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Lavoro notturno: un decreto per il pensionamento anticipato
Grazie alla legge delega 183/2010, il Consiglio dei Ministri ha dato il via all'iter del decreto che coinvolge i lavoratori in ambienti non idonei per la salute. Secondo i dati CISL sono circa 900mila i potenziali beneficiari del provvedimento.
Fonte: Immagine dal web
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Un altro passo avanti nella definizione dell'accesso al pensionamento anticipato per i lavoratori svolgono mansioni cosiddette usuranti. Nel Consiglio dei Ministri che si è tenuto il 28 gennaio scorso, infatti, è stato approvato e presentato lo schema di decreto legislativo in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge n.183 del 2010.
I lavori usuranti presi in considerazione dal provvedimento riguardano coloro che lavorano nelle gallerie, in cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, in spazi sottomarini, in ambienti ad alte temperature, in spazi ristretti, nell'ambito dell'asportazione dell'amianto, nonché alcuni lavori notturni, quelli delle cosiddette 'linee catena'. Vengono incluse anche le attività di conduzione di determinati veicoli di trasporto collettivo. Il testo verrà sottoposto anche alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative che hanno, nel frattempo, già commentato la notizia.
La CGIL della Camusso ritiene "positivo che finalmente il governo prenda atto che i lavori non sono tutti uguali" e aggiunge che unitariamente Cgil, Cisl, Uil hanno "già inviato al Governo osservazioni e proposte che, se accolte, possono rispondere positivamente ad una platea significativa di lavoratori". La UIL di Angeletti considera il provvedimento un "completamento – che introduce un elemento di equità – delle riforme del sistema previdenziale fatte in questi anni". Auspica, infine, che nel dibattito parlamentare la platea dei lavoratori che potranno beneficiare della misura si allarghi anche agli infermieri che lavorano di notte e ai lavoratori dell'edilizia che svolgono mansioni particolarmente esposte e faticose.
Sulla stessa linea la CISL per la quale occorre anche "continuare un confronto serrato" durante l'iter parlamentare nelle prossime settimane, affinché "il punto di equilibrio a suo tempo raggiunto nella trattativa con le parti sociali non venga stravolto e per il lavoro notturno, si tenga conto di quanto previsto dai contratti collettivi e delle effettive condizioni dell'organizzazione del lavoro". Secondo una stima del sindacato sono circa 900mila i lavoratori coinvolti dal provvedimento. Ogni anno, infatti, l'INPS potrebbe ricevere circa 15mila domande di pensione anticipata per attività faticose. Più nel dettaglio, circa 850mila sono i lavoratori che svolgono un lavoro notturno, sebbene tra costoro solo 450mila rientrerebbero tra i beneficiari poiché lavorano almeno 64 notti l'anno. 350mila, invece, sono i lavoratori impegnati nelle attività usuranti.
Per la decorrenza del pensionamento vale il regime vigente al momento della maturazione dei requisiti agevolati. Con il 2011 questo si traduce in 12 mesi dal momento della maturazione dei requisiti. Bisognerà, però, dimostrare di aver svolto attività usuranti per almeno sette anni negli ultimi 10 nel caso di decorrenza entro il 31 dicembre 2017. Con il 2018, invece, occorrerà dimostrare di aver effettuato lavori faticosi per metà della propria vita lavorativa. Il testo, come detto, è al momento solo orientativo. Sarà infatti trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni ed alle Commissioni parlamentari per eventuali modifiche prima che diventi attuativo.
LINK
- Comunicato del Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2011
- Legge 183/2010
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