando le cause alla base del proliferare del diabete mellito (tipo 2) e le forme di diabete nella donna in gravidanza". Per fare il punto sulle nuove cure legate al diabete e conoscere più approfonditamente le varie tipologie della malattia, abbiamo raggiunto telefonicamente il dottor Giorgio Borretta, presidente dell'Ame e direttore di Endocrinologia, diabetologia e metabolismo presso l'Azienda ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo:

Escludendo il diabete tipo 1 e 2, esistono altre tipologie?
"Esistono altri tipi di diabete, meno preoccupanti, come ad esempio il diabete gestazionale che insorge in gravidanza e sparisce spontaneamente dopo il parto, e altre tipologie di diabete causate da farmaci o da disturbi che possono a loro volta far insorgere il diabete, come le malattie del pancreas o vari disturbi ormonali".

Come mai durante la gravidanza può insorgere il diabete?
"La causa è ormonale: sappiamo che la gravidanza è una fase in cui si verificano cambiamenti metabolici molto intensi, tali mutamenti possono favorire l'insorgenza del diabete: donne che prima della gravidanza non erano colpite da questa malattia, durante il periodo gestazionale possono sviluppare una forma di diabete che, fortunatamente, nella quasi totalità dei casi sparisce dopo il parto".

Quanto incide il diabete gestazionale sulla popolazione femminile italiana?
"Non è molto comune, anche se negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento dei casi nei Paesi industrializzati, sia perché le donne hanno gravidanze in età più avanzata, sia perché nella popolazione femminile in generale riscontriamo un aumento del peso corporeo, seppur di lieve entità, e sappiamo che l'adiposità favorisce l'insorgenza del diabete".

Al diabete 'tipo 2' sono più predisposte le donne o gli uomini?
"Secondo un recente studio scozzese il diabete mellito ha un'incidenza maggiore sugli uomini. Dipende, probabilmente, dalla diversa distribuzione di grasso nell'organismo maschile e femminile. Con l'avanzare dell'età, però, aumenta anche la percentuale di donne affette da diabete".

Le statistiche registrano un aumento dei casi di diabete in tutto il mondo, da quali fattori dipende questo fatto?
"La causa principale è la sovralimentazione (e relativa obesità) combinata a un tipo di vita sedentario, tipico della nostra società. Per questo il diabete è spesso visto come una 'malattia del benessere', che ha avuto un forte sviluppo con la crescita economica globale e la relativa sovralimentazione. Occorre dire che, per paradossale che possa sembrare, un picco di casi di diabete si registra anche nelle zone meno sviluppate del mondo, che iniziano a migliorare da pochi anni le condizioni di vita e ad accedere a diversi tipi di cibo. In queste zone del globo risulta forte la differenza di incidenza del diabete a seconda del ceto sociale: nelle persone benestanti l'incidenza è minore, mentre i casi più numerosi si registrano tra le persone più povere, perché la loro dieta alimentare è scarna e sbilanciata".

Come arginare un tale aumento della malattia su scala mondiale?
"Attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce. La prevenzione deve agire sui fattori predisponenti, in questo caso l'obesità. Riducendo questo problema sociale calerebbe automaticamente l'incidenza del diabete mellito. E naturalmente attraverso la diagnosi precoce, che permette di impostare una cura più efficace per il paziente".

Esistono nuove cure per il diabete mellito?
"Si, esistono nuovi farmaci che si stanno rivelando rivoluzionari rispetto a quelli utilizzati finora nella cura della malattia. Nell'arco di 20-30 anni, i farmaci per la cura del diabete hanno subito molte variazioni, come è naturale che sia, però sono rimasti sempre gli stessi dal punto di vista del meccanismo di funzionamento: tali medicinali curavano il diabete ma aumentavano al contempo il peso corporeo. Questi nuovi farmaci, invece, hanno una modalità di azione totalmente innovativa e duplice: curano il diabete e contribuiscono alla perdita di peso sconfiggendo l'obesità che, abbiamo detto, è la principale causa di diabete nel mondo".

Su cosa agiscono questi nuovi farmaci?
"Agiscono sul sistema ormonale gastrointestinale, da un lato stimolando la produzione di insulina e dall'altro riducendo la sensazione di fame. In questo modo si ha un calo progressivo del peso corporeo. Questo duplice effetto rende tali farmaci perfetti per la lotta al diabete mellito e all'obesità".

Tale farmaco potrà essere utilizzato per curare l'obesità in generale?
"Sono già state registrate evidenze di efficacia in tal senso, ma ancora non disponiamo dell'autorizzazione da parte degli organi regolatori. È comunque probabile che in un futuro non troppo lontano potranno essere utilizzati tali farmaci per contrastare l'obesità, dato che questa espansione epidemica genera quella del diabete".

La Sardegna e la Finlandia hanno un'incidenza di casi di diabete 'tipo 1' tra le più alte al mondo: da cosa dipende?
"Si tratta in entrambi i casi di popolazioni che, nei secoli, si sono mischiate poco con altre popolazioni e dunque il patrimonio genetico non è mutato molto. Sfortunatamente lo scarno scambio genetico ha fatto sì che l'organismo selezionasse (geneticamente) una predisposizione al diabete del tipo 1 che, a differenza del 'tipo 2',  è auto-immune, non risente particolarmente dei fattori ambientali e affligge per lo più i bambini. Attualmente non sappiamo ancora quali cause, a livello genetico, facciano insorgere questo tipo di diabete".

L'unica cura per il diabete 'tipo 1' è l'insulina?
"Si. Esiste un'esigua percentuale di casi di trapianto del pancreas per questo tipo di diabete, ma nella maggioranza dei casi, dato che la malattia colpisce i bambini, si tende ad evitare il trapianto soprattutto perché la terapia anti-rigetto, cui devono sottoporsi a vita tutti coloro che hanno subito un trapianto, è di una pericolosità tale da rendere i rischi legati a un'operazione del genere superiori ai benefici".

LINK
- Diabete Italia
- Associazione medici endocrinologi (Ame)