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INTERVISTA - Near Death Experience: "Io, passeggero tra le nuvole, vi racconto il mio ritorno dalla morte!"

"Esiste la vita dopo la morte o è solo uno stato allucinatorio creato dal nostro cervello in stato di pre-morte?" A questa domanda prova a rispondere Francesco Fagiolo protagonista nel 2009 di un'episodio N.D.E. che lo ha reso un uomo diverso. Ecco perché

» Cronaca Medicina e Salute Francesca Nanni - 01/03/2016

ROMA - Din don! Quando la porta di casa Fagiolo si apre ad accogliermi ci sono entrambi: Francesco e Francesca, marito e moglie, alti, imponenti ma soprattutto sorridenti, con gli occhi trepidanti. Hanno atteso questa intervista per settimane: l'hanno cercata e voluta con l'educazione e il garbo chi ha tanto da raccontare ma non vuole disturbare pur fremendo, ed ora finalmente, dopo due incontri preliminari, si apprestano a consegnarmi la loro storia con la stessa forza e coraggio con cui affrontano la loro vita insieme.

Quella di Francesco Maria Fagiolo, però, è una vicenda difficile da raccontare: è la storia della sua morte e del suo ritorno da essa ad una seconda vita. È la storia di una Near Death Experience (N.D.E), in Italia conosciuta come 'stato di pre-morienza', di cui è stato protagonista nel 2009 e che apre a quesiti per lo più insoluti, il più discusso dei quali è se esista o meno una vita al di là. Un tema misterioso che si scontra spesso con lo scetticismo di chi non crede o non vuole affrontare l'argomento perché, come spiega il medico e scrittore statunitense Raymond Moody Jr nel suo libro 'La vita oltre la vita', "la morte è un argomento tabù. Venire in contatto con essa ci costringe a rivalutare la prospettiva della nostra morte, rendendola reale e palpabile".

Ma andiamo con ordine. Al momento in cui questa storia ha inizio, Francesco Maria Fagiolo, romano doc, napoletano d'adozione, ha 51 anni. Ha il suo lavoro, la sua vita, la sua passione per il collezionismo. È un geometra e da circa trent’anni lavora come imprenditore edile insieme a suo padre, attività proseguita in modo florido anche dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2008. Nel tempo libero si divide tra amici, libri, ricerca di oggetti da collezionare e varie attività culturali. Il 24 novembre del 2009, però, un colpo di coda della vita, costringe Francesco a resettare all'improvviso tutta la sua esistenza. Da qualche giorno ha uno strano malessere, ma dopo un controllo in un Pronto Soccorso romano viene subito dimesso con diagnosi di "stato presincopale da stress". Due giorni dopo, però, il 26 novembre, persistendo ancora il dolore, su consiglio telefonico del cardiologo alla fidanzata, Francesco viene accompagnato dal suo collaboratore in un altro ospedale della Capitale. Agitazione e preoccupazione prendono il sopravvento sulla roccia che lui è sempre stata soprattutto perché di lì a poco è fissata la data del suo matrimonio con Francesca Romana. È debole e affannato ma è lei il suo pensiero costante anche quando prima dell'ultimo battito sussurra al medico del Pronto Soccorso: "La prego mi aiuti, sto per sposare la donna che amo!".

Un rumore sordo e Francesco cade esanime a terra. Dentro di lui il buio, fuori un'affannosa battaglia contro un cuore con zero battiti. Sessanta minuti (il massimo consentito dalla legge, ndr) di massaggi cardiaci, defibrillatore e adrenalina per una lotta impari contro la 'Nera Signora'. Sessanta minuti dopo i quali qualcuno suggerisce di dichiarare il decesso. "Non ancora!" esclama il medico che, insieme alla cardiologa e all'anestesista, tutti di turno quel giorno, continua la rianimazione per altri ventidue minuti per un totale di 82 minuti effettivi. Ed è in questo momento che accade quello che in molti chiamano con una sola parola, un "miracolo". Lentamente e flebilmente, infatti, il cuore di Francesco Maria Fagiolo ricomincia a battere e torna alla vita. La seconda!

Già, perché mentre in Pronto Soccorso i medici cercano tenacemente di rianimarlo, Francesco resta sospeso in uno stato transitorio fluttuante tra la vita e la morte che lo conduce all'interno della dimensione N.D.E, Near Death Experience. "Non ricordo di essere caduto a terra - mi racconta Francesco - ma ricordo perfettamente la sensazione di galleggiamento nell'oscurità, come se tante mani mi trattenessero e mi bloccassero, risucchiandomi nel buio. Il Male mi voleva". "All'improvviso - prosegue - una Luce dall'alto, bianca e pulsante, purissima, all'inizio piccola e tremula, poi sempre più grande e irradiante dalla forma semisferica. Quella luce era il Bene Assoluto". Poi una presenza: "Ho percepito nettamente mia madre, la sua anima. Non disse nulla - ricorda Francesco piangendo anch'esso - ma sofferente mi accarezzava i capelli in un dialogo silente con Dio come a dire 'mio figlio non è stato perfetto ma in fondo è un brav'uomo!'. Ecco, in quel preciso istante ebbi la certezza che non era giunta ancora la mia ora e che sarei tornato indietro".

Francesco Maria si ferma per un attimo, si asciuga le lacrime e, stringendo un bicchiere d'acqua tra le mani, con un profondo sospiro riprende il suo racconto: "In tutto questo non credo che la mia anima sia uscita dal mio corpo, ma dopo un po' di tempo e dopo essermi documentato in modo approfondito con tutti i libri possibili e immaginabili, capii di aver vissuto quella che negli Stati Uniti viene chiamata Near Death Experience e che ciò che avevo vissuto era stata un'esperienza reale e non frutto di immaginazione, farmaci, o autosuggestione".

Inizia così la "seconda vita" di Francesco Maria Fagiolo, oggi cardiopatico,  invalido al cento per cento con un pacemaker e tre stent nel cuore. Gli chiedo come è stato possibile tutto questo, se fino a quel 26 novembre 2009 non abbia mai avuto problemi: "Probabilmente sono sempre stato malato di cuore, fin da quando ero ragazzo - mi spiega -. Forse era ereditario visto che anche mia madre lo era. Lei é volata via mentre era in ospedale per degli accertamenti venti anni fa. Dunque, il mio stato di salute è da considerarsi congenito". In realtà, tiene a precisare la moglie Francesca Romana, "l'arresto cardiaco è stato provocato da una vasculopatia coronarica pregressa e mal curata che nel 2005 ha causato  un importante infarto del miocardio con successivo intervento di angioplastica". "La vasculopatia è degenerativa - aggiunge Francesca - e senza uno stile di vita sano ha fatto strada a una cardiopatia miocardica dilatativa post-ischemica che nel 2009 ha poi causato l'arresto cardiaco di Francesco".

Insomma, un'esperienza tanto forte quanto "devastante" che inevitabilmente cambia dal giorno alla notte la vita di chi la percorre e non senza danni. Il primo subìto da Francesco è di carattere medico e fisico: "Una volta riavviato il cuore - riprende nel suo racconto -, mi indussero in coma farmacologico per mantenere un battito regolare e stabilizzare i parametri vitali. Il mio vero risveglio effettivo è stato un incubo: ero una sorta di straccio vecchio, non autosufficiente per lungo tempo (circa tre mesi) avevo costantemente bisogno di un aiuto medico-sanitario per qualsiasi cosa". "Ho subito danni irreversibili ad una parte di memoria ed ho avuto problemi temporanei alle gambe con l'aggravante di un danno permanente riportato al cervello per la scarsa ossigenazione durante l'arresto con un peggioramento della mia già antecedente precaria situazione cardiologica". Il danno di carattere psichico, poi, è forse quello più triste non solo perché da invalido Francesco ha iniziato ad essere allontanato e schernito in vario modo da chi prima lo cercava e lo "venerava" per le sue disponibilità, ma anche perché a causa dei problemi generati dall'arresto cardiaco ha iniziato ad avere molti vuoti di memoria che rendevano difficile un qualsiasi dialogo con chiunque.

Dal quel 26 novembre 2009 sono passati ormai sei anni e mezzo: cosa rimane dentro Francesco Maria Fagiolo di tutta questa esperienza? "La Luce, la sensazione di Bene che genera e irradia Amore e che mi ha elevato dalla realtà, dal mondo che tutti conosciamo - risponde lui senza pensarci su -. Sono diventato ancora più credente ed ho compreso che lassù non contano denaro, abiti, macchine, case, beni materiali. Quando si passa "oltre" nulla di ciò che abbiamo qui viene con noi, si è vestiti solo del Bene fatto in vita. E sapesse quanto mi spendo per farlo capire alle persone che incontro, ma purtroppo invano".

Ed è questo un altro aspetto fondamentale e complesso che rende difficile parlare di questo argomento: "Molte persone oggi sono morbosamente attaccate al Dio Denaro, intorno al quale ruota tutta la loro vita. E forse, è proprio per questo motivo che non vogliono assolutamente ascoltare la mia esperienza, perché se dico loro che di là tutto questo non conta, si destabilizzano due sistemi: quello economico-lucrativo e quello personale in quanto crolla il loro punto di riferimento". La sensazione che prova Francesco oggi, tiene a precisare, "è quella di profonda tristezza nel vedere un consumismo frenato, magari esternato nelle 'basiliche del lucro'. Ciò che oggi non si comprende è che è la Luce principale punto di riferimento, il Bene è il carburante del mondo". 

Oltre a queste riflessioni, la fortissima esperienza vissuta da Francesco Maria, gli ha lasciato una serie di problemi, primo fra tutti quello di salute: la notte dorme pochissimo e quando ci riesce i suoi sogni sono popolati da incubi terrifici post traumatici tanto da aver paura di addormentarsi e di desiderare assolutamente l'arrivo delle prime luci dell'alba. Si sente straniero in un mondo che non riconosce più, "popolato di scherno, ipocrisia ed effimero senso di onnipotenza a celare l'incapacità di accettare una fragilità figlia dei nostri tempi consumistici, tecnologici e, per questo, spesso così tremendamente solitari al servizio della 'dittatura del lucro'".

A dispetto della sua apparenza estetica solida e possente, Francesco Maria è un invalido grave, che ha conosciuto e accettato la sua fragilità, trasformandola in un punto di forza. Grazie all'infinito amore di sua moglie Francesca Romana, questa forza si rigenera ogni giorno in una tenace lotta per la sopravvivenza anche se, come dice lui, è "un potenziale passeggero in attesa del fischio 'Signori in carrozza si parte!'". Lui "un passeggero tra le nuvole", che non ha proseguito il suo viaggio perché gli è stato concesso di scendere alla prima fermata per rinascere nuovamente alla Vita e all'Amore!

PER APPROFONDIRE
- Libro "Io che sono tornatodalla morte", di Bianca Maria Sezzatini e Francesca Romana Peluso per Sovera Edizioni