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Risparmio energetico: a Helsinki i server scaldano la cittā
Il calore dei data center sarā utilizzato per portare acqua calda nelle case. Un progetto di Academia e Helsingin Energia, col quale la prima dimezzerā i consumi elettrici. Le banche dati producono nel mondo il 10% di CO2 e consumano l'1% della corrente.
Fonte: Immagine dal web
Fino ad oggi ci si era chiesti come raffreddare i grandi server, ma mai si era pensato ad utilizzare per riscaldare le case le enormi quantità di calore sprigionate. Così a Helsinki, la capitale finlandese, ci si appresta ad affrontare il freddo inverno nel rispetto dell’ambiente.
L'iniziativa vedrà la luce già con l'anno nuovo. Nata dalla collaborazione tra il gruppo di telecomunicazioni Academia e l'azienda elettrica Helsingin Energia, prevede che i data center della città vengano radunati in una grotta sotto il Duomo di Uspenski, una delle mete preferite dai turisti che si recano a visitare il paese scandinavo. Utilizzata durante la Seconda guerra mondiale come rifugio antiatomico, ora verrà riconvertita per ospitare il progetto.
Il calore emesso dai server verrà convogliato nel complesso sistema di teleriscaldamento della città. In questo modo, insieme ad altre fonti di energia alternativa, si potrà riscaldare l'acqua, immessa all'interno di tubi che finiscono nei termosifoni delle case, soddisfacendo il fabbisogno di 500 famiglie. Un pò lo stesso principio che a Brescia viene utilizzato per riscaldare il 70% della città, anche se al posto dei computer l'energia viene creata bruciando i rifiuti nel termovalorizzatore.
In questo modo sarà possibile "che una parte considerevole del riscaldamento nella capitale - spiega Juha Sipila, project manager di Helsingin Energy - possa essere prodotta dall'energia generata dal centro dati". Anche se per i principi della termodinamica il calore sprigionato non potrà mai essere raccolto tutto, perché esiste sempre una dispersione che crea entropia (ovvero il caos, che nella situazione specifica si traduce, semplificando molto, in effetto serra e inquinamento), si potrà contribuire a ridurre il problema della dissipazione termica, uno dei più rilevanti per i server.
Si calcola che questi grossi data base contribuiscono ad aumentare del 10% ogni anno le emissioni di anidride carbonica. Il 60% dell'energia serve per il raffreddamento, mentre solo il 40% viene utilizzato per il funzionamento delle macchine, e normalmente il calore non viene riciclato. Se il progetto dovesse rivelarsi valido questa realtà potrebbe diventare ecocompatibile, da dannosa che era per l’ambiente. Inoltre le aziende potrebbero riuscire a risparmiare fino al 50% dei propri consumi. Un vantaggio, quindi, non solo per i cittadini, che si ritroverebbero con bollette più leggere.
Fino a pochi anni fa il problema del riscaldamento dei server non era conosciuto. E mai agli albori della storia dei computer si sarebbe pensato a fenomeni del genere. Oggi i centri dati assorbono circa l'1% dell'energia mondiale e numerose sono le iniziative per il rispetto dell’ambiente. Una su tutte fu quella intrapresa da Yahoo!. I dirigenti del motore di ricerca qualche tempo fa decisero di sfruttare l'energia idroelettrica prodotta dalle cascate del Niagara per ottenere il 90% di quella che serviva ai propri macchinari. Questi venivano poi raffreddati grazie a un apposito impianto ad aria. E anche Google decise di sfruttare le onde del mare per lo stesso scopo.
Un centinaio di server saranno dunque posti nel bunker antiatomico scavato sotto il Duomo di Helsinki. In questo modo i cittadini potranno dormire sonni tranquilli visto che anche dal punto di vista della sicurezza non corrono pericoli. In più daranno, ancora una volta, un altro prezioso contributo per la salvaguardia dell'ambiente.
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