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Elettricitā: il Codacons si appella al Comitato elettrotecnico italiano

Il coordinamento di difesa dell'ambiente e dei consumatori dice no all'approvazione di norme che non riguardano la sicurezza e alle "pericolose interferenze da parte di categorie produttive e lobby di imprese".

» Mercato, Consumi Redazione - 11/01/2011
Fonte: Immagine dal web

Proprio durante le vacanze di Natale sono cadute in inchiesta pubblica, in una sorta di vacatio legis, due importanti proposte normative di particolare interesse per i consumatori, perchè riguardano gli impianti elettrici delle proprie case. Si tratta delle proposte di modifica della Norma CEI 64,  individuate con le sigle C. 1065, 'Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione, Allegato A - Ambienti residenziali (Normativo)' e C. 1066, 'Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione'.

Per il Codacons la maggior parte delle modifiche proposte non riguardano specificamente la sicurezza elettrica, ma attengono alla funzionalità ed alle prestazioni degli impianti elettrici, "con innegabile conseguenti ricadute in termini di spesa per gli utenti -si legge in un comunicato -, oneri che non sono giustificati da un corrispondente più elevato livello di sicurezza delle proprie abitazioni e/o degli impianti che servono i predetti immobili". 

In particolare, le nuove prescrizioni richiedono obbligatoriamente una dotazione minima di componenti per i nuovi impianti e per le ristrutturazioni di quelli esistenti (livello 1), anche se di piccole dimensioni. Ad esempio: 

- un minimo di 4 prese ed un punto luce per ogni locale abitativo (ad es. 5 prese per la cucina);
- un minimo di due circuiti di alimentazione (con relative protezioni a massima corrente), anche in un locale inferiore a 50 mq;
- un minimo di due interruttori differenziali per ogni appartamento;
- una presa di corrente e un punto luce in giardino, terrazzo, box, cantina, soffitta.

Il Codacons richiama il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) al suo ruolo fondamentale, a livello nazionale ed internazionale, in ordine alle problematiche riguardanti la sicurezza e chiede "di non approvare tali modifiche, le quali appaiono a tutto vantaggio di una determinata categoria di soggetti (elettricisti, imprese che producono materiale elettrico, ecc.). Devono rimanere distinte le prescrizioni obbligatorie per la sicurezza degli ambienti e delle persone da quelle attinenti alle prestazioni degli impianti -conclude il Codacons -.  In assenza di tale netta distinzione si finisce con il favorire una categoria di soggetti e si mette in seria discussione la natura di organismo terzo ed imparziale dell'ente".