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Autismo: Bambin Gesù, 'Facciamo breccia' nel muro dell'incomunicabilità

Dopo la prima struttura aperta nel 2010, nasce a Roma il secondo Centro per il trattamento precoce dell'autismo nei bambini da 6 a 12 anni. Vicari: "Dalla nostra esperienza sostegno alle famiglie e percorsi di cura efficaci"

» Patologie Redazione/GP - 02/04/2012

Era il marzo del 2010 quando, a Roma, nasceva 'Una breccia nel muro'[1], il primo Centro italiano per i bambini autistici dai 2 ai 6 anni e le loro famiglie nato dalla collaborazione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con l'Associazione di volontariato che dà il nome al Centro e l'Opera don Calabria. A due anni di distanza, nella Giornata mondiale dell'autismo il 2 aprile 2012, il nosocomio romano inaugura l'attività del nuovo Centro del progetto 'Facciamo Breccia' per il trattamento precoce della sindrome autistica rivolto, questa volta, a bambini da 6 a 12 anni.
 
L'apertura della nuova struttura, che potrà ospitare fino a 40 bambini ogni anno, rappresenta, dunque, la naturale estensione del percorso intrapreso due anni fa per garantire a chi è affetto da autismo una diagnosi quanto più precoce possibile ed un trattamento intensivo che, in accordo con le linee guida dell'Istituto Superore di Sanità, assicuri altissime percentuali di efficacia portando i bambini trattati a un tangibile miglioramento della capacità di comunicare e di socializzare, di articolare il linguaggio e di reagire agli stimoli esterni.
 
A tutt'oggi, nel mondo sono 67 milioni le persone affette da autismo, circa una su 150, soprattutto maschi. Essendo questa una patologia con vari livelli di gravità, i pazienti hanno difficoltà di relazione e comunicazione, spesso questa barriera le separa anche dalle persone a loro più vicine, come ad esempio i genitori. Considerata la vastità di questodisturbo, in Italia sono molto rare le iniziative per accompagnare le famiglie nel difficile percorso socio-sanitario, terapeutico ed educativo, in grado di fronteggiare le enormi difficoltà legate alle complesse dinamiche della sindrome autistica. Ecco allora che il Centro per il trattamento dell'autismo si pone, quindi, come un sostegno concreto per i genitori di bambini autistici in età scolare, che è poi la fase dell'infanzia in cui i problemi di sviluppo e di relazione con i coetanei diventano particolarmente evidenti, che si sentono smarriti di fronte alla "palude" dei trattamenti non scientificamente validati.

"I due Centri Facciamo Breccia nascono per rispondere alle richieste che le famiglie di bambini autistici ci rivolgono quotidianamente - ha detto Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. Se è importante infatti una diagnosi precoce e tempestiva, è fondamentale che questa sia seguita da un percorso di cura che possa sostenere le angosce delle famiglie e garantire uno sviluppo armonico del bambino". "Grazie all'esperienza maturata dal nostro Ospedale - ha concluso - ci sentiamo fortemente coinvolti in questo processo e siamo in grado di proporre oggi percorsi di cura che si sono dimostrati efficaci e riconosciuti a livello internazionale. Anche così i genitori troveranno utili strumenti per difendersi da proposte di cura inefficaci e talvolta addirittura dannose".

La struttura del nuovo Centro 'Facciamo Breccia' è composta da ambienti appositamente pensati per accrescere l'autonomia e le capacità relazionali dei piccoli come un laboratorio per attività di informatica, musica, motricità; un'area didattica; quattro stanze che riproducono ambienti scolastici o domestici e familiari (cucina e bagno "di casa"), oltre a 5 aree ad hoc per i trattamenti one-to-one. Il programma terapeutico intensivo dura 18 mesi, coinvolge 40 bambini (alcuni dei quali - i casi più gravi - provenienti dal percorso precedente), prevede la gestione dell'inserimento scolastico e dell'integrazione sociale dei piccoli a vari livelli e in diversi contesti, nonché la formazione dei genitori alla costante applicazione del metodo per poter interagire nella maniera più idonea con i propri figli anche a casa.

Il trattamento Per ciascun bambino viene definito un programma personalizzato, modulando il percorso sulla base della gravità del disturbo, del sistema familiare e scolastico di riferimento. L'obiettivo è il miglioramento della comunicazione funzionale e adattiva, la riduzione dei comportamenti problematici negli ambienti naturali, l’accrescimento del grado di autonomia nella vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, mangiare), delle competenze sociali e l’aumento del livello di apprendimento a scuola, sollecitando le aree funzionali nelle quali mostrano di emergere (attività motorie, pittura, musica, uso della tecnologia). "Nelle sue diverse manifestazioni e livelli di gravità, l'autismo ha un'incidenza significativa nella popolazione - ha spiegato il presidente dell'Associazione di volontariato 'Una breccia nel muro', Alberto Zuliani -. I trattamenti sono molto costosi, insostenibili per la grande maggioranza delle famiglie". "Per questi due motivi - ha aggiunto -, il problema dell'autismo diventa nazionale e non soltanto nel nostro Paese. I trattamenti che hanno dimostrato scientificamente la loro efficacia sono quelli neo-comportamentali ai quali orientano le recenti Linee guida dell'Istituto superiore di sanità". 

INFORMAZIONI
Centro 'Una breccia nel muro'
presso Opera don Calabria
via Giovanbattista Soria, n° 13
Dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 17.30.
Tel. 06/95948587
E-mail: info@unabreccianelmuro.it

DOCUMENTI
- Linee guida sull'autismo (Pdf)

LINK
- Una breccia nel muro

NOTE
[1]
L'Associazione di volontariato 'Una breccia nel muro' è impegnata da due anni nel trattamento precoce dell'autismo per bambini da 18 mesi a 6 anni, secondo un approccio terapeutico basato sull'evidenza (ABA-VB) che ha dato ottimi risultati, andati oltre ogni aspettativa e sottoposti alla valutazione della comunità scientifica internazionale. Finora, infatti, sono stati trattati 100 bambini.