Economia e Lavoro » Economia » Cronaca economica

'Crowdfunding', se le startup si reggono sulle spalle dei piccoli

Avviato dalle politiche 'Job Act' di Barack Obama, il finanziamento dal basso sta rivoluzionando i canali di supporto alle neo-imprese. Oggi nella nuova forma 'equity-based', chi dà il proprio contributo monetario all'iniziativa ne diventa azionista

» Cronaca economica Redazione - 10/10/2014

È una rivoluzione che sta cambiando il modo di finanziare l'innovazione e le nuove imprese. Si chiama 'crowdfunding', ed è la raccolta di capitali per progetti innovativi mediante piattaforme specializzate che consentono a startupper di presentare le proprie idee a tutto il pubblico della rete e di ottenere, così, risorse finanziarie. Questa nuova formula di finanziamento sta crescendo in tutto il mondo. Basato inizialmente su uno schema di mere donazioni, o cosiddetto 'reward-based' (in cambio del proprio contributo monetario al progetto si riceveva in premio il prodotto realizzato dall'imprenditore finanziato), si sta ora consolidando nella forma più matura ed evoluta: il 'crowdfunding equity-based'. In questo caso a fronte del proprio contributo monetario all'iniziativa se ne diventa azionisti.

Un forte impulso al 'crowdfunding equity-based' si è avuto con il Jobs Act del Presidente americano Barack Obama che ha fortemente voluto favorire lo sviluppo di questa forma di finanziamento per rilanciare innovazione e occupazione negli Stati Uniti. Altri paesi, l'Italia fra i primi, hanno poi adottato una regolamentazione per consentire la diffusione dell’equity crowdfunding. Nonostante l'entusiasmo globale di startupper e della politica, però, non tutti hanno accolto favorevolmente questo fenomeno dirompente. I 'venture capitalist' (quindi gli investitori per l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo) hanno vissuto l'arrivo del crowdfunding come una potenziale minaccia per il loro ruolo. Mettendo direttamente in contatto imprenditori ed investitori finali, infatti, le piattaforme di crowdfunding sono apparse come una forma di "disintermediazione" che alla lunga avrebbe reso il venture capital superfluo.

ECCO COS'È IL CROWFUNDING E COME FUNZIONA


In realtà, alcuni dei casi di successo di iniziative finanziate con il crowdfunding raccontano una storia più articolata. 'Pebble' ad esempio è uno smartwatch creato da un ingegnere neolaureato, Eric Migicovsky, spostatosi nella Silicon Valley per sviluppare la sua invenzione. Quando si è trattato di presentare l'idea a venture capitalist professionali, Eric ha collezionato una lunga serie di rifiuti, e ha quindi deciso di raccogliere i 100mila dollari di cui aveva bisogno utilizzando una piattaforma di crowdfunding. L'idea è piaciuta così tanto che nel giro di poche settimane invece dei 100mila sperati ha finito per raccogliere 10 milioni di dollari. Visto il successo di Pebble i venture capitalist che inizialmente avevano snobbato o respinto il progetto sono tornati sui propri passi e hanno fatto a gara per finanziarlo: come risultato Eric oltre ai 10 milioni raccolti con il crowdfunding ne ha ottenuti altri 15 dal venture capital tradizionale.

Il numero di progetti finanziati e l'ammontare dei capitali raccolti su scala globale indicano come il crowdfunding sia destinato a giocare un ruolo sempre più centrale nell'ecosistema dell'innovazione. Invece che penalizzare questo o quell’anello della catena del finanziamento è prevedibile che esso arricchirà il ventaglio di opportunità a disposizione di inventori e start-upper trovando nuove forme di interazione, e di rafforzamento reciproco, con incubatori, 'angel investor' e venture capital tradizionale. Però è chiaro che quella del crowdfunding è una "rivoluzione" che sta cambiando assetti consolidati in un comparto fondamentale per la crescita economica e sociale.

(Articolo do Gianfranco Gianfrate, professore di finanza aziendale all'Università Bocconi di Milano)