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Chi l'ha vista? Il caso della riforma sul Terzo Settore che giace in Parlamento

Dopo un avvio promettente si sono perse le tracce del testo che prevede, tra l'altro, anche l'introduzione di regimi agevolati ad enti non-profit. Ecco cosa prevede nel dettaglio la riforma di un settore che da solo rappresenta il 4% del PIL italiano

» Cronaca economica Redazione/GP - 16/09/2015
Fonte: Immagine dal web

Riforma del Terzo Settore, questa sconosciuta. Dopo il via libera della Camera dei Deputati il 13 aprile scorso, l’arrivo in Senato il 10 luglio e l’inizio della discussione nella Commissione Affari Costituzionali il 24 luglio, del Disegno di legge C. 2617 “che delega i Governo per la riforma del Terzo settore[1], dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale", si sono perse le tracce. Soprattutto da quando il 7 settembre è scaduto il termine per gli emendamenti che sono più di un centinaio.

Finito forse in coda al resto delle riforme costituzionali, di fatto il disegno di legge attribuisce al Governo la delega ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge delega, uno o più decreti legislativi sul riordino e la revisione della disciplina degli enti privati del Terzo settore con finalità ideale e senza scopo di lucro e delle attività che promuovono e realizzano obiettivi di solidarietà e di interesse generale. Si definisce “terzo” per la ripartizione del sistema economico e sociale di un primo settore che è lo Stato e di un secondo che è il mercato. Il ‘non-profit’ raggruppa tutte quelle realtà che all'interno del nostro sistema socio-economico che si collocano a metà tra Stato e Mercato.

Un settore lavorativo che oggi conta 5 milioni di volontari, 12mila cooperative sociali, circa 800mila occupati ed oltre 300mila istituzioni attive. Un  mondo che da solo, a livello economico, rappresenta il 4 per cento del PIL italiano. Dal punto di vista istituzionale, per quanto riguarda l’Attività di volontariato e di promozione sociale i decreti legislativi dovranno prevedere:

• armonizzazione delle diverse discipline vigenti in materia;

• promozione della cultura del volontariato tra i giovani e valorizzazione delle reti associative di secondo livello e delle diverse esperienze di volontariato;

• revisione e promozione del sistema dei Centri di servizio per il volontariato e riordino delle modalità di riconoscimento e di controllo degli stessi;

• revisione e razionalizzazione del sistema degli Osservatori nazionali.

Ma il disegno di legge prevede anche norme per la disciplina delle misure agevolative e di sostegno economico in favore degli enti del Terzo settore. In tal senso i decreti legislativo dovranno:

• introdurre un regime di tassazione agevolativo che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dell’ente;

• razionalizzare e semplificare il regime di deducibilità e detraibilità dal reddito delle persone fisiche e giuridiche delle erogazioni liberali, in denaro e in natura, disposte in favore degli enti del Terzo settore;

• rivedere e stabilizzare l’istituto della destinazione del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alle scelte espresse dai contribuenti in favore degli enti del Terzo settore. E’ prevista l’introduzione di obblighi di pubblicità delle risorse ad essi destinati;

• prevedere per le imprese sociali: la possibilità di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio tramite portali on line, in analogia a quanto previsto per le start-up innovative; misure fiscali agevolative, volte anche a favorire gli investimenti di capitale; l’istituzione di un apposito fondo rotativo destinato a finanziare a condizioni agevolate gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali;

• promuovere l’assegnazione in loro favore degli immobili pubblici inutilizzati, nonché, tenuto conto della disciplina in materia, dei beni immobili e mobili confiscati alla criminalità organizzata, secondo criteri di semplificazione e di economicità, anche al fine di valorizzare in modo adeguato i beni culturali e ambientali.

MATERIALI
- Disegno di legge C. 2617 'Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale'

NOTE
[1] Il Terzo Settore, infatti, e lo ricordiamo, identifica quegli enti che operano in determinati settori, ma non riconducibili al mercato del lavoro, né alle istituzioni statali pubbliche. Si tratta di oggetti organizzativi di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva (cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, organizzazioni non governative, ONLUS, ecc.).