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La conciliazione famiglia-lavoro passa per il 'family-friendly'

Dal governo il nuovo bando di finanziamento per progetti aziendali a supporto delle politiche familiari in termini di flessibilitą di orari e offerta di servizi a disposizione del personale. Due le scadenze per la domanda, il 3 luglio e il 28 ottobre.

» Cronaca Lavoro Silvia D'Ambrosi - 28/06/2011
Fonte: Immagine dal web

Erogare contributi alle aziende interessate a creare, per i propri dipendenti, condizioni lavorative capaci di conciliare meglio vita professionale e familiare, introducendo così nuove modalità organizzative e gestionali, in termini di tempi di lavoro e servizi. Politiche di sistegno e assistenza che faciliterebbero, inoltre, la crescita della natalità.

Si chiama 'Family Friendly' ed è una delle nuove iniziative nell'ambito delle politiche per la famiglia attuate dal governo. Si tratta nello specifico di un bando di finanziamento che riguarda i progetti di conciliazione previsti dall'art.9 della legge n. 53/2000 per l'anno 2011, presentato l'8 giugno scorso dal Sottosegretario alle Politiche della Famiglia, Carlo Giovanardi.

Il nuovo bando, le cui richieste devono essere presentate corredate entro il 13 luglio (una seconda scadenza è prevista, poi, per il 28 ottobre), prolunga i provvedimenti già presi dal 2001, amplia, rispetto al passato, la platea degli utenti, e aggiorna i provvedimenti in modo da consentire di meglio conciliare il tempo di lavoro con le responsabilità familiari. In questo provvedimento per il 2011, il 90 per cento delle risorse è riservato ai lavoratori dipendenti sia pubblici, sia privati iscritti nei pubblici registri, e il 10 per cento ai lavoratori autonomi e ai professionisti.

In passato sono stati 421 i progetti finanziati dal 2007 al 2009, anni in cui la misura è stata presa in carico dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, per un importo totale pari a 24 milioni 924mila 331,84 euro che hanno finanziato nell'ordine: il part-time reversibile; il telelavoro; la banca delle ore; l'orario flessibile; la flessibilità dei turni e l'orario concentrato.

Dalle rilevazioni compiute dal Dipartimento risulta, inoltre, che la maggioranza delle grandi aziende è interessata a "progetti misti" che combinano insieme più interventi e che, quindi, con un unico finanziamento mirano a soddisfare le molteplici esigenze di conciliazione del proprio personale. Invece le aziende di piccola e media dimensione sono più interessate a progetti univoci, prevalentemente riguardanti la flessibilizzazione dell'orario o l'organizzazione del lavoro. I risultati finora raggiunti indicano anche un progressivo aumento del numero dei progetti presentati e approvati: si va, infatti, dai 34 presentati nel 2001, di cui 13 approvati, ai 288 del 2008, di cui approvati 225, con una percentuale di successo che, all'inizio, era del 38,24 e che arriva ad essere del 78 nel 2008, con una lieve flessione nel 2009 (72 per cento).

L'analisi dei dati consente di rilevare un’indiscutibile crescita della consapevolezza dell'importanza e centralità della tematica della conciliazione, sia per il benessere della famiglie, sia per una migliore produttività delle aziende. Poi, se si considera il numero dei soggetti che hanno beneficiato di questi progetti, emerge come "l'effetto moltiplicatore" faccia sì che, a fronte di 421 progetti finanziati, i beneficiari finali che ne hanno usufruito sono ben 7mila 796. 

Altro dato vistoso è che i beneficiari sono, nell'82,6 per cento dei casi, donne. Questo mette in evidenza come la struttura della nostra società sia sostanzialmente immutata, tanto che i carichi di cura familiare ricadono ancora quasi totalmente sulle donne. Però, allo stesso tempo, visti i risultati ottenuti, i progetti di conciliazione si sono dimostrati, destinati come sono a lavoratori con figli minori, disabili o anziani a carico, un importante veicolo per sensibilizzare le aziende all'importanza di acquisire una nuova cultura che, conciliando la vita lavorativa delle donne con i carichi familiari, non le costringe a scelte ultimative tra famiglia e lavoro, senza sottrarle, in questo caso, alla vita produttiva delle aziende e del paese in generale.

Tra gli interventi di conciliazione lavoro di successo finora varati figurano, ad esempio, quello realizzato dalla società Aeroporti di Puglia che gestisce gli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie. In questo caso, si sono presi accordi con la Regione Puglia per la ristrutturazione di alcuni locali per creare un asilo nido, si sono portati dal full-time al part-time gli orari di alcune lavoratrici, si è realizzato il telelavoro per dipendenti addetti alle informazioni telefoniche, si è realizzata una banca delle ore per il personale di scalo, si può fare la spesa on-line con consegna in azienda, c'è la formazione per chi rientra dal congedo, un servizio di baby-sitting per chi ha figli molto piccoli, e cosi via; l'importo finanziato è di 424mila 287,40 euro e la società cofinanzierà il 10 per cento del costo totale, e la durata sarà di 24 mesi.

Anche la De Agostini Editoria si è vista finanziare un progetto di 229mila 476,88 euro per 24 mesi. Qui la difficoltà stava nel risolvere le esigenze di conciliazione dei dipendenti che, nel tempo, dovevano lasciare, progressivamente, le sedi di Milano per occupare quelle di Novara. Si sono individuati, per tutte le sedi, i bisogni prioritari dei dipendenti con uno studio commissionato a Great Place  to Work Italia e il progetto che ne è scaturito, l' 'Easy Dea', ha un carattere innovativo con servizi di 'worklife balance' che prevedono, fra l'altro, l'aggiornamento professionale di donne in rientro da congedi per maternità, cura dei bambini con ricerca di baby sitter, centri estivi, vacanze studio, cura dei figli, consulenze pediatriche, contributi economici per baby sitter, supporti alla cura degli anziani in strutture specializzate, campagne di prevenzione della salute, e il "maggiordomo aziendale", attivo 2 volte a settimana per piccole commissioni e pratiche presso uffici pubblici, il cui costo di gestione è totalmente a carico dell'azienda.

Ancor più significativo è il caso del progetto della Tetra Pak, di 520mila 99,00 euro, per 24 mesi realizzato in Emilia Romagna. L'azienda, nata in Svezia negli anni '50 e presente in Italia dal 63, ha una politica aziendale all'avanguardia che offre un gran numero di facilitazioni per lavoratori e lavoratrici: asilo nido, navetta per trasferimento casa-lavoro, palestra, assicurazione medica, lavoro fuori ufficio per il 20 per cento dell'orario settimanale. Tuttavia il finanziamento ha consentito di ottimizzare la condizione di conciliazione lavoro-famiglia, in particolare con l'adozione del telelavoro e con l'aumento delle conoscenze dei dipendenti in merito alle misure e agli strumenti di conciliazione già esistenti, per migliorarne la fruizione. Sono state così realizzate 22 postazioni di telelavoro, un tutor che mantiene i contatti con le persone in congedo per aiutarne il rientro, misure di training coaching e counselling a sostegno dei lavoratori con famiglia, per creare una condizione lavoro famiglia all'insegna del benessere, e un centro di orientamento ai servizi del territorio.

MATERIALI
- Dossier 'Conciliazione, tra famiglia e lavoro'
Legge 8 marzo 2000, n° 53

LINK
Il sito del Dipartimento Politiche per la Famiglia