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Linkedln e i paroloni ad effetto nei profili professionali: ecco come evitarli e renderli più "appetibili"

'Responsabile', 'esperto', 'creativo' i termini più usati e più abusati. I consigli del portale: "Distinguersi sì, ma è bene legare la parola scelta ad un progetto al quale si è lavorato". Ecco come rendere un profilo "differente, unico e accattivante"

» Cronaca Lavoro Aura De Luca - 08/01/2014

'Responsabile', con ottime 'capacità organizzative', 'esperto' e 'collaborativo' soprattutto nel lavoro di gruppo, con 'capacità di coordinamento' e di 'problem solving', 'creativo' e all'occorrenza 'strategico'. In altre parole, il professionista perfetto. Secondo il network LinkedIn sono queste le 'buzzwords', ovvero i 'paroloni', più utilizzate dai candidati nei loro curriculum vitae per creare il proprio profilo sul portale professionale. A detenere il gradino più alto della classifica è 'responsabile', il termine più utilizzato in assoluto, ma anche il più abusato: ricorre, infatti, in ben 259 milioni di volte per altrettanti profili iscritti al portale, 5 milioni dei quali italiani. Subito dopo troviamo 'capacità organizzative', al terzo posto 'esperto', al quarto 'collaborativo', al quinto 'capacità di coordinamento', al sesto 'professionale', al settimo 'creativo', all'ottavo 'strategico', al nono 'problem solving' e al decimo infine 'specializzato'.

Insomma, almeno nel 2013, la 'responsabilità' sembra uniformare i curriculum vitae sia degli stranieri che degli italiani, ma non è sempre stato così. Anche se quella dell'anno appena trascorso è stata la quarta edizione della classifica, guardando indietro nel tempo, da un anno all'altro, la popolarità delle parole più ricorrenti non è mai rimasta invariata. Nel 2010, 'vasta esperienza' era l'espressione più utilizzata a livello mondiale, "innovativo" in Italia. E, mentre nel 2011 il termine più in voga in Italia è stato 'problem solving', a livello internazionale - per due anni consecutivi dal 2011 al 2012 - è stato 'creativo'.

"Creare un proprio brand professionale è il requisito fondamentale per distinguersi dagli altri professionisti - spiega Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia e Spagna -. Se ci si presenta nello stesso modo di milioni di altre persone, il nostro profilo non emergerà rispetto a chiunque altro ambisca a una specifica opportunità o posizione lavorativa". "Detto questo, per avere più possibilità di essere trovati - aggiunge -, il candidatto che aggiorna il suo curriculum nel profilo LinkedIn deve evitare l'uso di parole particolarmente gettonate". Un buon approccio per far luce su se stessi e la propria professionalità è "una descrizione accurata accompagnata da un link ad un progetto al quale si è lavorato - sottolinea Albergoni-. Ciò potrebbe rendere ad esempio il proprio profilo differente, oltre che unico e accattivante". 

Dimostrare il proprio grado di responsabilità raggiunto, la creatività o la capacità di essere strategici dunque si può, e LinkedIn offre qualche piccolo suggerimento per evitare di riempire il proprio profilo con paroloni ad effetto spesso superflui e non veritieri:

• Prendete in considerazione l'opposto:
vi definireste mai irresponsabili o impazienti? Uno dei modi più rapidi per decidere se utilizzare, o meno, una parola per descrivervi è quello di prendere in considerazione il suo contrario. Ad esempio, nel caso di 'efficace', l'esatto opposto è 'inefficace': efficace è però uno di quei termini considerati come 'must have', ovvero un attributo che un potenziale cliente o datore di lavoro è portato a dare per scontato. Ogni singolo aspetto del vostro profilo dovrebbe indicare che siete responsabili ed efficaci, senza doverlo espressamente specificare a parole.

• Associate le competenze ai risultati:
legate le vostre capacità a uno specifico risultato che dimostri le vostre competenze. Specialmente per quel che riguarda le espressioni più in voga come 'innovativo', 'strategico' e 'creativo', il consiglio è quello di inserire nel proprio profilo, ove possibile, un esempio concreto del vostro lavoro come una foto, un video o una presentazione, per dare modo agli altri di 'toccare con mano' il vostro talento.

• Fate in modo che altri garantiscano per voi:
un altro modo per attestare competenze che anche la maggior parte degli altri professionisti ostenta, infatti, è quello di richiedere referenze a fonti attendibili. Quando richiedete una segnalazione, è preferibile che chiediate al vostro contatto di parlare nello specifico del tipo di competenza che state cercando di mettere in evidenza e di associarla, idealmente, a un risultato che questi può testimoniare.

• Utilizzate un linguaggio attivo:
invece di dire che siete responsabili di qualcosa, dimostrate in che modo questa responsabilità ha portato ai risultati auspicati. I vostri colleghi, i potenziali clienti e i futuri datori di lavoro possono anche immaginare che siate stati responsabili di diversi programmi, ma che risultati ha prodotto tutto ciò? Ad esempio, potete sostituire 'responsabile dei social media' con 'raggiungimento dell'obiettivo di decuplicare il numero di fan e follower sui social media per il brand, sotto la mia supervisione' e 'fornire supporti visivi a dimostrazione'. Un'ultima dritta? Tenere sempre presente e rispecchiare il linguaggio delle aziende per cui si desidera lavorare.