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L'ESPERTO - Botulino: Marciani, "l'uso estetico è meno interessante rispetto all'impiego clinico"

A Natale è stato uno dei trattamenti più richiesti, ma è quello clinico l'ambito nel quale lo studio del botox va intensificandosi. E tra le novità in dermatologia estetica anche l'uso per curare l'acne: "I risultati sono stati molto incoraggianti"

Tra i settori in Italia che reggono qualsiasi tipo di crisi, ci sono senza dubbio i cosmetici e i ritocchi estetici. Questi ultimi, in particolare, si sono rivelati una vera e propria gallina dalle uova d'oro soprattutto nel periodo natalizio. Secondo gli ultimi dati, infatti, la vanità degli italiani, lui e lei senza distinzione, ha fatto schizzare in alto il carnet delle richieste, sfiorando il +20 per cento. Tra queste, le iniezioni di botulino a correzione di piccole rughe ed inestetismi, sono andate per la maggiore. Insomma, che si sia favorevoli o contrari poco importa, oramai la tossina botulinica è entrata appieno nei trattamenti medico-estetici più praticati anche se, nel tempo lo studio della tossina botulinica ha prodotto una serie di novità soprattutto in ambito clinico.

"Dai primi studi degli anni '70, molto è cambiato nell'uso della Tossina Botulinica - ha spiegato Daniela Marciani, Docente Master Dermatologia Estetica presso l'Università Tor Vergata di Roma -. Risale al 1991, da parte della Food and Drugs Administration (FDA), la prima autorizzazione in ambito clinico nella terapia di strabismo, blefarospasmo e distonia cervicale". "Da allora - ha aggiunto - in questi 20 anni, gli studi e l'uso di questo farmaco (registrato, approvato e sottoposto a rigidi controlli in tutti i Paesi del mondo che ne fanno uso), si sono ampliati tanto che ad oggi possiamo affermare che l'uso estetico, approvato dell'FDA  negli USA già dal 2002 e nel 2004 in Europa, è sicuramente il più famoso, ma il meno interessante da un punto di vista scientifico rispetto al suo impiego in ambito clinico".

IMPIEGO DELLA TOSSINA BOTULINICA NELL'ULTIMO ANNO. "In quest'ultimo anno, in Europa,  la lista di patologie per le quali è autorizzato l'uso con successo della Tossina Botulinica si è ulteriormente allungato - ha sottolineato la dottoressa Marciani -. Attualmente troviamo blefarospasmo, spasmo emifacciale, distonia cervicale, spasticità focale (anche in età pediatrica), iperidrosi, emicrania cronica e vescica iperattiva". "Mentre per quel che riguarda l'uso estetico già approvato nel 2004 per le rughe glabellari, possiamo dare l'anticipazione ufficiale dell'autorizzazione dal 2013 per le rughe perioculari (le cosiddette zampe di gallina)".

LA QUESTIONE SICUREZZA DEL FARMACO. "Quanto appena espresso, non può che dissipare ogni dubbio sull'efficacia, ma soprattutto sul profilo di sicurezza del farmaco", ha tenuto a precisare la dermatologa estetica, evidenziando che "in Italia (in nessun'altro Paese è stata messa in discussione la sicurezza della Tossina Botulinica), per fare clamore, si è giocato molto sulle parole 'veleno', 'uccide', 'migra al cervello', etc. Tuttavia gli studi scientifici e le pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di 20 anni di ricerca, hanno evidenziato un profilo di sicurezza del farmaco elevato.

NANOTECNOLOGIE IN DERMATOLOGIA ESTETICA E IL MONITORAGGIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA. Tra le novità derivate dallo studio  medico-estetico la dottoressa Marciani ha poi illustrato quelle relative alle nanotecnologie. "Il 'nanocosmo' - ha spiegato - è il mondo infinitamente piccolo, già presente in natura. Le nanoscienze sono in piena espansione in tutti i settori, non solo quello medico. Un nanometro corrisponde ad un miliardesimo di metro. Le nanotecnologie aprono la strada allo sviluppo di nuovi sistemi innovativi di somministrazione mirata di farmaci o sostanze". Ecco perché "l'industria cosmetica è diventata un importante sponsor per la ricerca sulle nanotecnologie. In molte creme cosmetiche e prodotti per il make-up il principio attivo è 'contenuto' in una nanoparticella".

"In dermocosmesi - ha proseguito -, le protezioni solari, sono state le prime formulazioni ad avvalersi di questa tecnologia sfruttandone le capacità schermanti  verso i raggi UV dell'ossido di zinco, eliminando la patina opaca e biancastra delle formulazioni tradizionali. Affinché le nanoparticelle possano avere un reale effetto terapeutico, devono oltrepassare la barriera cutanea ovvero lo strato corneo". "Tuttavia, la loro capacità di penetrare la cute - ha avvertito la Marciani -, potrebbe anche provocare effetti collaterali; occorrono, quindi, ulteriori e approfonditi studi prima di definirle 'curative', anche se si tratta senza dubbio di un settore della ricerca in cui c'è molta aspettativa". Ed è proprio qui che diventa centrale il ruolo del Parlamento Europeo che ha da poco istituito una Commissione Europea per vigilare su tutti gli effetti di studio e sperimentazione.

LE TERAPIE INNOVATIVE NEL CAMPO DELL'ACNE. E poi lei, l'acne, la dermatosi infiammatoria più temuta dagli adolescenti. "Per la sua diffusione (circa un terzo dei soggetti caucasici ne è affetto) è stata oggetto negli ultimi 50 anni, di studi approfonditi - ha spiegato l'esperta -. I risultati sono stati molto incoraggianti: ai giorni nostri non si osservano più visi deturpati da forme di acne grave, grazie all'uso di terapie sistemiche e topiche innovative". Tra le ultime in questo campo, "va posta particolare attenzione all’associazione di luce pulsata, che agisce direttamente sulla ghiandola sebacea funzionando come seboregolatore, associando una potente azione antibatterica. L'acido aminolevulinico, il 5-ala, utilizzato prima del trattamento con la luce pulsata ha, a sua volta, azione seboregolatrice e antibatterica; la sinergia delle due metodiche ha inoltre la capacità di ridurre gli esiti ipercromici e le cicatrici". "La fotodinamica - ha concluso - è realizzata, invece, attraverso l'impiego della luce pulsata invece delle lampade solari si avvale degli effetti benefici di due metodiche ben conosciute in ambito dermatologico".