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Energia: la Russia riduce le forniture di gas verso l'Italia. Ue scatta il piano emergenza

Secondo i dati Snam Rete Gas i flussi dell'Unione Sovietica sarebbero meno di quelli necessari al Bel Paese. E mentre la Marcegaglia esorta a "mettere mano alle riserve", il ministro Passera assicura: "La situazione č critica ma monitorata"

» Ricerca per l'Energia Francesca Nanni - 06/02/2012

Era già successo nel 2009, quando una crisi tra Russia e Ucraina per il prezzo del gas, aveva avuto come conseguenza la chiusura "dei rubinetti" verso tutta Europa, Italia inclusa, costringendola già in quella occasione a "mettere mano alle riserve". Questa volta a ridurre l'erogazione dell'oro blu è il suo maggior consumo a causa dell'emergenza freddo in gran parte dell'Europa Occidentale. Una situazione che il colosso russo Gazprom sembra non essere in grado di sostenere dovendo dividersi tra tutti i paesi che il gasdotto attraversa e che ha portato alla riduzione, secondo la Snam Rete Gas, del 17,89%, pari a 84,9 milioni di metri cubi rispetto ai 103,4 richiesti. Quindi 18,5 milioni di metri cubi in meno il fabbisogno italiano.

GAZPROM: "IL PEGGIO È PASSATO". Da parte sua Gazprom cerca di alleggerire la tensione sostenendo in un comunicato che "il peggio è passato", mentre l’amministratore delegato dell'azienda, Alexander Krulgov, ha comunque assicurato che la fornitura stabilita attraverso gli attuali contratti in corso saranno comunque  rispettati e che, una volta terminata l'emergenza, i rifornimenti riprenderanno normalmente. Dall'altra parte, inoltre, attraverso il primo ministro Mykola Azarov l'Ucraina si dice pronta "a inviare più gas in Europa", spiegando che il Paese ha coperto la maggiore richiesta di gas dovuta all'emergenza freddo grazie ai propri depositi sotterranei. "Questa maggior capienza - ha detto Azarov - può essere utilizzata per coprire la differenza fra la capacità di fornitura di Gazprom e le richieste europee".

CONFINDUSTRIA: "SI METTA MANO ALLE SCORTE". Insomma una dipendenza energetica che si fa sempre più pesante e non lascia dormire sonni tranquilli. '"Sono preoccupata. La situazione rischia di diventare critica - il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia -. Giovedì ci potrebbe essere la decisione di chiudere le aziende e su questo noi richiamiamo l'attenzione e una certa preoccupazione perché le imprese hanno già subito gli scioperi dei Tir e in alcune aree del Paese l'impossibilità di spedire la merce per problemi di maltempo". "Se a questo si dovesse aggiungere anche questo - ha aggiunto la Marcegaglia - il rischio è di creare una forte penalizzazione per le imprese. Comprendiamo il momento, però chiediamo che ci sia attenzione sul fatto che in questo momento le imprese italiano stanno vivendo una fase di difficoltà". Il numero uno di Confindustria ha quindi esortato a "mettere mano alle scorte", precisando: "Si faccia un mix di cose, però non si agisca solo sulle imprese".

MINISTRO PASSERA: "SITUAZIONE CRITICA MA MONITORATA". Così il ministro per lo dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha commentato l'emergenza gas, ammettendo la diminuzione dei flussi non solo dalla Russia ma anche dalla Francia. "Noi - ha spiegato Passera - viviamo quotidianamente con la sala di regia del gas e dell'energia. Ieri abbiamo deciso di passare a livello di allerta, perché i consumi si sono dimostrati i più alti nella storia e quindi dobbiamo essere preparati anche a richieste superiori alle previsioni". "Sono già stati attivati - ha proseguito il ministro - canali alternativi dall'Africa e da altre parti. C'è stato anche il problema del rigassificatore di Rovigo e questo ha creato ulteriore pressione. Tutti gli step ulteriori in caso di bisogno sono pronti ad essere messi in moto. Ogni giorno si fa il punto e ogni giorno si decidono le cose da fare".

UNIONE EUROPEA, SCATTA IL PIANO EMERGENZA. Secondo quanto si legge in una nota diffusa dopo la riunione del sei febbraio, stando alle procedure previste dall'Unione Europea, il Comitato per il monitoraggio del ministero dello Sviluppo economico ha previsto '"la messa in esercizio di centrali elettriche a olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico". Una decisione motivata dalle "previsioni di un prolungamento delle attuali condizioni meteo per tutta la settimana" e con il "permanere del calo di forniture dalla Russia e dai due rigassificatori disponibili (Rovigo e Panigaglia)". "In considerazione dell'eccezionale ondata di freddo, del connesso picco storico nei consumi di gas e del livello ridotto di forniture dalla Russia - sottolinea la nota -  il Comitato ha adottato nei giorni scorsi i provvedimenti necessari per gestire lo stato di allerta, consentendo di massimizzare l'erogazione dagli stoccaggi, la produzione nazionale e l'importazione da altre fonti di approvvigionamento". "Intanto - aggiungono dal Comitato - è in corso l'attivazione del contenimento dei consumi dei clienti industriali, le cui clausole contrattuali prevedano tale possibilità. Queste misure tutelano pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative".