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Sicurezza: Galvani, «deve essere messa al primo posto nell'organizzazione del lavoro»

Partito da Gorizia il viaggio lungo 4mila km di sensibilizzazione e prevenzione sugli infortuni lavorativi. «Diritti ormai da tutti ritenuti assolutamente giusti ma che - dice - ancora non si affermano e che da formali non diventano mai sostanziali»

» Cronaca Lavoro Francesca Nanni - 28/04/2016

Un viaggio lungo 4mila chilometri, oltre 40 città toccate nell’arco di 51 giorni per un percorso svolto in gran parte su una sedia a rotelle. E’ una sorta di “pellegrinaggio laico” quello che Bruno Galvani, Presidente della Fondazione ANMIL 'Sosteniamoli subito', ha intrapreso da Monfalcone (GO) il 28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro promossa dall’ANMIL, proprio per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro. Da nord a sud, isole comprese, il viaggio di Galvani si concluderà il 17 giugno a Roma. In in ogni tappa ci saranno incontri con studenti, lavoratori, cittadini e vittime del lavoro per una campagna di informazione che lascerà un segno anche attraverso un docu-film realizzato dal regista Luigi Pastore.

«Sei mesi, da settembre a marzo dell’anno successivo, tanto è durata la mia carriera lavorativa di giovanissimo operaio specializzato - scrive galvani in un racconto sulla sua esperienza -, oggi così lontano nel tempo che non mi sforzo neppure di ricordare. Avevo solo 17 anni». «Adesso, dopo tutti questi anni, difficilmente penso alla mia condizione fisica, se non davanti agli ostacoli fisici o psicologici che periodicamente ancora incontro. Oggi mi sembra una cosa normale spostarmi su una seggiola a rotelle». «Non riconoscersi ed accettarsi è veramente una cosa che fa soffrire e che ti angoscia – prosegue il Presidente della Fondazione ANMIL 'Sosteniamoli subito' -. Ma ancora oggi non mi sembra affatto normale che così tanti giovani (ma non solo loro) escano di casa al mattino per andare a lavorare e guadagnarsi uno stipendio e non tornano più a casa o ci tornano mutilati per sempre. Lavorare in sicurezza deve essere un diritto e un dovere di tutti».

«La vita, la salute e la sicurezza devono essere messe al primo posto nell’organizzazione del lavoro. Fatte queste scelte politiche è ovvio che succederanno ancora gli incidenti sul lavoro (anche se in misura più degna di un paese civile) – fa notare -, ed allora sarà moralmente necessario assicurare a queste persone il pieno godimento dei loro diritti basilari: il giusto riconoscimento a livello monetario del danno subito, le cure sanitarie necessarie al massimo recupero e mantenimento fisico, il diritto ad un lavoro adeguato alle limitazioni funzionali conseguite, una piena integrazione sociale». «Diritti ormai da tutti ritenuti assolutamente giusti ma che ancora non si stanno affermando e che da formali non diventano mai pienamente sostanziali. Perché è vero che la vita non ha prezzo – conclude Galvani -, ma è altrettanto vero che chi ha pagato un prezzo così elevato al benessere economico della nazione merita più rispetto di quello che ha oggi».



Oltre alla raccolta firme, l’ANMIL rivolge poi a giovani e studenti un appello ad inviare dei videomessaggi originali, di gruppo o individuali, come hanno già fatto numerosi personaggi noti del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, che hanno dato il proprio sostegno al Tour in qualità di Ambasciatori attraverso l’invio di un videomessaggio pubblicato sul sito www.tourfondazioneanmil.it.

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- Tour Fondazione Anmil