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Pensioni: stop al ritiro in contanti, ora serve il conto corrente bancario. Ecco come e perché

È polemica sulla misura che prevede dal 1 gennaio 2012 il versamento delle minime oltre 500 euro direttamente negli istituti di credito. Presto una convezione tra ministero dell'Economia e Abi per c/c "di base" e a basso costo

» Previdenza Francesca Nanni - 10/12/2011
Fonte: Immagine dal web

I vecchietti non ci stanno: i soldi della pensione, "quei pochi che ci danno" precisa qualcuno, li vogliono subito e in contanti. A loro proprio non piace la misura contenuta nella manovra Monti secondo cui, dal 1 gennaio 2012, le pensioni minime al di sopra dei 500 euro, saranno versate direttamente in un conto corrente bancario aperto, per quanti non ne hanno uno, appositamente per questa operazione. Il decreto della manovra prevede, inoltre, la possibilità di versare l'importo su una carta elettronica, bancaria o postale, anche prepagata.

Di fatto la misura in questione, è racchiusa nell'articolo 12 in materia di 'Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all'uso del contante' per combattere l'evasione fiscale, e prevede la firma entro tre mesi tra le banche e il ministero del Tesoro di una convenzione per consentire l'apertura di conto corrente gratuito per le fasce deboli. Di questo articolo fa parte anche la norma che fissa a 1.000 euro la soglia per i pagamenti in contanti. 

Una decisione che ha generato fin da subito qualche perplessità, perché nonostante l'impegno alla lotta contro l'evasione fiscale, questo provvedimento va a colpire la categoria sociale meno avvezza alla cultura finanziaria, all'uso degli strumenti bancari e a quelle piccole, seppur elementari operazioni tecnologiche, dalle quali è spesso esclusa. E loro, i pensionati italiani, ad essere accostati agli evasori fiscali proprio non ci stanno.

IL MOTIVO DEL PROVVEDIMENTO. Come si legge nel punto 4-ter della manovra Monti, la decisione è stata presa  "al fine di favorire la modernizzazione e l'efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante".

LE MISURE NEL DETTAGLIO. Proprio per questo motivo, il provvedimento contiene una serie di misure che riguardano non solo le pensioni, ma anche i pagamenti degli stipendi dei lavoratori della Pubblica Amministrazione:

a) le operazioni di pagamento delle spese delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e dei loro enti sono disposte mediante l'utilizzo di strumenti telematici. È di fatto obbligo alle Pubbliche Amministrazioni di avviare il processo di superamento di sistemi basati sull'uso di supporti cartacei;

b) i pagamenti di cui alla lettera precedente si effettuano in via ordinaria mediante accreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero con le modalità offerte dai servizi elettronici di pagamento interbancari prescelti dal beneficiario. Gli eventuali pagamenti per cassa non possono, comunque, superare l'importo di 500 euro;

c) lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d'opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essere erogati con strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate. Il limite di importo di cui al periodo precedente può essere modificato con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze;

d) per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i soggetti che percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono esenti in modo assoluto dall'imposta di bollo. Per tali rapporti, alle banche e agli altri intermediari finanziari è fatto divieto di addebitare alcun costo;

e) per consentire ai soggetti di cui alla lettera a) di riscuotere le entrate di propria competenza con strumenti diversi dal contante, fatte salve le attività di riscossione dei tributi regolate da specifiche normative, il ministero dell'Economia e delle finanze promuove la stipula di una o più convenzioni con gli intermediari finanziari, per il tramite delle associazioni di categoria, affinché i soggetti in questione possano dotarsi di POS (Point of Sale) a condizioni agevolate, che tengano conto delle economie realizzate dagli intermediari per effetto delle norme introdotte dal presente articolo. Relativamente ai Comuni, alla stipula della Convenzione provvede l'ANCI. Analoghe Convenzioni possono essere stipulate con le Regioni. Resta in ogni caso ferma la possibilità per gli intermediari di offrire condizioni migliorative di quelle stabilite con le convenzioni".
 
LE CONVENZIONI TRA MINISTERO E ABI PER I C/C DI BASE. Entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, il ministero dell'Economia e delle finanze e l'Associazione bancaria italiana (Abi) definiranno le caratteristiche di un conto corrente di base attraverso un'apposita convenzione, avendo riguardo ai seguenti criteri:

a) inclusione nell'offerta di un numero adeguato di servizi ed operazioni, compresa la disponibilità di una carta di debito;

b) struttura dei costi semplice, trasparente, facilmente comparabile;

c) livello dei costi coerente con finalità di inclusione finanziaria e conforme a quanto stabilito dalla sezione IV della Raccomandazione della Commissione europea del 18 luglio 2011 sull'accesso al conto corrente di base;

d) le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il conto corrente è offerto senza spese.

Nel testo della manovra si legge, poi, che "se la convenzione prevista sul conto corrente di base non è stipulata entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, le caratteristiche del conto corrente sono individuate con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia". Inoltre, l'Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle imprese rappresentative a livello nazionale "definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regole generali per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni a carico dei beneficiari delle transazioni effettuate mediante carte di pagamento".

LE POLEMICHE SUL PROVVEDIMENTO. La decisione del governo ha scatenato molte polemiche da più parti, gli anziani prima di tutto, cui seguono i commenti politici: "Non capiamo il perchè di tutto questo accanimento contro i pensionati da parte del governo - afferma il segretario dei pensionati Cgil, Carla Cantone -. Non vorremmo che questa norma fosse un modo per togliere ancora qualche euro dalle tasche dei pensionati italiani in favore delle commissioni bancarie". "I pensionati - afferma il senatore Idv, Elio Lannutti, presiede anche dell'associazione a tutela dei consumatori Adusbef  - saranno così costretti ad aprire conti correnti bancari e postali e apprendere l'utilizzo di bancomat o carte di credito, per ingrassare i signori banchieri".

MATERIALE
- Il testo completo della manovra Monti