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Mutui: per le famiglie stangata in arrivo
Bankitalia testimonia che il tasso medio Taeg in aprile risale oltre la soglia del 3,3%. E non capitava dall'agosto 2009. Crescono anche i prestiti in generale e il credito al consumo. Si allunga poi l'ombra di un altro giro di vite sul costo del denaro.
Fonte: Immagine dal web
Le famiglie ormai intaccano 'le riserve di grasso'. È un modo colorito per dire che gli italiani fanno i conti con redditi da fame, con una contingenza infelice e restano a galla soltanto utilizzando i risparmi accumulati in una o due generazioni. Le formiche, insomma, sono senza cibo e le mollichine messe da parte in passato stanno tornando utili per sopravvivere.
SALGONO I MUTUI. Sul fronte dei prestiti, innanzitutto sale il costo dei mutui per i nuclei del Bel Paese che da sempre adorano il mattone e non chiedono altro che comprare la casa in cui abitano. Bankitalia mette il dito nella piaga e nel Supplemento al Bollettino Statistico 'Moneta e Banche' segnala una risalita del tasso medio Taeg comprensivo delle spese amministrative, istruttorie e assicurative, sopra il 3,3 per cento (3,31 per cento). Non capitava dall'agosto 2009 ed eravamo all'inizio della crisi (almeno in Italia). Per i finanziamenti oltre i dieci anni il tasso sulle nuove operazioni è balzato al 4,84 per cento dal 4,74 per cento di marzo. Il tasso medio complessivo sui nuovi mutui casa torna sopra il 3 per cento (3,04 per cento) ai massimi da settembre 2009.
E ANCHE I PRESTITI. E i prestiti in generale? Come vanno? Ad aprile il tasso tendenziale è cresciuto al 5,3 per cento dal 5,1 per cento di marzo e si tratta di un valore corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari. Passando dalle famiglie alle società non finanziarie, il tasso invece è sceso al 4,4 per cento dal 4,7 per cento del mese precedente. Ad aprile, poi, i tassi sui finanziamenti alle imprese sono aumentati di 12 punti base rispetto al mese precedente, al 3 per cento.
PIÙ CARO IL CREDITO AL CONSUMO. Sulle nuove erogazioni di credito al consumo, invece, i tassi sono cresciuti di dieci punti base (8,84 per cento dall'8,74 per cento di marzo). I tassi passivi sui depositi in essere sono cresciuti allo 0,78 per cento (0,75 per cento in marzo). È cresciuta la remunerazione dei nuovi depositi a scadenza accesi nel mese (1,82 per cento rispetto a 1,70 per cento di marzo), trainata in special modo dall'incremento dei tassi corrisposti sui nuovi depositi delle imprese (1,92 per cento rispetto a 1,70 per cento di marzo).
IL WEB STRUMENTO CHIAVE. Insomma, una nuova stangata è alle porte per chi decide di comprar casa. Gli italiani provano a difendersi sul fronte mutui un po' come fanno con l'Rc Auto: ossia usando il web per scegliere il prodotto migliore. Ecco allora che un connazionale su due naviga in rete per farsi un'idea. Secondo Mutui.it, il 56 per cento di chi va su internet alla scoperta del finanziamento migliore per le proprie esigenze lo fa in orario d'ufficio. La decisione definitiva, tuttavia, viene presa a casa, dopo un confronto con i familiari. Ecco infatti che nel 30 per cento dei casi il mutuo viene scelto dalle 19 in poi.
L'OMBRA DELLA BCE. Il problema è che l'inflazione sta risalendo e pochi giorni fa il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, ha annunciato un possibile nuovo ritocco al rialzo dei tassi entro luglio. Questo avrebbe ripercussioni pesanti sui mutui e costituirebbe un nuovo fardello per le famiglie. Ad oggi, gli esperti consigliano ancora un tasso variabile per i nuovi sottoscrittori. Tuttavia inizia a diffondersi l'idea che sarebbe il caso di avvalersi di un cap, cioè un tetto oltre il quale la rata non può salire.
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