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FareAmbiente: un invito a riflettere sulle fonti alternative agli idrocarburi
"Ora pių che mai dobbiamo pensare a fonti alternative agli idrocarburi ? č l'invito del coordinatore regionale Giorgio Cecco di FareAmbiente FVG ? considerando gli avvenimenti in corso nei Paesi del Medio Oriente.
Fonte: Immagine dal web
"Alla luce degli avvenimenti rivoluzionari che in queste settimane stanno infiammando i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa del Nord, non ultima la Libia, nostra prima fornitrice di petrolio, invito tutti a riflettere sull'opportunià di promuovere fonti alternative di rifornimento energetico. Mi riferisco al mix eolico - solare - nucleare". Questi alcuni degli argomenti affrontati durante il convegno 'Sviluppo Sostenibile e le Politiche Ambientali', coordinato dal presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, che si è tenuto a Napoli lo scorso 26 febbraio.
L'incontro, svolto presso la Fondazione Giambattista Vico, ha avuto come obiettivo primario quello di promuovere ed informare su un ambientalismo responsabile e produttivo."Il rischio di una brusca interruzione o diminuzione di flusso petrolifero - ha spiegato Vincenzo pepe durante il convegno - oppure l'inevitabile aumento di prezzi che deriverà da queste nuove e molteplici crisi, impone una seria riflessione su scelte discutibili compiute nel passato".
"Acquistare a pochi metri dal confine energia nucleare o gestire una centrale come Trino Vercellese - ha preoseguito il presidente -, che oramai esiste, è un'azione sensata, al contrario non poterne sfruttare i benefici è una scelta illogica. Non si può pensare di rispettare il protocollo di Kyoto o avere energia a buon mercato senza l'indispensabile supporto dell'energia nucleare. L'Italia rischia un black out energetico o di dipendere da Paesi politicamente instabili. Non è questo, a mio avviso, un ambientalismo responsabile e produttivo".
"In particolare - ha spiegato il coordinatore regionale per il Friuli Venezia Giulia, Giorgio Cecco - la nostra regione dovrebbe insistere sulla strada che può portare a una collaborazione con la Slovenia per il raddoppio della centrale di Krsko: una sinergia con questo Paese potrebbe portare a potenziare e modernizzare gli impianti per un'ottimizzazione nella sostenibilità ambientale. Dobbiamo puntare a una politica energetica reale – si legge – diminuire l'inquinamento provocato tagli idrocarburi, incrementando più possibile la percentuale delle tipologie meno inquinanti: non si può dipendere soltanto dal petrolio e dal gas, bisogna diversificare anche le fonti rinnovabili e il nucleare".
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