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Pitiriasi di Gilbert: i consigli dell'esperto sulla patologia

Del Sorbo, medico e docente di dermatologia cosmetica, ci spiega sintomi, cause e come curare la malattia benigna della pelle derivante dagli herpes virus 6 e 7, oltre che dallo stress. Dal suo sito lo specialista risponde alle domande dei pazienti.

» Patologie Valentina Marsella - 07/02/2010
Fonte: www.hospitaldelmar.cat

È una malattia della pelle che non tutti conoscono, e quando si manifesta tende a terrorizzare. Ma è innocua e soprattutto, non contagiosa. Si chiama pitiriasi rosea di Gibert, perché prende il nome dal dermatologo parigino Camille Melchiorre Gilbert, che ne parlò alla fine del 1860 nel suo 'Traitè pratique des maladies de la peau et de la syphilis'. Per conoscere più da vicino le cause e la cura di questa patologia cutanea benigna, abbiamo intervistato Antonio Del Sorbo, medico specialista e docente di dermatologia cosmetica presso l'Università degli Studi di Salerno. 

Dottor Del Sorbo, non tutti conoscono questa malattia, le sue origini e i vari studi in materia. Di cosa si tratta esattamente?
"La pitiriasi rosea di Gibert è una malattia della pelle a decorso benigno ed autorisolutivo caratterizzata dalla comparsa di una chiazza madre iniziale (medaglione di Gibert) alla quale fa seguito un'eruzione di tante piccole chiazze diffuse al tronco, al collo e alla radice degli arti. Le chiazze rosee aumentano nel giro di pochi giorni ed il paziente spesso giunge terrorizzato al momento della visita dermatologica. Il prurito può essere minimo o addirittura mancare del tutto. Nei rari casi di pitiriasi rosea particolarmente pruriginosa, l'applicazione di creme emollienti può migliorare molto la sintomatologia clinica. Nei meccanismi alla base della malattia, si attribuisce oggi un ruolo importante alle infezioni da herpes virus HHV6 e HHV7".

Quante persone ne soffrono mediamente e quali sintomi causa?
"La pitiriasi rosea rappresenta circa il 2 per cento di tutte le visite dermatologiche e si stima nella popolazione generale un'incidenza di circa lo 0.14 per cento. La malattia, tranne nelle rare forme pruriginose, non crea particolari disturbi al paziente. L'inestetismo dovuto alla diffusione delle macule rosee su gran parte del corpo (il viso non è quasi mai interessato), regredisce nel giro di alcune settimane".

Da cosa dipende il manifestarsi della pitiriasi? 
"Nonostante oggi si attribuisce notevole importanza alle infezioni da herpes virus 6 e 7, la pitiriasi rosea non è una malattia contagiosa. Come avviene per le altre malattie erpetiche, i periodi di stress possono associarsi a questo fenomeno".

Quale terapia necessita la malattia e in quanto tempo si risolve?
"La forma classica di pitiriasi rosea regredisce solitamente nel giro di 4-6 settimane. Le terapie dermatologiche sia topiche (es. creme emollienti) che sistemiche (es. antistaminici nei casi di prurito intenso) consentono, sotto la guida del proprio dermatologo, di velocizzare i tempi di guarigione. Esistono tuttavia delle varianti cliniche con decorso più lungo (es. pitiriasi rosea persistente o atipica). La visita dermatologica è importante per distinguere questa patologia benigna ed autorisolutiva, da altre situazioni simili (es. sifilide secondaria, psoriasi guttata, tigna corporis, etc) che meritano invece molta più attenzione sia sul piano diagnostico che terapeutico. In particolare, la comparsa di chiazze rosee in gravidanza riveste notevole importanza, entrando in diagnosi differenziale con la roseola sifilitica e con l'eruzione polimorfa della gravidanza (PUPPP)".

Cosa può fare una persona peravere un consiglio qualora manifestasse i sintomi di questa patologia?
"La visita specialistica presso il proprio dermatologo di fiducia è l'unico modo attendibile per avere una diagnosi concreta ed una terapia mirata. Quanti, invece, cercano una prima risposta in rete rispetto alla pitiriasi di Gilbert o altri argomenti dermatologici o venereologici, possono consultare il sito web www.ildermatologorisponde.it. Un servizio di orientamento gratuito, dove è possibile accedere a materiali informativi e partecipare al forum tematico, fermo restando però, che un servizio conoscitivo di questo tipo non sostituisce la visita presso il proprio medico di fiducia che, ripeto, è doveroso fare".