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Doris Jr, Rana & Co.: spot autoreferenziale per il boss testimonial di se stesso

Anche se resistono ancora star e supermodelle, sempre più aziende scelgono pubblicità in cui i titolari "ci mettono la faccia". Scelta decisiva per il successo del brand e della campagna pubblicitaria secondo 7 esperti su 10

» Cronaca economica Francesca Nanni - 28/04/2015

Investire su uomini in carriera, titolari della propri azienda e dal grande carisma. Il settore della pubblicità aziendale cambia volto e strizza l'occhio agli imprenditori creatori e titolari della propria realtà lavorativa. Chi meglio di loro, infatti, conosce i valori aggiunti del brand e le qualità che meglio evidenziano la garanzia del loro prodotto? Una scelta decisiva per il successo di una campagna pubblicitaria per 7 esperti su 10, tra pubblicitari e operatori della comunicazione, che aiuta a veicolare il messaggio in modo più diretto e convincente, spesso meglio rispetto a colleghi ben più famosi, star e supermodelle.

Dunque imprenditori testimonial pubblicitari di loro stessi visti dai consumatori come esempi in cui è possibile immedesimarsi e più il personaggio incarna i valori del brand più è alta la possibilità che lo spot abbia la giusta incisività (91 per cento). Quali caratteristiche lo identificano? La familiarità, la serietà, la professionalità, l'autorevolezza, l'affidabilità. Tutte caratteristiche queste che fungono da garanzia per il consumatore che si dimostra sempre attento alle innovazioni ma soprattutto alla qualità del prodotto. Il primo in assoluto che per primo ha fatto del motto "ci metto la faccia" la sua filosofia pubblicitaria di vita, è senza dubbio Giovanni Rana, il suo faccione rubicondo e rassicurante da anni rappresenta con grande successo la sua azienda di sfoglie. Secondo una recente indagine i consumatori mettono lui sul gradino più alto del podio (74 per cento). Segue Francesco Amadori, che promuove grande efficacia la sua azienda di pollame con (68 per cento). A seguire Massimo Doris, che da quest’anno ha preso il posto del padre Ennio patron di Banca Mediolanum (51 per cento). E poi lui, l'uomo che non vende sogni, Roberto Carlino con la sua Immobildream (41 per cento).

Sfogliando la ricerca, viene fuori che oltre ai titolari di aziende, nel mondo pubblicitario italiano resistono comunque anche personaggi del mondo dello spettacolo e modelle come ad esempio Claudia Schiffer per la casa automobilistica Opel. E poi la cantante americana Milye Cyrus (55 per cento), testimonial per Calzedonia, Simona Ventura che con la sua riconoscibilità e autorevolezza è il testimonial ideale per Pittarosso (59 per cento). Ed ancora il giornalista e regista Pif per Tim (47 per cento) e Tiziana Stefanelli, vincitrice della seconda edizione di Masterchef, ora volto di Star (32 per cento).

Ma come viene percepita dai consumatori? Per una minoranza, il 17 per cento, sono personaggi superflui che guadagnano già abbastanza, per il 33 per cento sono persone che incarnano certi ideali ma solo per finzione, il 29 per cento sono figure nelle quali immedesimarsi e sognare. Infine un 21 per cento le considera gente come loro. E allora quali sono i testimonial ideali per raggiungere gli obiettivi prefissati? Secondo gli esperti al primo posto ci sono gli imprenditori (71 per cento), a seguire personaggi della tv (68 per cento), sportivi (62 per cento), ex concorrenti di talent (59 per cento), cantanti (51 per cento), attori (45 per cento), modelle (41 per cento) e modelli (32 per cento).