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Dieta mediterranea, asso nella manica per la qualità di vita dell'anziano

Il dato emerge da uno studio condotto dall'Istituto di neuroscienze del Cnr e dall'Università di Padova pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition. Il segreto? Meno carni rosse, più frutta, verdura, cereali, olio d'oliva e un bicchiere di vino

» Alimentazione Redazione - 04/01/2017

Dieta mediterranea Patrimonio dell’Umanità salva anziani. È noto infatti che questo tipo di alimentazione ha effetti positivi sulle malattie neurodegenerative, metaboliche e cardiovascolari. E oggi, per la prima volta, ora, una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che la Dieta mediterranea ha effetti positivi anche sulla qualità di vita e sui parametri connessi, come ad esempio la disabilità, la presenza di dolore, la depressione. Lo studio, nato dalla collaborazione tra l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e Nicola Veronese dell’Università di Padova, ha preso in considerazione 4.470 americani con un’età media di 61 anni.

«È la prima volta che in uno studio di questo genere vengono prese a campione popolazioni con regimi dietetici lontani da quello mediterraneo - spiega Stefania Maggi della Sezione invecchiamento dell’In-Cnr - e con una prevalenza di malattie cardiovascolari e metaboliche più elevata rispetto a quelle del Vecchio Continente.» «L’aderenza alla Dieta mediterranea è stata valutata attraverso un’inchiesta dietetica sui cibi che erano stati consumati più frequentemente nell’ultimo anno, mentre qualità di vita e aspetti a questa collegati (tono dell’umore, disabilità, dolore) sono stati valutati con scale appropriate disponibili in questo studio.»



I ricercatori hanno constatato che i soggetti che seguivano questo stile alimentare avevano una migliore qualità di vita: «In particolare una minore prevalenza di disabilità e depressione (circa il 30 per cento in meno).» «I benefici che abbiamo osservato nei soggetti esaminati sono legati all’abbondante consumo di frutta, verdura, cereali, noci, olio d’oliva, alla moderata assunzione di vino, in particolare rosso, di pesce e pollo e - prosegue la ricercatrice dell’In-Cnr - ad una bassa assunzione di uova e carni rosse; insomma, a uno stile alimentare riconducibile alla Dieta mediterranea. Un tipo di alimentazione che ha un ruolo anti-ossidante e anti-infiammatorio, con una conseguente ricaduta positiva sulla qualità di vita».

La ricerca dimostra, quindi, che questo tipo di alimentazione è importante non solo per la prevenzione di malattie ad alto impatto sociale, ma anche per migliorare la qualità di vita delle persone anziane. «La Dieta mediterranea protegge la popolazione anziana dall’infarto, riducendo il rischio di circa un terzo, dalla demenza e da altre malattie ad alto impatto sociale come il diabete. Sono ovviamente necessari altri studi per confermare questi risultati ma - conclude la Maggi - i dati ottenuti sono rilevanti perché indicano come una dieta sana abbia un impatto positivo sulla vita quotidiana delle persone».